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Articoli, News e Analisi sui principali mercati finanziari redatte da Luca Facchini, direttamente dagli USA.


 

A chi giova veramente la pace in Iraq?

15 Febbraio 2003.

Nel mio ultimo articolo, sui possibili veri motivi della guerra in Iraq, sono stato abbastanza critico con gli USA e con l'amministrazione Bush. Con questo articolo voglio compensare le cose e cercare di spiegare, ai meno informati, cosa si nasconde dietro il no alla guerra e il si alla pace da parte di Francia, Germania e Russia. Una cosa deve essere ben chiara. Questa guerra verra' fatta per controllare il petrolio Iracheno.  Personalmente ritengo che il discorso di Powell e le relative "prove" delle armi nascoste non reggono assolutamente ma cio' e' stato sufficiente a convincere la maggior parte della opinione pubblica Americana. Qui in USA, siamo costantemente bombardati da news di imminenti attacchi terroristici che in realta' non si avverano mai. Ogni giorno sembra la copia del giorno precedente e tutto questo inutile allarmismo, sa molto di propaganda ben preparata da chi sa cosa fare per ottenere quello che vuole....

La Germania e' l'unico stato che non ha interessi economici diretti in Iraq (almeno per quanto ne so io) e il solo motivo che alimenta questa pacifismo del governo Tedesco e' derivato da motivi politici interni (in poche parole Gerhard Schroeder non vuole far arrabbiare troppo i verdi e l'opinione pubblica tedesca perche' non gli va di perdere la poltrona che gia' alle ultime elezioni ha iniziato a "scottare" parecchio..).

I motivi della Francia e della Russia sono invece abbastanza evidenti. Entrambe le nazioni hanno grossi interessi in Iraq e sono legati in qualche modo con il governo di Saddam.

Partiamo dalla Russia. Se i campi petroliferi Iracheni dovessero diventare finalmente liberi di innondare i mercati mondiali, i guadagni dell'Industria petrolifera Russa ne subirebbere gravi conseguenze. La Russia esporta grandissime quantita' di petrolio (circa 8 milioni di barili al giorno) e a conti fatti cio' rappresenta un guadagno di circa 6 miliardi di dollari ogni mese. Questa e' l'unica industria che puo' considerarsi a profitto, visto che, al di la' di alcuni metalli preziosi e delle armi, l'economia Russa non ha molto da esportare.

Se il petrolio Iracheno dovesse divenire quindi improvvisamente libero da legami, si calcola che porterebbe sul mercato dai 5 ai 6 milioni di barili per giorno a discapito del petrolio Russo. Un grande malinteso che merita di essere spiegato, e' il fatto che le compagnie pertrolifere Americane ne trarrebbero immensi guadagni. Cio' non e' affatto vero in quanto, se ci pensate, le compagnie petrolifere ci guadagnano quando i prezzi salgono e non quando diminuiscono.
Aumento di produzione in Iraq = diminuzione dei prezzi alla pompa = meno profitti per Texaco & Co.
E' logico che lo stato attuale delle cose (prezzi vicini ai massimi pre-Guerra del Golfo) va benissimo alle compagnie petrolifere USA. Lo si capisce dalla recente dichiarazione del Presidente della Exxon Mobil, Mr. Raymond, il quale ha detto che toccare le riserve strategiche USA per calmare i prezzi sarebbe un grosso errore politico ed economico...

Ma allora chi ci guadagna e quali sono i motivi per questa guerra, se le compagnie petrolifere USA sono escluse?

L'unica industria che ci guadagnera' (e parecchio) e' quella specializzata nei servizi e nelle esplorazioni petrolifere.
Non importa chi avra' controllo del petrolio Iracheno. Potrebbe essere la Russia, la Francia, gli USA, oppure un nuovo governo Iracheno. Chi controlla il petrolio Iracheno, avra' bisogno dell'aiuto di quelle poche societa' specializzate in questo settore.
Le cosidette "Oil Service Companies" sono quelle societa' che vendono equipaggiamento, materiale e servizi per far si che i campi petroliferi siano sempre piu' produttivi. 
Adesso come adesso, l'Iraq riesce ad esportare il petrolio tramite la risoluzione ONU 986. I guadagni delle esportazioni sono utilizzati per comprare cibo, prime necessita' e logicamente parti di ricambio, materiale e servizi per l'estrazione del petrolio. Tutto cio' che succede in Iraq relativamente al petrolio e' regolamentato dall'ONU. I contratti per questi servizi, tra il governo Iracheno e le societa' straniere devono essere approvati dall'ONU.  Sorpresa, sorpresa..indovinate chi ha piu' contratti di tutti con il governo di Saddam? Indovinato? Ecco chi ha piu' business con l'Iraq: Francia, Russia (circa 800 contratti) e Cina (circa 200) mentre gli USA solo uno....

Queste sono le societa' (e le nazioni) che hanno molto da perdere nel caso di una guerra in Iraq. L' ONU e' l'intermediario tra le societa' di servizi straniere e il Governo Iracheno. Dall' 1995/96 sono stati esportati piu' di 3 miliardi di petrolio Iracheno, il tutto sotto la vigilanza ONU. Questo rappresenta un valore complessivo di circa 60 miliardi dollari e di questo valore, circa 4 miliardi di dollari, se ne sono andati in contratti con societa' straniere per acquisto di parti di ricambio e servizi vari. Stime dell'ONU, calcolano che dietro l'angolo, vi siano altri lavori e contratti per un valore di circa10 miliardi di dollari...

La Russia ha venduto piu' di ogni altra nazione al mondo, beni di prima necessita' all' Iraq e la Francia l'anno scorso e' stata la nazione che ha venduto piu' di tutte (1.5 miliardi di dollari di beni e servizi) al governo Iracheno.  Adesso immagino cominciate a capire che cosa c'e' dietro il veto alla guerra da parte di Francia, Cina e Russia....

Un studio del dipartimento dell'Energia USA ha messo nero su bianco la cosa (per chi sa leggere tra le righe...).
La Russia e' in credito con Saddam per diversi miliardi di dollari per  vendite di armamenti effettuate negli anni passati. L'unico modo per recuperare questi crediti e' la vendita del petrolio Iracheno ed  e' logico che lo stato attuale delle cose va benissimo a Mosca. Senza dimenticare che la Russia ha un contratto gia' firmato con lavori per 3.5 miliardi di dollari per riabilitare i pozzi della zona di West Qurna...

Eccoci quindi alla Francia. I "simpatici" cugini d'oltralpe, avrebbero molto da perderci se le cose dovessero cambiare in quel di Baghdagd. La compagnia francese TotalFinaElf avrebbe infatti gia' firmato un contratto di esclusiva con il governo Iracheno per l'estrazione e lo sviluppo del piu' grande campo petrolifero Iracheno, Majnoon.

Improvvisamente, queste marcie pacifiste sembrano, tristemente piu' che mai, uno strumento in piu' in mano a Saddam (un violento, pazzo dittatore che deve essere deposto in qualche modo) e fanno il gioco di coloro che hanno interessi economici e politici in Iraq.

Molte delle persone che manifestano in piazza sono sincere e motivate da giusti ideali di pace e di solidarieta' con il popolo Iracheno con cui immagino tutti concordiamo. Purtroppo, pero' il mondo in cui viviamo, e' controllato da interessi economici e da poteri che ben difficilmente si fermeranno d'avanti ad una manifestazione in piazza o al no della Chiesa Cattolica o della Germania stessa.
Personalmente credo che l' invasione si fara' ed e' questione di tre/quattro settimane al massimo. Con o senza approvazione ONU, gli USA e la Gran Bretagna si prenderanno un pezzo della "torta al petrolio" Irachena. Come la storia insegna, il piu' forte e non la giustizia alla fine trionfa. Solo nei film di Hoolywood e' il buono che alla fine prevale ma la realta', purtroppo, e' un'altra. Gli imperi Romano, Inglese o Francese si presero sempre tutto quello che desideravano avere (o almeno ci provarano). Quale motivo vi fa pensare che la storia, questa volta, dovrebbe essere diversa per l'unica super-potenza rimasta sulla terra?


Distinti saluti.

Luca Facchini.


 

I VERI MOTIVI DELLA GUERRA IN IRAQ.

15 Gennaio 2003

Cari Lettori,

cosa c'e' dietro questa incredibile voglia di guerra da parte degli USA? L'amministrazione sta cercando di convincere tutti, sia qua, che nel resto del mondo, che il motivo e' solo di self defense. Gli USA hanno paura che Saddam nasconda in gran segreto laboratori in grado di costruire armi chimiche, battereologiche e nucleari.
Personalmente non credo minimamente a questa teoria e i veri motivi sono cosi' chiari che anche un cieco li potrebbe vedere (ma non l'opinione pubblica Americana).
Ogni volta che intervistano Bush e gli viene chiesto il perche' di questa guerra la risposta (come un vero pappagallo) e' sempre la stessa:" Il mio compito e' difendere gli USA e gli Americani". Punto e basta.  Appena il giornalista prova a fare qualche altra domanda non arriva nessuna risposta oppure arriva quella "registrata". Veramente irritevole! Questo presidente non e' capace di formare una frase da solo. Tutto gli deve essere spiegato durante il briefing e tutte le frasi e le risposte che escono dalla sua bocca sono di una retorica e di una previdibilita' sconcertante. Mah...che nostalgia per Clinton e Monica Lewinsky!

Domande logiche da porsi sono le seguenti.  Se quindici su diciannove terroristi responsabili dell'attacco dell'11 Settembre sono cittadini dell'Arabia Saudita (e nessuno Iracheno) perche' attaccare l'Iraq e non l'Arabia Saudita? L'Afghanistan e' stato soggetto a bombardamenti a tappeto e all'incursione delle forze speciali di mezzo mondo. Obbiettivo catturare Osama Bin Laden del quale logicamente nessuno sente piu' parlare...dov'e' Osama? (Per vostra informazione Osama odia Saddam e tutte le piste che collegavano in un primo momento l'Iraq con Al Queda si sono rivelate prive di fondamento).

L'amministrazione sta cercando di vendere il famoso concetto secondo cui "l' attacco e' la migliore difesa" in una sorta di guerra preventiva....prima che mi colpisci, ti colpisco io. Logicamente questo tipo di strategia funziona benissimo se dall'altra parte della trincea c'e' un nemico che e' ridotto alla fame, tecnologicamente e' a livello degli anni sessanta e militarmente e' attrezzato come lo erano i nostri eroici soldati Italiani durante la campagna in Russia nella Seconda Guerra mondiale. 

Gli USA non userebbero mai questa tecnica con Stati veramente pericolosi; e' sempre facile fare il bullo con i piu' deboli. Logico lo faremmo anche noi... Perche' non attaccare la Corea del Nord? Loro si, hanno sicuramente "weapons of mass destruction" e la Cina?

Una parte dell'amministrazione cerca di vendere anche il discorso "umanitario". Dobbiamo salvare il popolo Iracheno! Destabilizzando Saddam e riporteremo giustizia e pace come e' stato fatto in Afghanistan sconfiggendo i Talibani.  Piccolo particolare: di popoli oppressi, senza cibo, senza diritti umani ce ne sono a decine in tutto il mondo ma logicamente la legge non e' uguale per tutti. Se vuoi ricevere aiuto da parte degli USA (o dell'EU) e' consigliabile avere sotto la capanna dove vivi, grosse quantita' di petrolio o metano..a voi la scelta. Se non avete niente da offrire..sorry..sara' per un'altra volta.

Quali sono i veri motivi dunque? Una teoria interessante che ho appreso in questi giorni da fonti "informate" e' la seguente. Il controllo (indiretto) dei campi petroliferi Iracheni da parte degli USA metterebbe il guinzaglio all'OPEC. Gli USA non amano essere soggetti di ritorsioni e minacce da parte di nessuno e specialmente da parte di Libya, Iran, Arabia Saudita & Co.
Sono ritorsioni che si riflettono sul costo alla pompa della benzina. Ad un Americano, toccate tutto, ma non toccate l'enorme Jeep, 6000 di cilindrata e con 8 o 10 cilindri! Consumo al kilometro di circa 4 litri alla faccia dell'inquinamento e di Saddam!  Il prezzo adesso alla pompa e' ancora sotto i due dollari al gallone (equivalente diciamo a qualcosa in meno delle vecchie mille lire al litro). E il prezzo attuale del greggio naviga attorno ai $30 per barile. Da calcoli fatti risulterebbe che le riserve di petrolio Irachene sono pari a 112 miliardi di barili piu' che sufficienti per "controllare" in qualche modo la politica dei rialzi dell' OPEC. In parole povere invece di $30 al barile si ritornerebbe a circa $20. A parte il fatto di avere ancora la benzina a circa un dollaro al gallone (per la gioia di tutti i possessori di SUV),  questo calo del prezzo del greggio e' visto come un'enorme stimolo economico. Una soluzione di questo tipo sarebbe molto piu' efficiente di qualsiasi taglio alle tasse o di qualsiasi manovra fiscale (ridicola l'ultima) o economica fatta con metodi tradizionali.
Non dimentichiamoci poi che la famiglia Bush e il Vice Presidente Cheney sono da sempre stati nel business dell' estrazione del petrolio o coinvolti con interessi e vari business partners nel settore energetico ma questi sono logicamente dettagli secondari........

Alla prossima.

Luca Facchini





 

COSA ASPETTARSI DAL 2003 E IL PROGETTO "MIDAS".

6 Gennaio 2003,

Cari Lettori,

Prima di tutto tanti Auguri per un Felice e Prosperoso Anno Nuovo! Ad un mese di distanza dal mio ultimo articolo-analisi ho deciso di darvi un update su quello che mi aspetto dal 2003. La maggior parte dei professionisti, esperti, analisti, giornalisti etc. non pensa minimamente ad un quarto anno negativo per Wall Street. L'unica altra volta che questo e' accaduto e' stato nel "famoso" quadriennio 1929/1932. Domanda logica: siamo forse pronti per una nuova "Great Depression" in stile dot.com? Piu' avanti le mie considerazioni...
Altro dato statistico siamo nel terzo anno dell'amministrazione Bush. L'ultima volta che il Dow ha finito al ribasso durante il terzo anno del ciclo presidenziale e' stato nel 1939. Presidente era FD. Roosevelt ed era l'inizio della seconda guerra mondiale. Questi due passati eventi non sono propio bene auguranti gli annia venire...

Personalmente penso sia molto probabile un quarto anno in negativo per Wall Street. L'ultimo bull market (o ciclo al rialzo) e' iniziato nel 1982 ed e' finito nel 2000. Di solito i bull market finiscono quando le azioni hanno valutazioni eccessive e al di fuori di ogni logica, quando la "massa" degli investitori partecipa al mercato e quando tutti (esperti e non) non vedono una fine al rialzo dei prezzi contrattati (c'erano dei libri che parlavano di Dow 40.000... adesso sono in vendita sulla mia libreria per un dollaro ...). I bull markets cosi come i bear markets finiscono con degli estremi. Siano essi eccessi di positivismo e irrazionalita' (vedi bolla speculativa Nasdaq) o eccessi di negativismo.

Due o tre anni fa durante i miei seminari di analisi tecnica, spesso, i baristi o i camerieri dei vari hotels, mi davano la loro opinione sulla prossima azione da comprare o sul futuro andamento del Fib o del Nasdaq.
Per loro, pagare per un corso di analisi tecnica per sentirsi dire come guadagnare in borsa era assurdo. Infatti penso che alcuni di loro, nei mesi successivi, abbiano abbandonato il settore alberghiero per aprire un sito con segnali operativi mentre altri hanno iniziato a spacciarsi per esperti di borsa facendo seminari su come investire e fare trading.

Questi sono appunto gli estremi che caratterizzano il top di un bull market.
Quello che e' iniziato tre anni fa e' il peggior bear market mai fatto registrare nella storia di Wall Street e molti sono pronti a giurare che e' morto ed e' tempo di rivincita. Io ancora non ne sono convinto...

La storia ci insegna che un grande bull market e' sempre seguito da un' altrettanto grande bear market. Tre esempi: 1906-1921 / 1929-1949/ 1966-1982 (durata media circa 15 anni).  Se la storia ha la tendenza a ripetersi ancora per una volta, diventa abbastanza semplice dedurre che i prossimi 10 anni saranno all'insegna del Grizzly e non del Miura. Logicamente, nel frattempo, ci saranno dei rally (anche molto convincenti) che faranno gridare all'inizio del nuovo bull market ma questi rally (vedi quelli che sono nati e morti negli ultimi tre anni) non fanno altro che tirare dentro gli ultimi polli da spennare.

Quando finira' il bear market? Impossibile dirlo a meno che non usiate la sfera magica....l'unica cosa che so per certo e' che tutti i bear markets finiscono quando la gente non ne puo' piu' della borsa e non vuole sentire parlare mai piu' di azioni e trading. I bear markets finiscono veramente quando tutti e ripeto tutti, (professionisti e non) pensano che il peggio deve ancora arrivare.
Solo a quel punto ci saranno le piu' alte probabilita' di comprare azioni con un vero valore e le possibilita' di essere vicini al famoso "bottom" sono altissime. I famosi "earnings" a quel punto saranno "veri" e non qualche magico numero derivato da un gioco di prestigio di Arthur Andersen & Co.
I P/E saranno a 8/10, i dividendi pagheranno un 3-5% e saranno veri, perche' solo in quel modo la gente sara' attratta ancora una volta ad investire in strumenti considerati estremamente rischiosi e speculativi.

La situazione attuale non mi sembra quella descritta di sopra. Molte blue chips hanno ancora P/E con valori vicini a 40. Parlo di Blue Chips e non Nasdaq stocks le qui manipolazioni a livello di contabilita' e profittabilita' sono oramai note a tutti.  La vera tragedia e' che il valore "vero" di questi pacchi.com era noto anche tre o quattro anni fa, ma Wall Street era troppo impegnata a vendervi la "Fontana di Trevi"  e a guadagnare cifre da capogiro ed era poco interessata a dire la verita' e a curare veramente i vostri interessi. L'onesta', in quasi tutti i settori commerciali, difficilmente fa rima con profittabilita'....

Per le societa' da quotare, recentemente quotate e le  grosse banche d'affari il gioco era semplice (vedere i miei vecchi articoli 2001). Se gli andava bene non sarebbero mai stati trovati con le mani nel sacco e se gli fosse andata male, al massimo, avrebbero pagato qualche centinaio di milioni di dollari di multa. E questo e' esattamente quello che e' successo e sta succedendo. Nessun provvedimento penale per i giganti di Wall Street ma solo multe che, in proporzione ai loro bilanci e ai guadagni fatti,  sono l'equivalente per noi poveri mortali, ad una multa per eccesso di velocita'!

Wall Street, analisti e i vari CEO's dovrebbero pagare molto di piu' rispetto a quelle che io ho ribatezzato multe per eccesso di disonesta'! A mio avviso questi provvedimenti della SEC sono tardivi e insufficienti a garantire che nel futuro, cose di questo genere non accadano piu'. La fiducia degli investitori (per lo meno quelli piu' furbi ed intelligenti) e' stata, secondo me, intaccata in maniera irreparabile e ci vorra' una nuova generazione di polli per credere ancora alle favole dei "guru" di Wall Street.

L'amministrazione USA attuale, logicamente, ha tutto l'interesse a non perseguire in maniera seria questi criminali in giacca e cravatta in quanto sono noti da tempo gli intrecci di amicizia e interessi economici tra molte societa' indagate e i vertici della Casa Bianca...(vedi lobbying e i vari contributi elettorali).

Nel frattempo migliaia (o forse milioni) di onesti cittadini in tutto il mondo hanno visto spazzarsi via quasi tutti i risparmi e adesso si trovano costretti, alla soglia dell'eta' pensionabile, a dover trovare un secondo lavoro per pagare i conti a fine mese e/o per tentare di ricostruire il loro fondo pensione. (E pensare che Bush e i Repubblicani avevano proposto di privatizzare ed investire a Wall Street il Social Security!! La Social Security e' equivalente alla pensione minima statale in Italia).

In una indagine di Business Week solo 3 su 67 analisti prevede il Dow negativo per 2003 e solo 2 su 67 prevede il Nasdaq con il segno rosso a fine anno. Molto di voi si faranno ancora convincere da questi  "chiaroveggenti del mercato".  D'altronde questi sono i famosi top analysts che vengono pagati milioni di dollari tutti gli anni, hanno frequentato tutte le universita' piu' famose e lavorano per tutte le banche d'affari piu' importanti.....

Permettetimi di ricordarvi che alla fine del 2001 in una indagine fatta con alcuni tra i top 20 analisti, nessuno, ripeto nessuno, fu in grado di prevedere un 2002 negativo per il DOW. Anche per quest'anno previsioni di aumenti di produttivita' per l'economia USA, profitti e aumenti guadagni minimi del 10-15% per Dow e 20-30% per Nasdaq sono sulla bocca di tutti..esperti e non.  Quindi a naso vi dico...allarme rosso! (Nessun riferimento alla Nord Corea).

Una recente indagine con i principali presidenti di circa 150 societa' di grandi dimensioni (large caps) prevedono per il 2003 al 60% nuovi licenziamenti. Non il tipo di notizia che fa pensare a un nuovo anno pieno di felicita'....

I budget pubblicitari dei fondi d'investimento piu' importanti sono giu' del 50% da inizio anno e giu' del 70% dal picco di borsa 2000. Trovare nuovi polli diventa sempre piu' difficile....e poi cosa vai a pubblicizzare sul giornale? Un esempio: "Il nostro fondo tecnologico e' stato in grado di battere il Nasdaq negli ultimi tre anni! Invece di perdere il 75% abbiamo perso solo il 55%! Fidatevi...sappiamo cosa fare con i vostri risparmi!".

Quindi cosa dire per il 2003. Rimango negativo a causa delle troppe incertezze a livello economico in USA e Giappone e sopratutto socio-politico a livello mondiale (Iraq, Nord Corea). L'instabilita' e i venti di guerra non sono elementi benevoli per Wall Street e per l'economia globale. Non ci sono gli elementi e le basi per ripartire. Ma logicamente spero di sbagliarmi; se la borsa sale il 99% di voi guadagnera' qualcosa e questo non mi puo' che farmi piacere. Se positivo dal 2003 non mi aspetto un guadagno superiore al 5-7% e questa sara' la media che ci si potra' aspettare dagli indici per diversi anni a venire.

Tanto per avere la coscienza tranquilla: se comprate azioni o fondi e sperate in un buy and hold, siete a mio avviso destinati a navigare in acque molto agitate. Questo tipo di mercato non e' un mercato per principianti e queste tecniche a mio avviso non funzioneranno piu' per diversi anni. Questa tecnica ha prodotto bene durante gli anni '80 e '90 ma adesso e' a mio avviso perdente. Prima di ritornare a vedere il segno (+) sul vostro conto potrebbero passare tranquillamente dai 12 ai 20 anni. La volatilita' vi potrebbe far venire l'ulcera anzi tempo e le arterie ne potrebbero soffrire parecchio.
Il rendimento medio dei fondi comuni USA e' stato -22.7% ma la maggior parte degli investitori crede ancora di diventare ricca non toccando nulla.... A mio avviso se il 2003 sara' un anno positivo lo sara' piu' per una reazione agli ultimi tre anni che non per una vera e propia ripresa.

Quindi riassumendo:

1) Se mi sbaglio e i vari "guru" di CNBC, Sole 24 ore, Wall Street Journal etc, sono esatti, allora entro fine anno i vostri investimenti potrebbero essere positivi.
2) Se ho ragione allora l'unico modo per guadagnare qualcosa (o per non perdere troppo) e' avere un piano di battaglia adeguato ad affrontare il mercato e diversificare parte del vostro portfolio con investimenti alternativi non correllati con l'andamento classico dell'azionario.

Un'accenno va fatto a livello dei potenziali ottimi guadagni che sono a mio ottenibili negli anni a venire speculando sulle materie prime e sulle valute. Per coloro che non seguono le materie prime eccovi alcuni dati interessanti.  Durante il 2002 mentre Dow, Nasdaq e S&P erano giu' rispettivamente del 17%,32% e 23% l'indice CRB (l'indice di riferimento delle principali commodities) ha finito a +22% e piu' precisamente l'oro ha finito a +25% e il petrolio a +64%! L'infazione non e' ancora allarmante ma se dovesse esplodere i prezzi di moltissime materie prime potrebbero aumentare in maniera considerevole. L'astuto trader o investitore deve riuscire a trarre vantaggio anche da questi mercati in quanto l'era dei soldi facili a Wall Street e' finita tre anni fa.

A questo proposito penso che i miei servizi e prodotti possano esservi di aiuto. A livello di trader e investitore fai da te vi posso aiutare a preparare un trading plan che vi permettera' di navigare tranquillamente negli anni a venire. E per coloro che non hanno tempo o voglia di seguire i mercati tutti i giorni (ma sentono l'esigenza di diversificare il propio patrimonio) posso proporre una consulenza patrimoniale personalizzata.

Una seconda alternativa e' di diventare soci di una societa' privata specializzata in investimenti alternativi che ho intenzione di far partire a breve qui negli USA (o in Italia se vi fosse richiesta).
Il capitale sociale sara' investito principalmente in materie prime (oro,petrolio,zucchero etc.), valute e secondariamente con partecipazioni in societa' pubbliche e private, investimenti immobiliari e progetti di Venture Capital qui in USA e ovunque vi siano possibilita' di guadagno a livello globale.

Questo progetto si chiama "MIDAS" e a mio modesto parere, ha ottime possibilita' di crescita e  guadagno negli anni a venire, in quanto, la societa', investira' in tutti quei prodotti e strumenti che hanno la piu' scarsa correlazione possibile con Wall Street. Ho gia' diversi investitori interessati (Italiani e non) e sto formando il nucleo base per far partire la societa'.

Se siete interessati a queste proposte vi prego di mandarmi una email a luca@usagalileo.com precisando quelli che sono i vostri obbiettivi speculativi, il capitale a rischio a vostra disposizione e ogni altra informazione o domanda che ritenete opportuno farmi avere. 

Distinti saluti e ancora Auguri per un Felice e Prosperoso 2003!


Luca Facchini

 


GLI ARTICOLI E LE ANALISI IN ORDINE CRONOLOGICO.

UNA NUOVA TRAPPOLA?

1 Dicembre 2002

Le domande che mi vengono spesso poste in queste settimane sono la seguenti: " E' questo l'inizio di un nuovo bull market? E' questo l'inizio della ripresa? E' questo il famoso bottom?".
Premetto che non sono un trader "fondamentale" ma sono tecnico al 100%. Cio' vuol dire che anche se la mia opinione su qualcosa e' negativa ma il mio sistema o metodo mi dice di comprare io compro. Indubbiamente i dati fondamentali alla lunga sono quelli che determineranno l'andamento del mercato e dello strumento in questione ma nel breve periodo anche i dati piu' negativi possono essere "cancellati" dall'emozione e dall' entusiasmo del momento.

Di natura sono un contrario. Cioe' mi piace prendere il lato opposto di quella che e' l'opinione comune del momento. In questo periodo tutti parlano di ripresa e di nuovo bull market...io personalmente sono del parere contario. Chi ha letto i miei articoli nei precedenti due anni sa che sono sempre stato bear anche nei momenti in cui tutti dicevano esattamente l'opposto. Alcuni di voi mi hanno dato del pessimista cronico...diciamo che a me piacciono di piu' gli orsi dei tori...(almeno per adesso).

La mia risposta alle domande: "No, non credo che questo sia l'inizio di un nuovo bull market. Ritengo che questa rally non sia altro che un rally in un bear market".
Vivendo negli USA e mantenendo contatti professionali con Wall Street forse riesco a capire meglio cosa sta succedendo veramente all'economia USA e di conseguenza a quella globale.  Ripeto, forse...non ho la sfera magica ma negli anni e nei mesi passati le mie analisi sono state accurate e cosi' mi va di sbilanciarmi ancora una volta.

Una considerazione immediata. Se questo e' l'inizio di un nuovo bull market perche' a Wall Street (e a quanto sento anche a Londra e nel resto dei centri finanziari mondiali  le grosse societa' d'investimento e le grandi banche d'affari stanno licenziando personale qualificatissimo a ritmi record? A me questo non sembra un segnale positivo; storicamente all'inizio di un bull market i grossi nomi di Wall Street  assumono e non licenziano....

Quindi da un lato abbiamo Wall Street che ti dice che tutto e' OK e che la ripresa e' iniziata ma dall'altra parte licenzia a valanga i suoi uomini migliori... Non vi sembra una contraddizione? La famosa lingua biforcuta di Wall Street colpisce ancora....dopo aver mentito e imbrogliato milioni di innocenti investitori (vedi Enron, WorldCom etc.) ecco che ci riprova ancora facendovi credere che tutto e' OK e che la ripresa e' iniziata anche se in realta' "qualcuno" sa che non e' cosi'.

Il taglio a sorpresa di mezzo punto da parte della FED e' stato visto da molti come il tocco finale per far ripartire il motore economico americano. Io penso esattamente il contrario. Questo taglio improvviso e' sintomatico della stato di salute dell'economia USA! Come sempre il mercato sale in attesa di un eventuale recupero. L'attivita' che vediamo in questi giorni non sono a mio avviso altro che emozione e voglia di rivinciata in azione ancora una volta...

Il mercato sta salendo, secondo me principalmente per due motivi. Il primo perche' in questo periodo il mercato ha la tendenza stagionale a salire anno dopo anno e molti fund managers stanno smobilitando grosse quantita' di cash per far vedere ai propi datori di lavoro che anche loro sono capaci di far qualcosa (cioe' non guadagnare dei soldi ma bensi battere l' S&P500). L'altro motivo e' dettato dalla voglia di "vendetta" del popolo dei piccoli investitori. Il quale dopo aver perso di media il 60% e piu' del propio capitale negli ultimi due anni, ha deciso che questo e' il momento della riscossa....
Spero di sbagliare in questa mia previsione perche' so che molti di voi (amici e parenti compresi) sono saliti su questa barca circa un paio di mesi fa e se questa volta aveste ragione voi..beh....ne sarei contento.

Forse pero' vi siete dimenticati il rally di Agosto. E' durato un mese. Questo sta durando due mesi. Ma il concetto non cambia. Queste sono opportunita' per liberarsi delle azioni e non di comprarle! I massimi di Agosto su S&P500 sono i miei target massimi 950/960. Quella resistenza e' tipo il Rubicone, un varco fondamentale per la storia e secondo me da li scende verso nuovi minimi.  La valutazione, basata sui profitti attuali, su moltissime azioni e' ancora assurdamente alta quasi come ai livelli del market top. Questo rally e' basato sulle speranze collettive e non su veri e solidi fondamentali!

Non so se la storia si ripetera' ancora ma lasciatemi presentare un paio di frangenti passati....
Il rally attuale dal 9 Ottobre ad oggi rappresenta un rally da oltre +22%.
Nella primavera 2001 l'S&P fece un simile rally (+22%) ed esattamente un anno fa il rally da ottobre 2001 ad inizi 2002 rappresento' per gli investitori un +24%!
Naturalmente entrambi i precedenti rally svanirono nel nulla mentre il bear market continuava la sua corsa. C'e' un proverbio che dice non c'e' il due senza il tre..giusto? Vedremo se anche questa volta il proverbio avra' ragione...

Mai come in questi momenti di incertezza e scarsi profitti dovreste sentire l'esigenza di affidarvi a veri professionisti del settore che vi dicono le cose come stanno senza interessi di parte. Mai come in momenti come questi dovreste sentire l'esigenza di diversificare il vostro portfolio con investimenti alternativi quali derivati, valute e materie prime. Se siete interessati ad esplorare quello che posso offririvi vi prego di visitare approfonditamente il mio sito www.usagalileo.com oppure scrivetemi un email a luca@usagalileo.com


Distinti saluti & good luck!

Luca Facchini

 

Come chiudera' Wall Street il 2002? In negativo al 90%. Perche'? Lo dicono due indicatori quasi infallibili!

12 Febbraio 2002

Cari Amici,

questo articolo prevede un'analisi che e' un po' diversa dal solito. Infatti non andro' ad analizzare medie mobili, grafici ed earnings vari ma vi illustrero' due tecniche che sono state corrette nel 90% dei casi nel prevedere l'andamento di Wall Street nell'anno in corso.

Il primo indicatore e' il cosidetto "January Effect". Molto semplicemente questo indicatore ha indovinato correttamente la chiusura dell' anno partendo dalla chiusura del mese di Gennaio dell' S&P500. Infatti dal 1950 per ben 45 volte la chiusura di Gennaio ha condizionato per tutto l'anno l'andamento di Wall Street. Quest'anno l'S&P500 ha chiuso a -2.3% il mese di Gennaio e se la profezia funzionera' ancora questo sara' il terzo anno di profitti negativi per l'indice azionario USA (l'ultima volta che il mercato Americano chiuse tre volte di seguito in negativo fu nel triennio 1939-41 propio prima dell'entrata degli USA nel secondo conflitto mondiale...).

Eccoci al secondo indicatore che alla faccia dell'esoterismo e della cabala pure ha azzeccato l'ndamento della borsa con una accuratezza del 90% partendo dal 1967. Elliott? Fibonacci? Gann? Neural Network? Fasi Lunari? Macche'! Qui si parla di sport! Sto infatti per svelarvi uno dei segreti di Wall Street: il Super Bowl Indicator!
Come funziona? Semplice. Se un team che fa parte dell' American Footbal League (prima che si unisse alla NFL) vince il Super Bowl per il mercato sono brutte notizie. Forse voi non sapete chi ha vinto quest'anno il Super Bowl ma guarda a caso ha vinto un team dell' AFL: gli sfavoriti New England Patriots! Quindi chiusura negativa per il 2002.

Sinceramente non credo troppo a questo tipo di statistiche certo che due indicatori alla volta fanno riflettere... La maggior parte degli esperti che considero tali, prevedono una chiusura dell'anno in leggero territorio negativo o in leggero territorio positivo e praticamente l'anno 2002 dovrebbe essere un anno di transizione dove vengono ricostruite le basi per una nuova ripresa economica, ripeto dovrebbe essere....certezze mai.

Ritornando al discorso Enron a quanto pare qualcuno deve aver tradotto i miei articoli in Inglese e averne dato una copia al Congesso USA. Infatti pochi giorni dopo la pubblicazione su questo sito dello scandalo Enron-ArthurAndersen-AnalistiWallStreet, una commissione investigativa del Senato USA ha deciso di aprire una inchiesta su tutto quello che e' successo all'Interno di Enron promettendo di "pulire" una volta per tutte questa macchia che ha sporcato (in maniera a mio avviso indelebile) la fiducia degli investitori mondiali nel sistema finanziario USA.

Gli Americani per natura non hanno una mezza misura. Adesso qui e' iniziata la famosa "Caccia alle Streghe". Nelle prossime settimane le societa' quotate in borsa inizieranno a dichiarare (sul modulo10-K) alla SEC i resoconti annuali, i quali verranno analizzati al microscopio e saranno aperte indagini per ogni documento o numero non chiaro.

Ecco la mie considerazioni: se Enron ha fatto i "giochini" sporchi tante altre societa' sicuramente non sono state da meno sempre nella speranza che nessuno si facesse mai trovare con le mani nel sacco. Allora per evitare problemi con le autorita' governative molte societa' "rivedranno" i profitti dell'anno scorso e faranno "correzzioni" sui risultati ottenuti e sopratutto su quelli ottenibili quest'anno. Tutte le dichiarazioni dovranno essere consegnate entro Marzo 31. Le societa' di revisione dei bilanci non vogliono vedere il propio nome invischiato in indagini parlamentari e processi vari. Quindi e' possibile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi assisteremo a dei dietro-front sui reali profitti fatti registrare l'anno scorso. Molte societa' con fantastici "earnings" ( che forse adesso cosi' fantastici non sono).....saranno costrette ad riaggiustare i conti, annunciando earnings (profitti) al ribasso....propio in un periodo in cui il mercato e' gia' sopravvalutato con valutazioni P/E al di fuori di ogni logica.

Comunque rimaniamo positivi. Dopo che si saranno aggiustate le questioni contabili (almeno 6 mesi da adesso) il mercato dovrebbe ricominciare a mettersi in riga e verso la fine dell'anno potremmo avere dei leggeri miglioramenti. Sempre che i licenziamenti a raffica, i fallimenti a numero di record, l'indebitamento senza precedenti dei consumatori e delle societa', gli scandali politici e il terrorismo non facciano ancora una volta lo sgambetto alla possibile ripresa economica Americana.

Distinti saluti e se volete mandarvi una vostra opinione a riguardo di questo articolo o avete qualsiasi domanda a livello dei miei servizi e prodotti vi prego di mandarmi un email a luca@usagalileo.com

Distinti saluti,

Luca Facchini





23 Gennaio 2002


Cari amici,

alcuni di voi mi hanno "accusato" di essere andato giu' un po' troppo pesante con Wall Street e i suoi metodi da casino' per attrarre i polli da spennare. Mi viene detto che i promotori e gli analisti fanno l'interesse degli investitori perche' sono dei professionisti. Per carita' ognuno fa quello che puo' ma la realta' e' un altra. La realta' e' un Nasdaq che e' passato da 5000 a 1500.
Visto che avete bisogno di prove piu' concrete lasciatemi illustrare tramite i numeri quello che ho inteso dire nel mio articolo del 20 Gennaio.
Vi sono motivi semplici e logici per cui le riviste e i giornali dipingono sempre la situazione in modo piu' roseo e positivo rispetto alla realta'. Provate un po' a pensare secondo voi una rivista o un giornale vende piu' copie se i titoli in prima pagina sono positivi e pimpanti oppure se gli articoli e i titoli di prima pagina sono negativi e pessimistici?
Per quanto riguarda le banche e le varie brokerhouse la situazione e' ancora piu' "compromettente".
Il significato della parola "sell" non esiste nel vocabolario degli analisti e dei brokers. Meglio far credere che tutto e' sempre OK piuttosto che dire la verita' delle cose. Prove? Eccole!
Nella edizione di Luglio 24 -2000 della rivista Fortune. Nei precedenti 12 mesi alla data di pubblicazione vi sono state 33.169 raccomandazioni buy, sell and hold da parte dei circa 2200 analisti di Wall Street che seguono attivamente 6000 societa' pubbliche. Sapete quante raccomandazioni sell sono state date? Pronti? 125! Cioe' uno 0.3%! Tutto questo nonostante gia' nel 1999 era risaputo tra professionisti che la maggior parte delle azioni (sopratutto le azioni Nasdaq) erano carissime e sopravvalutate sotto tutti gli aspetti.

Avete bisogno di piu' prove. Eccole. Secondo un articolo del New York Times datato Dicembre 31 2000 e dal titolo: "How Did So Many Get It So Wrong?", la qualita' della ricerca da parte degli analisti e' a dei livelli bassisimi in quanto le azioni analizzate sono state "sponsorizzate" (portate pubbliche /IPO/OPA tanto per capirci) dalle brokerhouse per cui gli stessi analisti lavorano.
Due esempi: " Mary Meeker l'analista delle azioni Internet per Morgan Stanley Dean Witter alla data della pubblicazione dell'articolo riteneva tutte undici le azioni analizzate come "outperform" ... nel frattempo, assieme, come gruppo erano giu' un 83% di media...delle undici azioni otto erano "underwritten" da Morgan Stanley. Altro esempio Mr. Jack Grubman analista per il settore telecomunicazioni per Salomon Smith Barney inizio' ad predicare prudenza sulle undici azioni da lui analizzate solo dopo che avevano perso di media circa il 77% del loro valore.... tutte e undici le azioni erano state "underwritten" da Salomon. Sempre secondo questo articolo Ms. Meeker e Mr. Grubman hanno guadagnato nel 2000, per il loro fantastico lavoro, rispettivamente 15 milioni e 20 milioni di dollari! La mia domanda. Cosa hanno guadagnato gli investitori che hanno seguito i loro consigli?? Non esistono responsabilita' da parte di questi famosi analisti?
La stampa e i cosidetti "esperti" dovrebbero dire come stanno veramente le cose, siano esse belle o brutte ma questa e' una utopia...

Andiamo al presente. Come sempre le lezioni non si imparano mai e cosi' eccoci un paio di anni dopo nel 2002 a Ms. Abbey Joshep Cohen uno dei "guru" piu' rispettati e quotati a Wall Street e su CNBC. La previsione di Ms. Cohen per il 2002 per l'S&P e di un +13%-24%! Forse non vi ricordate la previsione per il 2001 per l'S&P : +25% quando in realta' l'S&P ha perso un 13% e ancora nel 2000 la previsione erano di guadagno ma il risultato fu una perdita! Niente di personale contro Ms. Cohen ma quando finira' questo eterno ottimismo a Wall Street? Quando si potranno vedere delle analisi sensate, vere e "umili"? Non lo so...difficile prevedere il futuro ma in questo caso mi sento di azzardare che i "bulls" a Wall Street sono e saranno al potere per molto tempo a venire.

Distinti saluti,

Luca Facchini





PRECEDENTI ARTICOLI:

20 Gennaio 2002 - Enron e i "segreti" di Wall Street.

Cari lettori,

eccoci di ritorno dopo l'intermezzo Natalizio. Innanzi tutto vorrei augurare a tutti, anche se in ritardo, un Felice e Prosperoso 2002. Mi scuso se non sono riuscito a scrivere piu' spesso ma impegni professionali e vacanze varie hanno avuto la meglio, cerchero' di fare meglio nei prossimi mesi.
Dopo quasi due mesi dal mio ultimo articolo ho pensato di fare il punto della situazione dopo che diversi nuovi avvenimenti hanno colpito Wall Street. Dopo un promettente avvio, i tre maggiori indici hanno restituito immediatamente al mercato tutti i guadagni fatti registrare agli inizi di Gennaio. Cosa vuol dire questo? Non lo so, non ho la sfera magica ma l'unica cosa sicura e' che questo tipo di volatilita' e` una manna per i traders (swing e day trading) e un incubo per gli investitori di lungo periodo. Venerdi`, Oracle ha chiuso a - 4.3% e JDS Uniphase a -5.8% e tanto per nominare un'altra azione di "relativa" importanza IBM perde il 5.65% (ma ricordatevi che non c'e' da preoccuparsi perche' tutti i piu' famosi analisti di Wall Street assicurano costantemente che le azioni non perdono mai per piu' di tre anni di seguito.....o no?).

Non dimentichiamoci che c'e' ancora una guerra in atto e che i terroristi possono colpire ancora in ogni momento ma per adesso, in Afghanistan, tutto fila (fin troppo) liscio come l'olio. Sono sicuro che adesso il punto di grande interesse anche in Italia e' lo scandalo Enron. Eccoci finalmente alla resa dei conti. Alla prova del fatto che i bilanci societari e tutti quei bellissimi calcoli di natura fondamentale (P/E, Cash Flow, Estimated Earnings, Earning per Share etc. etc.) possono essere (o sono) manufatti dal nulla e sopratutto possono essere fatti sparire nel nulla. Arthur Anderser era il sarto che ha fatto l'abito su misura per Enron. Lo dico da anni: l'analisi fondamentale "puzza di bruciato".....ci sono troppe leggi, scappatoie fiscali, giochino di contabilita' a disposizione delle grandi societa' per far apparire i bilanci "pompati" al punto giusto. Se poi a questo ci aggiungiamo le stime e suggerimenti dei famosi analisti di Wall Street abbiamo una "foto" perfetta della situazione....
Con questo non voglio dire che tutte le societa` di revisione dei bilanci o che tutte le societa` quotate in borsa fanno questo tipo di "giochi di prestigio" ma la mia domanda a voi e': come fate a sapere chi e' onesto e chi no? Dopo lo scandalo Enron (e badate bene che questa non e' la prima volta) come fate a sapere che i bilanci certificati rispecchiano veramente lo stato di salute della societa' in questione e di conseguenza che il prezzo dell'azione riflette veramente il valore societa' quotata? Conclusione: impossibile (secondo me) fidarsi (solo) dell'analisi fondamentale.

Tutto quello di cui avete bisogno per valutare lo stato di salute della societa' Enron lo avete nel prezzo rappresentato da un grafico a barre o a candele giapponesi. Guardatevi il grafico di Enron e noterete che l'azione era in discesa libera da piu' di un anno. Quale persona, sana di mente, si sarebbe mai sognata di tenere o comprare le azioni della Enron nell'anno 2001?!? (Vorrei ricordarvi che diversi analisti davano fino ad Ottobre 2001 forti segnali buy su Enron....)
Non fidatevi di quello che dice CNBC, Bloomberg o il Sole24Ore o il famoso analista della famosa banca d'investimento. Se il grafico e' brutto, vendete tutto e non comprate niente. Accumulazione...un bel verbo...accumulare cosa? Azioni che stanno crollando con la speranza di vendite e guadagni che molto probabilmente non arriveranno mai? Quante migliaia di miliardi di dollari sono stati persi a causa dei suggerimenti degli analisti e dei brokers di "accumulare" le azioni Nasdaq? Ma nonostante tutto, nonstante la bolla speculativa del Nasdaq avrebbe dovuto insegnare una lezione a tutti i piccoli investitori, ancora una volta Wall Street e le grandi corporations vincono e Mr. Rossi perde.

Ma di chi e' veramente la colpa? Di Wall Street o di Mr. Reds? Dopo vi dico come la penso per adesso, sempre tanto per parlare siamo sicuri che Enron e' un caso isolato? Quante altre societa' hanno "giocato" con i numeri del bilancio? E Wall Street quanti segreti ha nel cassetto e quante altre sorpese ci proporra' nei prossimi mesi?

Molti si domandano ancora adesso, completamente sotto shock, come tutto questo possa essere accaduto in USA, a Wall Street e con la settima societa' a livello di capitalizzazione totale.
Ecco la mia risposta. Wall Street e' corrotta cosi' come sono corrotte quelle Repubbliche delle Banane nei vari paesi del terzo mondo. Niente di piu' e niente di meno. Certo corrotta in una maniera speciale, elegante,sofisticata e subdola. Il piccolo investitore e il lavoratore comune qui in USA hanno sempre creduto che Wall Street (brokers, banks) e le societa' quotate (vedi Enron & Nasdaq) esistano solo per curare in modo onesto e pulito i loro interessi e gli interessi degli investitori stessi. Il management di Enron o di IBM o Ford esistono per proteggere i lavoratori. Gli analisti e i brokers sono dalla loro parte, e il loro lavoro e' aiutare Mr. Rossi a navigare attraverso i periodi d' incertezza del mercato finanziario.
Inoltre Mr. Rossi si sente sicuro in quanto le famose societa' di revisione dei conti assicurano a tutti che le societa' quotate sono "oneste" e veritiere con i numeri dei bilanci. Per ultimo Mr. Rossi pensa che le autorita' di controllo di borsa (vedi SEC in USA e Consob in Italia) siano sempre attente a tutto quello che succede nei bilanci di migliaia e migliaia di societa' pubbliche.......
Una sola parola per descrivere tutto questo: ILLUSIONE! Nonostante vi siano state prove e riprove della inaffidibilita' del sistema Wall Street/analisti/brokers/banche d'investimento/organi di controllo gli speculatori e gli investitori si fanno ancora abbindolare come turisti Giapponesi in metropolitana a Milano con il gioco delle tre carte.
Ma di chi e' la vera colpa? Sicuramente chi ha sbagliato paghera' e anche salato ma la colpa e' solo di Wall Street e del sistema? Siamo una societa' libera dove nessuno e' obbligato con la forza a fare niente se non vuole farlo. Lo so che a molti posso sembrare un po' "freddo" ma purtroppo la borsa e il trading non sono luogo per compassioni e tenerezze come molto di voi hanno imparato a duro prezzo in questi ultimi anni di bolla speculativa e giochi d'azzardo....
Se io vado a Las Vegas, so che il casino` ha un vantaggio su di me e so anche che e' un luogo pericoloso dove se non gioco in maniera professionale e seria nel 99% dei casi tornero' a casa senza un dollaro. Wall Street non e' propio Las Vegas (anche se poco ci cala) in quanto il vantaggio lo abbiamo noi e non il casino` ma questo vantaggio lo possiamo sfruttare solo se abbiamo un metodo e un sistema analitico e sistematico da applicare sempre e dovunque senza farsi distrarre dagli ultimi dati trimestrali, da CNBC o da quello che potrebbero essere le future vendite. Questo e' l'unico modo per vincere a Wall Street (o a Las Vegas) e questo e' il mio obbiettivo e cioe' insegnarvi dei metodi professionali e vincenti per battere Wall Street al suo stesso gioco.
Purtroppo Las Vegas e Wall Street vivono dei principianti e dei polli da spennare. E' cosi', fa parte del business. Se non vi mettete in testa questo parallelo Las Vegas-Wall Street dubito che riuscirete mai a guadagnare niente in borsa. Le autorita' fanno di tutto per avvertirvi della pericolosita' degli investimenti speculativi ma alla fine e' sempre e solo vostra la responsabilita' finale quando comprate o vendete un'azione o un futures. Wall Street vi da' l'opportunita' di vincere o perdere ma alla fine tocca a voi decidere cosa comprare e cosa vendere....

Distinti saluti,

Luca Facchini




25 Novembre 2001 - L'effetto "tacchino" su Wall Street.

OK, eccoci qui dopo il simpatico intermezzo del "Thanksgiving". I "tre giorni del condor"...pardon, del tacchino sono finiti e da domani si ricomincia fare sul serio. Sinceramente non so spiegarmi i motivi della chiusura di Venerdi' del Dow up 125 con chiusura a 9959 anzi se ci penso ho una teoria medico-scientifica. Forse non sapete che all'interno della carne di tacchino c'e' alta % di un amino acido (il tryptophan) che ha un effetto, a quanto sembra, molto soporifero sull'uomo. Questo effetto tranquillante associato al livello di alcool puo' essere una buona spiegazione della giornata di trading di Venerdi'....

Scherzi a parte, sempre partendo dal presupposto che nessuno puo' predirre il prezzo del mercato quello che sta succedendo settima dopo settimana a Wall Street sembra andare contro ogni logica.
Vi do' un "update" sullo stato di salute degli USA con relative riflessioni.
L'economia Americana e' sostenuta per due terzi dal "consumer buying" questo vuol dire che se gli Americani smettono di comprare tutto e di piu', la situazione potrebbe peggiorare molto alla svelta e in maniera drammatica.
La produzione industriale e' calata per 13 mesi di seguito....l'ultima volta che si e' assistito ad un calo del genere era il 1932.
I profitti sono a livelli minimi record e l'unico modo per risanare i bilanci delle societa' e '......esatto, tagliare i posti di lavoro. OK, ma se uno non ha un lavoro (e nessuno assume) come fa a spendere e a patriotticamente sostenere l'economia ?
Adesso pero' mi viene un dubbio. Cosa potrebbe succedere all'economia USA se per caso, nei prossimi mesi o nei prossimi anni, l' Americano medio decidesse di diventare "economico"??
Cosa succede se le nuove generazioni diventano improvvisamente meno consumistiche e cominciano a dare piu' peso a valori spirituali, a conservare energia e a risparmiare denaro invece d'indebitarsi con le carte di credito?

Il taglio delle tasse e dei tassi d'interesse hanno come obbiettivo finale (secondo i piani di Greenspan e del governo Bush) lo stimolo alla spesa e al consumo cosi' da tenere viva l'economia USA (e di conseguenza l'economia mondiale). Nuove auto, nuove case, nuovi PC etc. Ma se questo meccanismo si dovesse fermare? Recentemente in una intervista Mick Jagger (il cantante dei Rolling Stones) si e' detto stanco degli eccessi degli anni 80' e 90' e a suggerito un ritorno ad una vita piu' semplice, meno esasperata e piu' sana. E se i teenegers e i vecchi "figli dei fiori" lo ascoltassero?
Mancanza di profitti. Mancanza di posti di lavoro. Licenziamenti. Mancanza di potere di acquisto. E il DOW sale.......mah....

Se escludiamo il periodo di pazzia collettiva 1999-2000 le quotazioni delle azioni di adesso costano come le azioni del Settembre 1929....Ma la maggior parte dei traders-investitori hanno in mente solo una cosa. Vendetta! Il Nasdaq ha fatto a pezzi praticamente tutti ma cio' non ha dimuito la speranza di rifarsi.. e alla svelta! Siamo in piena recessione (adesso anche ufficialmente) ma ogni rally del Dow e' visto come un segno della fine della crisi e dell'inizio del nuovo Bull Market. Un Bull Market che sara' ancora piu' generoso di quello di un paio di anni fa....(questo nella mente distorta di chi ha perso almeno il 70% del propio capitale speculativo). Puo' darsi che la storia non sia in grado di insegnarci niente e che quello che e' stato e' stato e che con il primo Gennaio 2002 si ricomincera' con il selvaggio west della corsa all'ultima IPO ma cio' non toglie che i prezzi delle azioni sono ancora astronomicamente alti e molto pericolosi.

Eppure gli eterni Bull non vedono niente se non la ripartenza di Wall Street su tutti i fronti. Nessun pericolo dichiara la famosa analista di Goldman Sachs Abby Joshep Cohen:" Le azioni continueranno ad andare molto bene e il prezzo del Dow raggiungera' presto il nostro target 12.400".
Motivo? " I fondamentali (quali chiedo io..) nel periodo intermedio sono forti e anche se gli earning per il quarto trimestre saranno molti brutti gli investitori si aspettano un recupero nel 2002". Secondo Cohen gli investitori non sono piu' preoccupati della guerra e del terrorismo e dei rischi di mercato in quanto hanno capito (in soli due mesi) come bilanciare i pericoli del mercato e del terrorismo contro i "potenziali" ritorni d'investimento.....

Sara' come dice lei ma ha me sembra che quello che sta succedendo a Wall Street e' una reazione sproporzionata alla speranza di un recupero dell'economia e alla voglia di rifarsi e di ritornare agli eccessi speculativi di un paio di anni fa. In un'altra parola: greed o avidita'.

La filosofia di Wall Street e' :" Buy low...sell high". Quindi i prezzi di molte azioni sono viste al giorno d'oggi come "affaroni" comprare adesso e' come comprare durante i saldi natalizi....o forse non e propio cosi'?

Io credo che ,se c'e' una cosa, che il crollo del Nasdaq avrebbe dovuto insegnare a tutti, e' che non c'e' una via facile o una scorciatoia per diventare ricchi in pochi mesi o pochi anni. I geni delle varie Nasdaq companies, i "Wiz kids" come li chiamavano qua fino ad un paio di anni fa, hanno dovuto svendere le loro ville e le loro Ferrari e adesso sono a spasso senza un lavoro. Non mi credete? Fate un salto a San Jose' e Silicon Valley. Azioni di societa' che bruciano piu' denaro di quello che producono non possono che fare la stessa brutta fine se, come penso, la crescita economica dei prossimi anni sara' lenta e dolorosa. Quando un paio di anni fa, molte persone, mi dicevano che guadagnavano delle fortune con il nuovo Mercato, il Nasdaq le IPO, le OPA mi sembrava di non aver capito niente dei mercati. Ma il tempo, come diceva mio nonno, e' galantuomo e prima o poi tutti i nodi vengono al pettine....



15 Novembre 2001 - Cade Kabul e il Dow si rialza. La nuova teoria economica di Wall Street!

Cari amici,

ho ricevuto diversi complimenti e naturalmente diverse critiche a proposito del mio articolo-analisi di un paio di settimane fa. Come sempre c'e' chi e' in accordo e chi in disaccordo. Non pretendo di "piacere" a tutti, so che molte delle cose che ho detto e che specialmente diro' con le mie prossime analisi fara' "dispiacere" a molti..... . Vorrei precisare che la mia filosofia di trading e analisi e' 99% trend following in natura e cioe' seguo un trend quando si sta sviluppando e cerco di rimanere a bordo del treno-trend il piu' a lungo possibile. Semplice cosi' e niente di piu'. Non sono un "mago" delle previsioni anche se qualche volta, per puro caso, per volonta' divina o capacita' professionale ci riesco anche ad azzeccare...
Non mi piace fare previsioni semplicemente perche' a mio avviso e' impossibile predirre in maniera accurata il futuro andamento del mercato (o del campionato di serie A). Molti di voi hanno interpretato la mia analisi come un segnale di vendita del mercato in quanto entro breve il Dow e' destinato a 5000 ma il mio obbiettivo non era quello di fare previsioni catastrofiche. L'obbiettivo del mio articolo-analisi era di illustrare un punto di vista diverso rispetto a quello che si legge o si vede in TV tutti i giorni. Infatti spero vivamente di essermi sbagliato e che questa mia previsione non si avverera' mai in quanto non voglio vedere amici qui in USA o in Italia entrare a far parte dei nuovi dati sulla disoccupazione.

Detto questo cerchiamo di distinguere due elementi importantissimi dell'analisi dei mercati finanziari. Il primo e' dato dall'analisi fondamentale cioe' partiamo da una serie (spesso enorme) di dati, numeri e statistiche per poi arrivare a delle conclusioni sul futuro andamento del mercato in generale, oppure, di una specifica azione o di una determinata valuta o materia prima. La seconda e' l'analisi tecnica, molto piu' semplice, in quanto guardiamo semplicemente l'andamento dei prezzi per determinare se un mercato e' da vendere o da comprare. Le due tecniche di analisi possono essere complementari ma la cosa non e' sempre semplice in quanto abbiamo spesso dei segnali divergenti l'uno dall'altro.

Tipico esempio quello che sta succedendo adesso a Wall Street dove da un punto di vista fondamentale ci sono un numero enorme di "prove" che accusano e inchiodano il Dow e l'S&P500 (per non parlare del Nasdaq) di essere "colpevoli" di prezzi e quotazioni al di fuori di ogni logica. Eppure il Dow continua a salire imperterrito giorno dopo giorno. A questo proposito una precisazione, i miei indicatori di timing (chi verra' al mio seminario in Italia a meta' Dicembre avra' l'occasione di impararli) hanno dato un segnale "buy" su tutti i principali indici verso la prima settimana di Ottobre e da un punto di vista di trading operativo sono ancora long e bull per il breve-medio periodo.
Probabilmente voi vi starete chiedendo perche' allora sono cosi' negativo nelle mie analisi? Il motivo e' semplice. I mercati si muovono principalmente nel breve-medio per due fattori psicologici "fear and greed" tradotto in Italiano "paura e avidita". Quando si ha paura di perdere si vende tutto (e di solito tutti assieme) e si scatena il panico (vedi settembre). Quando l'avidita' (la voglia e l'illusione di rifarsi e guadagnare soldi facili in borsa) prende il sopravvento la gente inizia a comprare senza pensare esattamente cosa sta comprando o perche' sta comprando. La bolla speculativa del Nasdaq e del Nuovo Mercato degli ultimi anni e' stato un classico esempio di avidita' collettiva. In scala piu' piccola abbiamo il rally da un mese a questa parte dove senza una logica fondamentale il mercato continua a salire nonostante non vi siano le basi fondamentali per continuare.
Nel lungo periodo pero' sono i fattori fondamentali che determinano la sorte dell'economia di una nazione, di una societa' o di una valuta.

Una prova e' dato dal grafico a fine articolo gentilmente fornito dalla Federal Reserve. Come si puo' ben notare il consumo -acquisto reale continua a calare ma cosi' anche il real disposable income (potere d'acquisto-rendita reale) dell'americano medio. Non mi sembra certamente una figura che prometta un recupero veloce di Wall Street e degli USA... voi cosa ne dite?

Qualcuno che segue i dati del Dipartimento del commercio USA potrebbe dire: "Luca guarda che i retail sales sono +7% per il mese di Ottobre e allora vedi che la politica fiscale e monetaria funziona? E' ripresa! E' ripresa!". Propio sicuri?? Se andiamo ad analizzare questo 7% ci rendiamo conto che la maggior parte delle vendite e' stato dovuto alla vendita delle automobili e che ad esempio il resto del retail e' salito solo dell'1%.... Qui in USA oramai le auto te le regalano, prezzi bassisimi, finanziamenti a tasso zero o addirittura compri oggi (nuova vettura) e inizi a pagare tra un anno o due senza interessi! Gli Americani spendaccioni di natura si sono buttati a capofitto in questa "trappola". Gli Americani maestri del consumismo piu' sfrenato non potevano sperare in un regalo migliore da parte della Fed ( e propio sotto Natale!). Nessuno e' capace come loro di spendere soldi veri ma sopratutto soldi virtuali! Ammettiamolo gli USA sono stati molto bravi a investire e a far investire tutto il mondo in societa' virtuali anche se l'Italiano e gli Europei non sono da meno da quanto sento in giro.....

Ma si, compriamo una nuova auto che fa tre kilometri con un litro (alla faccia della crisi energetica e dell'ambiente) e anzi intanto che ci siamo andiamoci a comprare anche l'ultimo vestito di Versace, qui cosi' di moda.... Poco importa se in banca i risparmi personali sono al minimo storico, se le carte di credito sono oramai bloccate e se probabilmente il prossimo dato sulla disoccupazione sara' ancora un record. Molte societa' stanno gia' mettendo in guardia che gli earnings saranno piu' bassi rispetto all'ultimo quarter. Ma chi se ne importa?!? Kabul e' caduta. Viva Bush & Greenspan! E via con il rally di Natale (come da manuale) dopo un settembre-ottobre tutto risparmio e spese mirate e' giunto il momento di riprendere l'hobby-sport preferito (non il baseball) dagli Americani: il shopping!!!

Quando gli earnings battono le stime degli analisti e' un motivo valido e sano per far salire la borsa ma volete mettere l'eventuale caduta di Kandahar ? Queste sono le mie previsioni: caduta del regime Talibano guadagno di 500 punti Dow, uccisione o cattura Usama Bin Laden 1000 punti Dow. Non mi credete? Forza, su, questa e' Wall Street! Questo e' il "Simulmondo" come lo chiama qualcuno....
Ma la guardate la CNBC e Bloomberg? La realta' dell' economia in cui viviamo e' questa: guerra al terrorismo senza ulteriori stragi o complicazioni, Greenspan che taglia altri due punti e Wall Street ricomincia a volare, e sopratutto consumatori Americani che spendono tantissimo senza aver soldi in banca e senza avere un posto di lavoro! Dimenticavo....che sbadato... societa' che non vendono niente da sempre ma che fanno annunci di forti profitti......Ahhh, l'ottimismo Americano e la propaganda di Wall Street non non finiranno mai di stupirmi....
Quindi per ricapitolare; la borsa puo' andare su per motivi di impossibile comprensione e noi possiamo guadagnare lo stesso tramite l'analisi tecnica anche se l'analisi fondamentale da segnali opposti. Semplice da dirsi, difficile da realizzare specialmente se si e' da soli, alle prime armi e circondati dalla propaganda di Wall Street, CNBC, Bloomberg, analisti,consulenti e promotori finanziari.

Di cose da dire sul vero stato di Wall Street , sul Giappone, sul dollaro e sull' Euro ce ne sono molte. Se vi interessa saperne di piu' e se vi piacciono le mie analisi e i miei articoli fatemi sapere qualcosa tramite email. Ho intenzione di far partire una newsletter operativa (settimanale, bisettimanale o mensile non ho ancora deciso) con aggiornamenti quotidiani o settimanali dove oltre alle mie analisi dagli USA vi saranno anche segnali di acquisto su titoli Americani e magari su futures, materie prime e forex. I risultati dei segnali che ho generato negli ultimi tre anni sono stati ottimi e anche se non c'e' garanzia di futuri risultati sono particolarmente confidente che anche il futuro sara' molto positivo per i miei clienti. Se ci sara' una sufficiente richiesta per questo tipo di servizio la newsletter potrebbe partire nell'arco di un paio di settimane. L'obbiettivo e' quello di essere una voce diversa rispetto al coro degli analisti e sopratutto il punto di riferimento dell'investitore e del trader Italiano qui in USA.

Vi annuncio che Sabato 15 Dicembre saro' in Italia (Desenzano del Garda) per tenere un Seminario di Analisi tecnica e alla fine terro' una presentazione dei miei servizi. Per programmi, costi e informazioni varie andate nella sezione Trading School entro qualche giorno vi saranno tutti i dettagli sul corso.


Grazie e distinti saluti,

Luca Facchini






Articolo del 30 Ottobre 2001: La "vera" situazione di Wall Street.

La domanda piu' frequente qui in USA e immagino anche in Italia e'la seguente: il mercato ha toccato il fondo oppure no?

Secondo molti analisti ed "esperti" di Wall Street la situazione e' positiva nel medio-lungo termine perche' i tagli d'interesse e gli aiuti governativi "non possono" che far bene all' economia USA. Sarebbe opportuno far notare pero' che molti di questi analisti avevano previsto la ripresa fin dai primi tagli da parte della Federal Reserve risalenti a Gennaio 2001....

Il problema e' che analisti ed investitori sono bullish (cioe' aspettano un apprezzamento del mercato azionario) non perche' i fondamentali sono forti ma solo perche' secondo loro, il mercato ha corretto abbastanza a lungo e adesso e' suo "dovere" riprendere la corsa a nord!
Personalmente ritengo che questo modo di pensare sia assolutamente ridicolo e mi preoccupa il sapere che queste considerazioni vengono fatte non solo dalla maggior parte degli investitori ma anche e sopratutto dalle migliori "menti" di Wall Street.
Ritengo che la maggior parte dei professionisti e del pubblico stia sottostimando la crisi che colpira' moltissime societa' quotate a Wall Street. A mio avviso i corporate earnings scenderanno ancora e la maggior parte degli investitori sta sovvrastimando la velocita' di recupero di Wall Street e dell'economia USA in generale.

Perche' allora il grande Bull Market e' finito? Il motivo e' da ricercarsi nel fatto che i prezzi della stragrande maggioranza delle azioni erano troppo alti rispetto ai loro earnings (profitti). Il fatto e' che anche adesso con gli earnings (corporate profits) in caduta libera le azioni sono ancora piu' sopravvalutate di prima! Ottobre 25 2001, il P.E. (Price/Earings Ratio) dell' S&P 500 ha raggiunto il suo piu' alto livello di sempre: 36!

Gli investitori stanno spingendo le azioni a prezzi sempre piu' alti mentre gli earnings stanno crollando! Quello che sta succedendo questa settimana e' a mio avviso la prova che l'economia USA e Wall Street non sono pronte per il recupero. Il mini rally delle scorse settimane non poteva durare a lungo in questa atmosfera di grande incertezza economica e politica. Guerra al terrorismo, consumer confidence estremamente negativa, disoccupazione che aumenta settimana dopo settimana a livelli record. Come si fa a credere in un rally e ad una ripresa veloce di Wall Street e all'inizio di un nuovo bull market?

Se i prezzi delle azioni continueranno a salire cosi' in maniera illogica un crollo e' inevitabile a meno che gli earnings comincieranno a fare registrare dei buoni numeri (cosa che dubito molto in questo scenario internazionale). L'altro scenario e' un calo netto dei prezzi delle azioni e questa e' la mia previsione.

Molti analisti, molti brokers e "guru" nostrani (USA e Italia) consigliano di comprare azioni a questi prezzi perche' difficilmente si potranno comprare ancora delle azioni a prezzi cosi' bassi e scontati...
Vorrei ricordarvi che questi stessi "personaggi" hanno consigliato di comprare e mediare al ribasso da piu' di un anno a questa parte distruggendo enormi patrimoni e i risparmi di investitori e traders in tutto il mondo.

Una domanda per i "guru": Siamo propio sicuri che i prezzi non andranno molto, ma molto piu' in basso ? Sono "bear " da quasi due anni (e chi mi segue lo sa) e mi ricordo che durante tutti questi mesi Wall Street, CNCB etc. non hanno fatto altro che suggerire di comprare e mai di vendere .....I motivi ci sono ma sicuramente non e' il caso di toccarli in questo articolo. Prima della fine di questo bear market (impossibile prevedere esattamente quando) penso che il Dow potrebbe a finire a un livello piu' o meno 5000 e il Nasdaq sotto i 1000!

In base a cosa baso le mie catastrofiche analisi vi chiederete. Partendo dal presupposto che non mi piacciono le previsioni (le quali sono fatte apposta per essere smentite) considerate alcuni dati. La corrente valutazione di tutte le azioni quotate in USA e' di $11 trillioni cioe' circa il 120% del valore del GDP (PIL) degli USA. Storicamente questo valore e' del 54%. L'ultimo record (81%) era stato registrato, pensate un po', in Agosto 1929......strana coincidenza...

Quando il consenso di analisti e pubblico e' d'accordo su qualcosa vuol dire esattamente il contrario. L'opinione comune e' che abbiamo toccato il fondo (bottom). Ma come potete immaginare un bear market non finisce a causa dei desideri e delle speranze degli investitori e degli analisti di Wall Street. Un bear market muore solo dopo che gli earnings e le societa' finiscono di essere sopravvalutate e l'economia non e' piu' "malata" da "speculatite" acuta (vedi gli ultimi 10 anni) malattia molto piu' contagiosa rispettp all' Anthrax... .

Quindi non preoccupatevi troppo se non avete comprato le azioni un mese fa mentre il vostro amico lo ha fatto e adesso si sente molto "trader" e molto furbo . Credo che ci siano molte piu' possibilita' che a breve tutte le azioni saranno giu' un 20% piu' che su un 20%...
Di tempo e di occasioni per andare a cercare le azioni a buon prezzo ce ne sara' in abbondanza nei prossimi mesi e probabilmente nei prossimi anni. Ma il timing deve essere perfetto e deve essere basato su studi, metodi e sopratutto dati veri e non sui sogni speculativi degli investitori.

Se volete mandarmi un commento a questo articolo o avete domande vi prego di inviarmi un email a luca@usagalileo.

Le possibilita' di guadagnare e non fare la fine del topo in trappola ci sono anche durante i bear markets e spero di potervi aiutare a trovare queste opportunita' tramite la mia consulenza operativa.


Distinti saluti.

Luca Facchini





























 

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