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SEGNALI OPERATIVI SU AZIONI, FOREX E COMMODITIES. STUDI DI RICERCA ECONOMICA, ANALISI TECNICA E FONDAMENTALE SUI MERCATI AZIONARI E DELLE MATERIE PRIME. MANAGED FUTURES, SISTEMI E TRADING SCHOOL.
San Diego, 23 November 2011.

Eccoci al giorno prima della giornata del ringraziamento e qui mi ritrovo a pubblicare questa analisi che non da molti motivi per festeggiare la festa nazionale del Thanksgiving (per lo meno per i raccolti ottenuti da Wall Street).

L'indice Dow Jones nel Dicembre 1999 chiuse al livello 11,497. Dopo circa 11 anni, a Ottobre 2011 il livello e' 12,231. Il risultato e' un misero ritorno del 6.3% e un ritorno annualizzato del 0.57% (circa 0.50% per anno). L'S&P 500 a Dicembre 1999 chiuse a 1469. Circa dopo 11 anni, a Ottobre 2011 ha chiuso a 1285. Questa rappresenta una perdita del 12.50% e una perdita annualizzata del 1.3%. Facciamo adesso un confronto con le commodities (materie prime). Il Goldman Sachs Commodities Index nel 1999 era a 134. Alla fine di Ottobre 2011 ha chiuso a 647. Questo rappresenta un ritorno cumulativo del 382% investendo in materie prime per circa 11 anni, in confronto al ritorno appena positivo del Dow e negativo dell' indice S&P500.

Facciamo un'analisi piu' approfondita della situazione attuale del mercato azionario. Ritengo che il rally che abbiamo visto nelle ultime settimane (circa 17%) e' quanto di meglio ci si possa aspettare dal mercato in questo momento. In pratica il rally non ha fatto altro che recuperare le perdite fatte registrare nel 2011 e ha fatto solo tornare leggermente in positivo il mercato. Qualsiasi tipo di potenziali guadagni che sono possibili da adesso in poi non valgono i rischi presenti sul mercato. Questi piccoli guadagni rischiano di essere spazzati via in pochissimo tempo, quando la grossa correzione al ribasso iniziera'. Sfortunatamente i fondamentali economici sono molto negativi (come scritto e spiegato nelle mie precedenti analisi) e il mercato dovra' fare i conti con queste realta' negli anni a venire (non mesi). Una volta che questi disastrosi problemi fondamentali sono risolti, il vero bull market secolare iniziera'.
 

Purtroppo le cose non cambieranno da un mese all'altro e tanto meno da un anno all'altro. Non esiste una pozione magica che possa risolvere tutti i problemi che esistono a livello globale. La lista nera e' lunga ma i problemi principali sono sicuramente i seguenti: i debiti pubblici di molti paesi EU e degli USA, la disoccupazione che e' sempre a livelli record sia in USA che in EU e il mercato immobiliare USA che e' stagnante e negativo. Questi sono i grossi problemi che non hanno una facile soluzione e che creeranno crisi inaspettate, rally improvvisi del mercato (dettati piu' dal sentimento che non da sani fondamentali) e poi gli inevitabili declini che spazzeranno via in breve tempo, tutte le speranze ed i guadagni degli investitori (privati e istituzionali). Ritengo, come gia' detto nelle analisi passate, che il mercato azionario non andra' da nessuna parte per i prossimi 10 anni, cosi come non ha fatto nei precedenti 11 anni. Questo comportamento e' tipico dei mercati bear secolari e quanto prima un investitore capisce in quale fase del mercato ci troviamo e agisce di conseguenza (per esempio investendo in managed futures, materie prime o altre gestioni alternative), quanto prima avra' la possibilita' di potenziali guadagni e di limitare i danni tramite una diversificazione del proprio portfolio.
 

Sicuramente stiamo entrando nel periodo storicamente piu' favorevole per il mercato azionario, e un rally in questo periodo e' possibile. Come nei rallies passati ritengo che anche questo poi finira' per portare a delle perdite e non a dei guadagni. Tra qui e la fine dell'anno potremmo avere quindi un rally anche importante (un rimbalzo ci sta tutto) che va contro la razionalita' dei dati economici e degli avvenimenti geo-politici. I mercati possono rimanere irrazionali per periodi anche piu' lunghi del previsto, ma alla fine i fondamentali del mercato (qualsiasi esso sia, azionario o di una materia prima) detteranno la vera destinazione finale. Non mi stanchero' mai di dire di utilizzare sempre degli stop loss (e rispettarli), e se avete guadagni di fare del trailing stop su tutti i trades, perche' quando il mercato iniziera' ad andare giu' potrebbe farlo in maniera molto violenta e veloce, azzerando in poco tempo i guadagni di mesi (vedi crash del 2008).
 

Diversi studi che seguo prevedono un peggioramento dell'economia e l'inevitabile entrata in un ciclo economico negativo che portera' ad una nuova recessione. Ricordiamoci come il mercato azionario ha la tendenza ha perdere di media il 40% del proprio valore prima che la recessione sia ufficializzata e di dominio pubblico. La domanda da porsi e' questa. Visto che il mercato e' gia' salito parecchio quanto potra' ancora salire da questi livelli? Forse un 5%? Oppure un 10%? Vale la pena rischiare di perdere un 30-40% investendo in questo momento oppure non e' piu' raccomandabile alleggerire il portfolio vendendo alcune azioni (possibilmente in vincita) da questi livelli e con i guadagni o il cash a disposizione, diversificare con managed futures e altri investimenti alternativi? 
Logicamente l'investitore attento deve essere pronto a diversificare, anticipando le crisi e non agire dopo che la crisi e' gia' in atto. Utilizzando gestioni con provato track record e/o servizi professionali di consulenza patrimoniale, questa diversificazione con strumenti non correlati all'andamento di Wall Street, diventa facile da implementare.

L'investitore moderno deve trovare investimenti che hanno ottenuto risultati (o che possono ottenere) positivi indipendentemente da quello che succede sull' azionario o in Grecia o in Italia...L'investitore deve trovare investimenti professionali che hanno prodotto risultati positivi migliori degli indici, sia durante il bull market che sopratutto durante il bear market. La mia lunga esperienza con investimenti alternativi e con il trading su materie prime, ritengo possa essere di estremo aiuto al moderno investitore e a chi fa trading in maniera attiva.
 
I problemi legati al debito sovrano in USA e in Europa sono e saranno un incubo presente per anni a venire.

Nel breve periodo sicuramente si troveranno delle soluzioni per "tappare" le varie falle ma il problema di base rimarra' enorme e le ripercussioni saranno sempre sentite a livello globale. L'economia globalizzata e' purtroppo fragile e tenuta assieme come una tela di ragno. Basta poco per romperla e le vibrazioni ad un estremo della tela sono subito sentite all'altro estremo.
 
L'unica soluzione a questi problemi sono purtroppo una serie di tagli alla spesa pubblica (o aumenti delle entrate) che saranno sopratutto dolorosi per i meno agiati. Sia nel privato che nel pubblico abbiamo vissuto per troppi anni al di sopra delle nostre possibilita'....i politici dovevano farsi rieleggere e molti governi, hanno implementato programmi insostenibili nel lungo periodo (tutto il mondo e' paese). I politici (spesso corrotti) hanno evitato la realta' delle fatti, pur di mantenere il posto di lavoro e accontentare le lobbies che li avevano sponsorizzati e aiutati durante le elezioni.

Purtroppo questi tagli vorranno dire meno posti di lavoro, e meno soldi per i consumatori da utilizzare per l'acquisto dei beni di consumo; quindi le societa' (visto il calo delle vendite) saranno costrette a licenziare (e pagare meno tasse) e il tutto diventa in pratica un ciclo vizioso. Ricordiamoci infatti che i profitti societari (earnings) sono il motore che fa andare il mercato azionario e senza di quelli la borsa nel suo insieme non puo' avanzare in maniera decisa. Come pensate che saranno gli earnings nel futuro se il consumatore medio ha meno soldi nelle proprie tasche? Con meno profitti societari le azioni (non tutte, parlo del mercato in generale) saranno impossibilitate a fare grandi balzi in avanti ma saranno invece suscettibili a sostanziali perdite.

Il problema dei debiti pubblici e' gia' di per se un problema enorme ma se lo associamo alla disoccupazione USA a livelli record e allo stato negativo del settore immobiliare, allora abbiamo il cosiddetto "perfect storm" (la tempesta perfetta). Questo terribile maltempo, a mio avviso, manterra' in essere l'attuale mercato bear per i prossimi dieci anni circa. Ripeto e' una reazione a catena. Gli alti debiti pubblici manterranno intatti i livelli di alta disoccupazione e il settore immobiliare debole sara' impossibilitato a migliore. I tagli ai bilanci che saranno inevitabili, porteranno alla creazione di meno posti di lavoro e di conseguenza vi saranno meno soldi per comprare case e beni al consumo. Quanto e' accaduto negli ultimi vent'anni in Giappone si sta purtroppo avverando nel resto delle potenze occidentali.  
Tutto sembrava a posto fino a poco tempo fa. Le piu' importanti economie mondiali con insostenibili debiti pubblici, banche e societa' pubbliche indebitate che andavano avanti contente e felici come se niente fosse.

Ma come dico da anni...prima o poi i nodi devono venire al pettine! E infatti: boom! Improvvisamente ci siamo trovati in una situazione infernale. La confidenza del consumatore crollata, disoccupazione a doppia cifra e le banche chiudono i rubinetti a tutti (dopo che sono state proprio loro a creare gli enormi danni al sistema finanziario e solo grazie ai soldi pubblici sono riuscite ad evitare il peggio)!
 Purtroppo indovinare esattamente quando una crisi esplodera' e' molto difficile, e una crisi che sembra imminente, puo' farsi attendere anni prima di colpire. Quello che ho imparato negli anni e' che meglio non fidarsi mai (o molto poco) delle cosiddette fonti ufficiali e dei cosiddetti esperti che appaiono in TV. Nessuno sa niente, e se sanno qualcosa sicuramente non lo vengono a dire alla televisione. Esempio quando esplose la crisi dei mutui facili (subprime mortgages) molte autorevoli personalita' governative (come Mr. Bernanke) e altri esperi del settore privato dicevano che il problema era "contenuto" e sotto controllo. Ma quello che successe dopo lo sappiamo tutti. La crisi si allargo' alle banche Europee e poi ritorno' negli USA vaporizzando billions di euro e/o dollari.
 

La storia insegna che in momenti di crisi come stiamo vivendo adesso, gli investitori hanno la tendenza ad illudere se stessi. Periodicamente gli investitori, quasi per voler negare la realta' dei fatti, si entusiasmano tutti assieme (grazie anche al lavoro di PR di Wall Street e dei vari governi) e fanno partire dei rally (anche importanti). Poi inevitabilmente questi rally finiscono in lacrime, perche' nessuno sa come gestirli (vedi uso di stop loss, trailing stops o target profits o in poche parole money e risk management) quando la realta' della crisi torna davanti agli occhi di tutti. 
 

Nella migliore delle ipotesi forse possiamo evitare una recessione (che sarebbe forse letale per Obama anche se i candidati del GOP sono veramente ridicoli). Se questo fosse il caso, ritengo che il mercato al massimo produrra' per anni a venire ritorni anemici, considerando tutti i fattori negativi sopra descritti. Non e' quindi questo il periodo migliore per diversificare il proprio portfolio con investimenti alternativi che hanno dimostrato di poter ottenere risultati positivi durante qualsiasi fase del mercato azionario? 
Dove andra' il mercato da qui? Non cambio idea. Anche questo rally (o il prossimo) si dissolvera' e produrra perdite come da copione in tutti i bear markets. Ma per fare soldi nel mercato attuale bisogna essere dei maghi nel timing. Bisogna entrare in pratica vicino al bottom e uscire vicino al top per poter guadagnare. E' una cosa difficilissima anche per i professionisti. E rimanere investiti per il lungo periodo come da sempre suggerito da banche e sim? Direi non e' la cosa migliore da fare visto che dal 1999 a oggi il mercato ha portato perdite o miseri guadagni, e i presupposti sono identici per i prossimi dieci anni.

Mai come oggi e' importante la ricerca di strumenti e investimenti non correlati con il mercato azionario. Investimenti alternativi e professionali che possono capitalizzare la volatilita' che sta danneggiando il mercato azionario. In pratica investire alla cieca nel mercato azionario e' un gioco che non vale la candela. I rischi presenti sul mercato superano di molto i potenziali profitti.
 
Lo dico da dieci anni circa e i fatti mi stanno dando purtroppo ragione. Il mercato azionario dopo la bolla Nasdaq e' cotto e ancora non ha smaltito i problemi fondamentali che sono presenti a livello globale.

Gli investitori non dovrebbero, a mio avviso, essere passivi nell'alleggerire le posizioni sull'azionario e diversificare gli investimenti con strumenti e gestioni non correlate con Wall Street.
 
Procrastinare in questo momento non e' consigliabile perche' chi non ha diversificato il proprio portfolio sara' travolto dalla ripresa del mercato bear. Sara' a mio avviso una situazione simile al 2008 quando 5 anni di guadagni furono spazzati via in pochi mesi! Io suggerisco, a chi ha la possibilita' di farlo, di agire adesso e diversificare il proprio portfolio, prima che lo stesso sia in condizioni peggiori a causa della ripresa del bear market.

Le materie prime (commodities) a differenza dell'azionario sono in un super ciclo bull market e sono gli strumenti e i mercati ideali per diversificare. Inoltre l'utilizzo di gestioni professionali su azionario possono garantire ritorni importanti anche in questi periodi negativi per Wall Street.
 
Il super bull market in materie prime e' supportato da scorte che sono in calo e da una domanda in continua crescita da parte delle nazioni emergenti quali Cina, India e Brasile. Logicamente prevedo qualche correzione nelle materie prime (come si sta verificando adesso in alcuni mercati) ma il vantaggio che abbiamo con i managed futures e' di poter guadagnare sia che i mercati scendono, sia che salgono o anche se rimangono piatti!

A differenza delle azioni che portano profitti solo se salgono in valore (nel caso di investimenti non alternativi), con le materie prime (managed futures) abbiamo la potenzialita' di trarre vantaggio da incrementi in volatilita' e correzioni dei vari mercati. Per la maggior parte dei casi questo non e' possibile da ottenere con le azioni, gli ETF sulle commodities e con i classici fondi comuni d'investimento ma sono pero' ottenibili tramite l'analisi e la gestione di professionisti del settore.
 
A volte e' meglio vendere presto e prima degli altri che non vendere del tutto (lo abbiamo visto negli anni che hanno portato al crollo del 2008). Le mie passate analisi erano sempre molto negative ed allarmanti e diversi lettori mi avevano accusato di non essere in contatto con la realta' dei mercati (questo quando dissi di alleggerire anno dopo anno dal 2004/05 in poi fino al 2007). Sicuramente se uno avesse liquidato tutte le posizioni nel 2007 avrebbe perso "teoricamente" circa il 25% dei guadagni. Ma la realta' e' che quando il bear market riemerse nel 2008, pochissimi investitori furono in grado di uscire al top (o vicino ad esso) e anzi molti mantennero le posizioni fino al bottom (inizi 2009) . Pero' chi era uscito prima (quando avvisai di farlo) sarebbe stato considerato un genio, visto che a fine 2008 - inizi 2009 il mercato si trovo' sotto i livelli del 2003....Quel crollo che avevo previsto, purtroppo si avverro' e come uno tsunami spazzo' via in pochi mesi, i guadagni di cinque anni e le analisi bull di molti "esperti" del settore che in quel periodo comparivano quotidianamente su CNBC e parlavano di economia "goldilock". Quel crollo del 40% (e con molte stocks che persero oltre il 50%) paralizzo' la mente (e le dita) di molti investitori e professionisti del settore.

Perche' la gente comune (e molti professionisti) perse in quel crollo? Molto semplice. La psicologica umana non cambia. E' difficile accettare una sconfitta e prendere la loss. Nessuno sa quando il grande crollo arrivera' ma nessuno (o pochissimi) sono capaci di controllare il rischio tramite il semplice uso di stop loss o trailing stop per garantirsi un minimo di profitto. La maggior parte del pubblico (e dei professionisti) vedono questi crolli come opportunita' in cui comprare mediando al ribasso, ma in questo modo non si fa altro che aggiungere alle perdite gia' in essere.

Purtroppo il risk control e il money management sono gli elementi piu' importanti nel trading ma spesso vengo trascurati a scapito del timing.
 
Il mercato azionario e l'economia Americana stanno attraversando in questo periodo (e senza ombra di dubbio) il periodo peggiore dai tempi della Grande Depressione. Non esistono facili soluzioni ai problemi che attanagliano il mercato. La combinazione di fattori fondamentali negativi e' troppo grande per pensare a una soluzione veloce della crisi. Ritengo che l'azionario produrra' ritorni miseri per i prossimi anni cosi come lo ha fatto per i passati 11 anni.

Alla lunga, come dicevo prima, i fondamentali di un mercato sono quelli dettano la direzione di lungo periodo. Ripeto questa regola e' valida sia per il mercato del cotone o per Wall Street. Nel breve possono esserci delle manovre fiscali o politiche o rally dettati dal sentimento ma alla lunga la crisi riprendera' il controllo del mercato.
 
Il mondo occidentale sta annegando nei debiti, sia a livello pubblico che privato. Le manovre di austerita' che saranno inevitabilmente varate, con i seguenti tagli al bilanci non potranno che portare via soldi e capitali al consumatore medio che, ricordiamoci e' responsabile per 2/3 del GDP. Senza una forte spesa al consumo, i profitti societari soffriranno e di conseguenza il mercato in generale sara' rallentato nella crescita. Questo non vuole dire che investire in azioni e' adesso tabù e che non ci saranno azioni che faranno bene nonostante il bear market. Ma la realta' e' questo mercato sara' per i prossimi anni molto difficile da gestire e senza una guida professionale sia a livello di investimenti classici quali (azioni, obbligazioni, fondi etc.) e sia a livello di investimenti alternativi (managed futures, hedge funds etc,) le probabilita' di sopravvivenza sono molto poche.

Per i passati dieci anni e' stato un mercato per specialisti del settore e per i prossimi dieci la musica non cambiera'. Il problema e' che i tassi d'interesse sono gia' praticamente a zero e se il Giappone ci insegna qualcosa potremmo essere in questa situazione per molto tempo...il Nikkey e' ancora negativo dal suo top e l'immobiliare in Giappone e' ancora un disastro. Il governo o le banche centrali non possono fare miracoli. Possono solo stampare piu' denaro che pero' ha la conseguenza di aumentare il deficit e peggiorare lo stato delle cose. Senza la mancanza di un piano di ristrutturazione e di investimenti importanti sara' difficile (sopratutto per l'Europa) uscire da questa crisi.
 La caratteristica principale di un mercato bear secolare e' data da estremi di prezzo su e giu' ma con il mercato che guadagna poco o niente. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a questo fenomeno. Infatti dal primo Agosto al 15 di Novembre il Dow e' avanzato di soli 40 punti ma sommando le varie chiusure il mercato si e' mosso di quasi 14,000 punti! Ricordiamoci che come detto sopra negli ultimi 11 anni il Dow e' praticamente invariato dalla chiusura del 1999! Forse e' possibile che nelle prossime settimane assisteremo ad un rally importante (stagionale) che potrebbe portare l' S&P500 verso quota 1300 (prima della prossima correzione al ribasso...). Logico non ho la sfera magica, mi affido semplicemente a quanto il mercato ha fatto nel passato e traggo conclusioni che sono dettate dal buon senso. Naturalmente se i problemi del debito pubblico dovessero velocemente degenerare causando il panico tra le varie borse mondiali, il Dow potrebbe raggiungere quota 10,000 o livelli anche inferiori. Tutto questo supporta le analisi fatte fino ad oggi...i rischi presenti dietro l'angolo non giustificano grossi investimenti sul mercato azionario. 
 

Comparando ancora la situazione USA (e EU) con il Giappone. Le azioni Giapponesi sono ancora in un mercato bear da oltre 20 anni e il mercato e' lontano un 80% dai massimi. Durante la Grande Depressione il mercato USA ha visto dei minimi distanti un' 89% dai massimi. Con i problemi fondamentali presenti sui vari mercati mondiali dove possiamo proiettare il mercato azionario nei prossimi anni? Io direi al ribasso o per lo meno quasi invariato dai livelli attuali. Non sembra allora logico pensare di diversificare e proteggere il proprio portfolio con gestioni non correlate con Wall Street e non correlate tra di loro? Esempio utilizzando tecniche di trading diverse, mercati diversi quali le materie prime o il forex e utilizzando strumenti diversi da quelli classici (ad esempio options e futures)?
 

La mia paura e' che andremo verso un periodo di "crisi contagiose" come successe durante la crisi dei mutui di qualche anno fa. Una serie di crisi che coinvolgeranno insospettabili istituzioni pubbliche e private. A livello macro vedo periodi calmi che saranno seguiti da crolli e poi da rally anche importanti ma seguiti poi ancora da nuovi minimi e poi rallies fino a quando troveremo una base da cui ripartire. Questa base o bottom puo' essere identificata con il low di tre anni fa con il Dow a 7552 e l' S&P 500 a 752. Abbiamo bisogno di questo "pulizia o periodo di purga" prima che si possa parlare della fine del bear market e dell'inizio del nuovo bull market. La volatilita' che vivremo nei prossimi anni e' perfetta per le materie prime (managed futures) e per chi investe in azioni sane (e al momento opportuno) e utilizza strumenti versatili e alternativi quali opzioni per il controllo del rischio e l'aumento dei rendimenti.  
 

Distinti saluti,
 

Luca Facchini
 
www.usagalileo.com

lucatrading@aol.com
 

Se volete leggere le altre analisi vi prego di andare nella pagina Archivio Analisi.





















Cari Lettori,
Vorrei scusarmi con tutti quelli che mi hanno mandato emails in questi mesi chiedendomi opinioni e pareri sulla reale situazione economica in USA e in Europa. Ho preso una lunga pausa dai mercati dopo la nascita della mia prima figlia e solo da pochi mesi mi sono rimesso a lavorare a tempo pieno. Ho diverse idee a proposito dei mercati e diverse proposte da fare a chi e’ interessato ad eventuali investimenti alternativi (ma di questo averemo modo di parlarne in piu’ dettaglio in altri emails) e opportunita’ di business.

 
Capitolo Euro e Dollaro.

Da quello che vedo e leggo in giro posso affermare che la situzione in Europa e’ peggiore rispetto agli USA (e qui siamo veramente messi male). L’Euro e’ a mio avviso una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La situazione e’ destinata a peggiorare prima di aver un miglioramente per via della situazione degli indebitamenti sovrani. Per esempio guardiamo la Grecia, la quale e’ sparita dalle news da diversi mesi, ma, da quanto mi risulta, la sua grave situazione di indebitamento e’ praticamente ancora intatta, nonostante le enorme misure di austerity in atto. La realta’ e’ che c’e’ un limite a quanto puoi tagliare e risparmiare. La creazione del pacchetto che ha salvato la Grecia e’ costato all”EU molto sia a livello politico che logicamente economico. Salvare altre nazioni dalla bancarotta diventera’ sempre piu’ difficile. La ristrutturazione e l’eventuale “salvataggio”  della Grecia e di altri membri in difficolta’ (vedi Irlanda, Portogallo e forse Italia e Spagna) avra’ un’effetto negativo e forte su tutti i mercati mondiali e logicamente l’Euro ne paghera’ le conseguenze. Pensiamo ad una valuta come il valore di un’azione in una societa’ pubblica. In questo caso Euro ed EU oppure Dollaro e USA.
Entrambe le realta’ economiche sono afflitte da grossi debiti pubblici (e privati) ed entrambe le valute sono in uno stato di precario equilibrio. Basta un catalizzatore per far crollare il valore di una o dell’altra valuta. Probabilmente l’Euro e’ un po’ piu’ a rischio considerando il livello di disoccupazione in molti stati Europei e la mancanza di dinamicita’ delle economie Europee. Troppe tasse e regolamentazioni mettono uno guinzaglio alle capacita’ imprenditoriali in Europa e questa mancanza di dinamicita’ fa pesare l’ago della bilancia verso gli USA anche se ripeto la situazione e’ molto grave anche e ve ne renderete conto di piu’ leggendo il resto di questo articolo.

Mercato Azionario e Materie Prime.
Penso che siamo giunti oramai alla fine dei soldi facili ottenibili dalle azioni. Il mercato generalmente parlando appare sempre “perfetto” o quasi,  quando ci avviciniamo al top. Non voglio dire il mercato da qui non puo’ salire ancora un po’ ma mi riferisco al rischio che uno si assume quando il mercato e’ salito gia’ di un 100% dai minimi e all’orizzonte si intravedono le nuvole nere create dagli alti prezzi del petrolio (benzina) dagli enormi indebitamenti pubblici in Europa e in USA e alla fine del QE2. A questo punto, se confronto i rischi potenziali con i potenziali profitti di investimenti nel mercato azionario noto uno sbilanciamento a favore dei fattori negativi. Penso che questo sia un buon momento per liquidare un po’ di azionario e pensare ad investire in materie prime o in altri investimenti alternativi non correlate con l’azionario (anche se una gestione professionale con options su azioni e indici puo’trarre vantaggio da un’eventuale crollo di Wall Street). Ricordiamoci che le commodities (materie prime) stanno vivendo uno dei piu’ grandi bull market della storia (come anticipato e proposto ai miei clienti quasi dieci anni fa) mentre l’azionario e’ a un livello piu’ basso o praticamente uguale rispetto ad una decade fa.
Penso che l’investitore accorto dovrebbe anticipare la diversificazione del propio portfolio con materie prime e agire adesso, con il mercato ancora vicino ai massimi e non reagire e diversficare dopo che il mercato ha iniziato una correzione che potrebbe essere violenta e veloce. Se un’investitore agisce adesso ha la possibilita’ di assicurarsi dei guadagni mettendo stops molto strette o liquidando in parte o anche tutto il propio portfolio di azioni e andando a diversificare in assetti non correlate con le azioni (oppure utilizzando strumenti derivati sull’azionario tramite gestioni professionali o via diversificazione con corporate bonds).
Vorrei ricordare che non ha importanza quanti profitti avete adesso nel vostro conto….i profitti sono veri solo dopo che avete liquidato le posizioni! Ricordiamoci che i fattori che possono portare ad una nuova recessione sono ancora tutti validi. Sono convinto che il bear market prima o poi riprendera’ e come ha fatto precedentemente sara’ un movimento veloce e violento che prendera’ di sorpresa la maggior parte degli investitori. Sara’ una situazione simile al 2008 quando ben 5 anni di profitti furono distrutti in pochi mesi! Permettetimi di chiedervi se allora, (dopo che vi avevo avvertito alcuni mesi precedente con una analisi simile a questa) siete riusciti ad uscire con un buon guadagno sull’azionario e se allora eravate diversificati per abbassare il rischio totale del portofolio. Scommetto che il 90% di voi e’ rimasto paralizzato durante quei mesi e’ non ha avuto la forza di uscire vicino al top ma e’ rimasto con le posizioni aperte fino al bottom della correzione oppure avete deciso di uscire vicino al minimo con perdite o pochissimo guadagno…vero?
E’ tipo quando uno va a pattinare sul lago ghiacciato…tutto e’ OK fino a quando il ghiaccio inizia a sciogliersi e uno cade nell’acqua. Penso che il mercato azionario rappresenta un lago ghiacciato che va verso la primavera…il ghiaccio e’ molto sottile in questo momento.

Quali sono i fattori di pericolo che possono influenzare il mercato azionario?

1)   I prezzi del petrolio si sono duplicati negli ultimi due anni. Si abbiamo avuto una correzione nelle ultime sedute ma il prezzo del greggio e’ ancora troppo alto e per il consumatore i prezzi alla pompa sono devastanti per il bilancio familiare. Forse non tutti sanno che quando il prezzo del petrolio si raddoppia in due anni  (e’ successo solo 5 volte negli ultimi 70 anni) una recessione e’ dietro l’angolo. E’ successo 4 volte su 5 e l’ultima volta che non ha funzionato e’ stato nel 2005 quando l’amministrazione Bush e la FED avevano deciso di creare la bolla speculativa immobiliare e dare credito a cani e porci
Non per spaventare nessuno ma storicamente Wall Street ha visto una correzione media di circa un 40% dai massimi prima della entrata ufficiale in recessione.
Un’altra correlazione da tenere presente e’ che ad un’aumento del 10% del petrolio in un paio di giorni corrisponde una discesa di almeno il 10% nei sei mesi successivi. Un’alto costo del greggio e’ in pratica una tassa in piu’ sulla produzione e sulla economia in generale. Prima di tutto il costo piu’ alto dei carburanti per la produzione dei beni e’ passato o ai consumatori finali con aumenti di prezzi oppure assorbito a livello societario come una diminuzione dei profitti. Secondo, il carburante piu’ costoso limita la quantita’ di denaro disponibile per l’acquisto di altri beni di consumo…e’ una reazione a catena! Una ripresa economica con il petrolio attorno ai $100 al barile e’storicamente impossibile da sostenere.

 
2)      Indebitamento Pubblico (e privato) a livello record in USA e in Europa
. L’incapacita’ di risparmiare e il continuo desiderio di vivere al di sopra delle propie possibilita’ (sia in USA che in Europa) ha oramai raggiunto livelli insostenibili.  Secondo studi del IMF (International Monetary Fund) l’attuale trend di indebitamento delle societa’ piu’ avanzate e’ insostenibile e crea un’alto rischio per future  gravi crisi finanziarie. Il rapporto tra indebitamento pubblico e GDP superera’ il 100% per la prima volta dai tempi della seconda guerra mondiale. L’indebitamento Pubblico degli USA era alla fine del 2010 di oltre 14 trilioni di dollari che rappresenta un’aumento del 72% rispetto a 5 anni fa e in Giappone e’ il doppio della sua economia (5 trilioni di dollari). In Europa siamo in una situazione simile con l’EU che e’ stata costretta a creare dei pacchetti salvataggio per Irlanda e Grecia e con Portogallo e Spagna sull’orlo del precipizio. Il 18 Marzo CBO ha ricalcolato il progetto budget proposto da Obama per i prossimi 10 anni concludendo che questo pacchetto costera’ altri 9.5 trillioni di dollari da aggiungere al debito pubblico. Questi calcoli pero’ non prevedono una recessione per i prossimi 10 anni…
E’ a mio avviso impossibile pensare di aggiungere quasi  10 trilioni al debito nazionale. Il mercato dei bond rischia l’implosione in quanto gli stranieri (che posseggono quasi il 50% del debito USA) potrebbe far “saltare” il sistema. La strada d’avanti a noi se non cambia (meno debito) non potra’ che portare ad una crisi economica ancora piu’ grande di quella passata. Gli USA se continuano cosi rischiano di diventare insolventi….Non si possono piu’ pensare ad altri QE (Quantitative Easing) perche’ i rischi associati sono piu’ alti rispetto ai benefici. Altri importanti stimoli comportano il rischio di alta inflazione. Gli USA sono vicini ad un momento cruciale dove e’ possibile che gli investitori stranieri smettono di comprare debiti del Tesoro o addirittura iniziano a vendere e scaricare i bonds acquistati nel passato. L’unico modo per risolvere questo problema dell’indebitamento pubblico e’ iniziare un enorme riduzione delle spese governative e dei benefici sociali. Odio dire una cosa cosi ma e’ la realta’. Rischiamo un collasso e una crisi finanziaria globale. Purtroppo i politici (destra o sinistra non importa) hanno troppi interessi personali in molti di questi programmi governativi e hanno paura di perdere la famosa “poltrona” se mai decidessero di votare a favore di questi tagli…quindi non vedo una soluzione semplice…che succedera’ al mercato azionario se gli investitori istituzionali stranieri iniziano ad abbandonare gli USA?
 
In Europa la situazione del debito pubblico e’ seria come ben sappiamo. Il flash crash di 1000 punti sul Dow in Maggio era la conseguenza della possibilita’ che la Grecia diventasse insolvente a causa del debito. Portogallo, Spagna, Irlanda,e Italia sono le prossime candidate..e la Germania e la Francia non sembrano dell’idea di aiutare altre nazioni che hanno vissuto al di sopra delle propie capacita’ (gestione pessima delle propie economie e nessun controllo della spesa pubblica). Molte di queste societa’ in Europa non vogliono neanche pensare ad adattare misure di austerita’ in cambio di un’aiuto (difficile fare rinuncie quando ci si e’ abitutati ad un certo standard di servizi) quindi la situazione e’ molto pericolosa e potrebbe esplodere in qualsiasi momento.
Capisco la Germania. Se la loro gestione economica e’ stata accurata ed hanno controllato i propi budgets per quale motivo devono continuare ad aiutare nazioni che hanno mal gestito i propi affari interni? I fattori negative che pesano sull’Euro sono gli stessi che pesano sul Dollaro: prezzo alti del petrolio, alta disoccupazione, economie stagnanti. Se combinate queste negative situazioni iniziate a vedere i rischi che esistono nel mercato azionario? Iniziate a capire perche’ a questo punto ci sono piu’  rischi che possibilita’ di guadagni rimanendo investiti nel mercato azionario senza avera una via di uscita ben precisa e un piano di diversificazione (qui entra la mia figura professionale per chi e’ interessato a consulenze e gestioni alternative)?

 
3)   Il mercato immobiliare
e’ crollato nei mesi scorsi facendo registrare la crescita piu’ lenta degli ultimi cinquat’anni…un segnale molto brutto per un mercato che era gia’ molto debole in partenza. I costruttori stanno tagliando i prezzi delle case nuove e costruiscono case meno costose spingendo i prezzi al ribassso. L’ondata di case riposessate dalle banche e disponibili ad ottimi prezzi ha fatto diminuire i prezzi delle case ancora occupate. Alta disoccupazione, credito difficile da ottenere e l’incertezza dell’andamento dei prezzi sono fattori che stanno tenendo lontano dal mercato molti potenziali compratori. E’ come al solito una reazione a catena…i prezzi scendono e non c’e’ motivo per costruire nuove case e di conseguenza non vi sono assunzioni nel settore edile. Da notare che di solito il settore delle costruzioni e’ quello che va meglio durante i forti ricoveri economici. Non pensate che anche questi sono fattori negativi per il mercato azionario?

 4)    Instabilita' nel Medio Oriente.
I continui avvenimenti e conflitti nel medio- oriente creano incertezze e instabilita’ sui vari mercati. La Libia e’ sicuramente un’area di grande importanza strategica ed e’ una zona che crea tanto interesse da parte dei media ma il vero problema e’ l’Arabia Saudita e il Bahrain. Con l’Arabia che manda truppe in Bahrain per sedare le rivolte, abbiamo visto come ha reagito il prezzo del petrolio in sole tre settimane. Qualsiasi tipo di minaccia alla stabilita’ della produzione di greggio nella penisola puo’ avere effetti negative sul mercato azionario e sulle economie mondiali.

  5)      La fine del QE2.
Cosa succedera’ quando in Giugno il QE2 finira’ il suo corso? Abbiamo solo un’esempio di quello che potrebbe succedere. L’anno scorso la FED ha rallentato un QE di circa un 12% (da Aprile a fine Agosto). Questi furono i risultati:
 
The S&P500 crollo’ da 1217 a 1064. L’oro fece l’opposto schizzando in su da 1140 dollari all’oncia a 1235. Notiamo pero’  che l’oro e’ salito anche in un momento in cui i tassi d’interesse salirono dal 2003 al 2007 (da 1% a 5%) e l’oro ando’ da $300 a $600 all’oncia. 

 
Il Tesoro USA ha raccolto 293 billioni di dollari vendendo titoli di stato (solo quest’anno) e la FED ha comprato 330 billion in Treasury Notes e Bonds. Facciamo due calcoli facili, facili. Quest’anno la Fed ha creato il 100% del cash che il Treasury ha raccolto per quest’anno! E’ un trucco…e sta funzionando e funzionera’ fino a quando non funzionera’ piu’..tipo una catena di Sant’Antonio (Ponzi scheme). La domanda da porsi e’:”Chi comprera’ questi buoni del Tesoro quando la Fed smettera’ di comprarli??”. Bill Gross (che gestisce Pimco, il piu’ grande fondo bond del mondo) ha detto che se gli USA fossero una societa’ avrebbe un valore negativo variabile dai 35 a 45 trilioni di dollari!
Quando la Fed smettera’ di comprare i buoni del Tesoro i nodi verranno al pettine. Tanto per capirci Mr. Gross ha venduto tutti i suoi US Treasury e adesso ha iniziato ad andare short US treasury! Che succedera’ ai tassi d’interesse quando la Fed smettera’ di fare favori? Come pensate che reagira’ il mercato azionario ad un’aumento dei tassi d’interesse?
 
Il mercato e’ salito di oltre il 100% in due anni. E’ questo un nuovo bull market? Ho paura di no. Rimango della mia idea. Siamo ancora all’interno di un bear market principale all’interno del quale possiamo avere questi rally o correzioni importanti ma insostenibili. Un bear market secolare dura di media 20 anni e vi sono grandi su e giu’ ma i guadagni sono praticamente inesisteni. Prova ne e’ che l’S&P 500 e’ alla fine di Aprile 2011 (1365) e’ adesso appena piu’ in alto rispetto ad Aprile 1999 (1335). Concordate che un guadagno di circa il 3% e’ veramente poco in 11 anni?
 
Se facciamo il confronto con le materie prime notiamo che il Goldman Sachs Commodity Index aveva finite nel 1999 a 194 e alla fine di Marzo 2011 era 710…quello e’ un movimento del 430% in 11 anni in confronto al ridicolo ritorno generato dall’S&P500!

 
Altra considerazione importante: siamo sicuramente in uno dei piu’ grandi bull market secolari in materie prime. Partendo dal 1792 ci sono stati solo 5 grandi bull markets in commodities (219 anni). La durata media e’ stata di circa 20 anni e siamo adesso all’interno del decimo anno circa del corrente ciclo bull. In pratica da un punto di vista storico siamo solo a meta’! Se torniamo con la mente nel 2008 ci rendiamo conto che questo e’ il piu’ grande bear market dai tempi della grande depressione e da un punto di vista storico siamo solo a meta’!
 
Un rimbalzo anche importante come questo che stiamo vivendo non e’ sufficiente per dichiarare una vera ripresa economica e lasciarci alle spalle tutti i problemi generati dalle precedenti bolle speculative (Nasdaq, easy credit e boom immobiliare). Le technology e telecommunications stocks che erano state le migliori azioni fino al crollo del Nasdaq sono ancora giu’ del 60% di media dal loro picco di 11 anni fa e le blue chip growth sono giu’ del 35% di media. Con tutte queste informazioni non e’ logico pensare di diversificare il propio portfolio con strumenti non correlate all’azionario quali le materie prime o altri derivati di borsa?

 
Durata media dei cicli bear e ritorni del Dow:
 
1906/1921 – 16 anni- Dow +1.58%
1929/1949 -  21 anni – Dow +1.69%
1966/1982 – 17 anni – Dow +1.59%
2000 / ?              ?                ?

 
Non per essere ripetitivo ma il 2008 ha fatto vedere che il bear market e’ ancora vivo e pronto a colpire. La dimostrazione e’ la distruzione di 5 anni di profitti in pochi mesi e la piu’ grande perdita di richezza fatta registrare dai tempi della grande depressione. A livello globale si parla di 30 trillioni di dollari vaporizzati in pochi mesi…Un mercato bear secolare e’ caratterizzato propio da questi violenti crolli dopo periodi di apparente ripresa economica. Il mercato si muove su e giu’ per anni senza pero’ fare nessun progresso concreto. La durata media e’ di 18 anni (minimo 16 e max 21) quindi facendo due conti se la storia insegna qualcosa abbiamo ancora da un minimodi 5 anni a potenzialmente 10 anni prima di avere un sana ripresa economica e l’inizio di un vero nuovo bull market. Logicamente qualcuno dira’ che dal 2003 al 2007 e’ salito tantissimo e cosi anche negli ultimi due anni ma questi sono solo bull markets all’interno del ciclo piu’importante. Per chi e’ riuscito a guadagnare in questo periodi i miei complienti! L’investitore medio (quello investito da oltre 10 anni) non penso abbia pero’ ottenuto dei ritorni particolarmente interessanti anzi penso che la maggior parte delle persone comuni che hanno provato a speculare e fare trading negli ultimi anni vede ancora il propio portfolio in rosso…Se andiamo a vedere quello che successe durante la Grande Depressione vediamo che questi tipi di rally importanti sono stati seguiti da crolli importanti e stesso discorso per nel bear market secolare del 1966.

 
Conclusioni finali e previsioni.
Nonostante le news negative e l’instabilita’geo-politica a livello globale penso che il mercato continuera’ a salire (o per lo meno a non scendere) ancora per diversi mesi. C’e’ troppa liquidita’ nel sistema e c’e’ una forte volonta’ politica di mantenere il mercato a galla per mascherare i problemi fondamentali che prima o poi rispunteranno fuori.
Non mi piace troppo fare delle previsioni precise di tempo e prezzo ma per questa volta mi sbilancio pensando ad un potenziale target attorno ai 1500 punti (S&P500) entro fine anno con il top probabilmente ad Ottobre 2011. Quelle sono le good news..purtroppo se mai arriveremo ai quei livelli, secondo i miei calcoli tecno-fondamentali, il mercato dovrebbe poi crollare (e qui non ho un target di tempo) fino a 900! Nel frattempo potremmo avere un correzione anche seria delle materie prime e in questo caso si presenterebbe una opportunita’ fantastica per comprare a man bassa le commodities che a causa della limitata produzione e al loro crescente consumo esponenziale non posso che continuare a salire nel lungo periodo. A riguardo delle materie prime faro’ un’articolo analisi appositamento dedicato a loro nei prossimi giorni.

 
Se desiderate contattarmi per commenti e per consulenze professionali (e vincenti) a livello di trading o investimenti alternativi vi prego di contattarmi via email al seguente indirizzo: lucatrading@aol.com

Distinti saluti.

Luca Facchini




Previsioni ed analisi su Wall Street e l'attuale crisi finanziaria.

San Diego, 20 Gennaio 2010.

Nella mia precedente analisi avevo previsto in maniera accurata quello che sarebbbe successo durante il corso del 2009, avendo scritto che la Fed e il governo avrebbero fatto di tutto per contenere la deflazione che si stava sviluppando. Gli stimoli fiscali e l'enorme quantita' di liquidita' buttata nel sistema, hanno nella seconda parte dell'anno 2009, avuto l'effetto desiderato. Non mi stupisce affatto questo rally sostenuto del mercato, anche se i livelli raggiunti sono al di sopra di quelli previsti nella mia ultima analisi (avevo suggerito di uscire circa 100 punti prima dai livelli attuali). Da un punto di vista tecnico vi c'era ancora un gap in area 1110 e il 50% ritracciamento e' in area 1125, inoltre 500 punti di S&P dal low di Marzo equivale a 1166. Questa area dovrebbe offrire una forte resistenza e un buon punto di arrivo per questo rally. 
 
Il Dow Jones Industrial Average ha fatto registrare un 61% dai minimi di Marzo e ha prodotto un +19% per il 2009. Da un punto di vista storico un rally di questa magnitudine e' stato fatto registrare solo sei volte negli ultimi 100 anni. Tutte le volte che abbiamo avuto nel passato questo tipo di super rally, eravamo all'interno di un secular bear market (1930 e 1970). Secondo diversi studi infatti i guadagni ottenuti in questo tipo di rally non hanno mai avuto seguito perche' si sono sempre sviluppati all'interno di periodi di forte turbulenza e incertezza, sia a livello politico che economico e non di una sana e forte economia con fondamentali adeguati ad un nuovo bull market. Ricordiamoci che nel 2000 il Dow chiuse a 10786 e che alla fine del 2008 chiuse a 8776. Le perdite di un solo anno hanno spazzato via i guadagni dei precedenti cinque! Questo non e' per niente strano perche' durante i periodi di secular bear market diversi anni di guadagni sono spazzati via da uno o due anni negativi. E purtroppo questo ciclo continuera' fino a quando il vero bull market riprendera'.
 
Nel 2009 il Dow ha chiuso a 10428. E' questo un risultato importante? Si e no...se si pensa che siamo ancora sotto al livello 10768 di dieci anni fa sicuramente non e' un risultato positivo! L'ultima decade e' stata la peggiore di sempre sull'S&P500 (negativo del 27% dal top e con una media di ritorno negativo di -1% includendo i dividendi!). Purtroppo all'interno dei bear markets  ci sono sempre dei bull markets ciclici come quello che abbiamo visto dal 2003 al 2007 e nel 2009. Questi bull markets all'interno del principale bear market sono spesso forti e convincono molti investitori a credere che il bull market e' arrivato. Purtroppo questi rally sono trappole molto pericolose. L'esempio migliore e' stato quello dell'anno 2008 dove il vero bear market e' riapparso con violenza e nell'arco di dodici mesi ha distrutto tutti i guadagni dei precedenti cinque anni portando addirittura il mercato azionario ai livelli del 1997! La storia ci insegna che alcuni dei migliori bull markets (ciclici e di rimbalzo) sono all'interno di un periodo di Depressione dello stato economico. Esempi: il Dow scese quattro anni di seguito dal 1929 al 32, perdendo l'89% (da 248 a 59) per poi avere un rally impressionante nel 1933 al 1936 (risalendo di 179 punti) per poi scendere di un 32% nel 1937 (121). Occorrero poi 17 anni per superare il massimo del 1928 (300). Anche il Wall Street Journal si e' reso conto che questo tipo di rally non e' normale e in un'articolo del 31 Dicembre spiego' esattemente quello che sono le miei paure. In poche parole l'articolo dice che dopo un'anno da record (2009) e' altamente improbabile che il 2010 sara' un anno da ricordare...Ci si deve chiedere a questo punto come e' possibile pensare che questa volta sara' diversa da quanto accaduto nel passato? Con una situazione economica fondamentale che e' la peggiore che abbiamo visto partendo dalla Grande Depressione? Non facciamoci illusioni. Siamo ancora in un bear market (uno di dimensioni enormi) e ci saremo ancora per diversi anni.
 
Ricordo ancora una volta che anche con il super rally del 2009 siamo sempre sotto il livelli di 10 anni fa! Un'investimento di $10,000 in azioni iniziato il 31 Dicembre 1999 avrebbe portato a casa un risultato di questo tipo al 31 Dicembre 2009: $9090. Questo e' un esempio lampante che dimostra che il mercato azionario non sale sempre e che anzi puo' scendere e/o non produrre guadagni per un lungo periodo di tempo. Prendiamo l'esempio del Giappone. Dopo vent'anni il mercato e' ancora negativo e anche il mercato immobiliare e' ancora in crisi. Anche se il Giappone e' forse un mercato da tenere d'occhio per i prossimi anni, non fatevi trarre in inganno dal fatto che l'S&P500 ha fatto registrare la peggiore decade di sempre. Alcuni analisti fondamentali suggeriscono che le azioni adesso sono un'affarone. Secondo alcuni studi il ratio Price/Earnings nel lungo periodo e' una media di 16 ma oggi siamo ancora sopra i 20.  Circa un'anno fa Jeremy Grantham (manager del fondo GMO) disse sul Wall Street Journal che le azioni erano sopravalutate di un 30% e che si aspetta un ritorno medio nei prossimi 7 anni del 1.6%. Questo e' esattamente quello che penso ed e' il linea con quanto scritto nel passato e cioe' in linea con l'andamento dei ritorni medi di borsa durante un vero bear market. Nei prossimi dieci anni circa mi aspetto rally e anni positivi come quelli che abbiamo vissuto nel 2009. Ritengo pero' che i guadagni spariranno appena il bear market riemerge. I profitti di Wall Street sono artificiali in quanto sono stati ottenuti tagliando i costi (licenziamenti e diminuzione di produzione) e non da record di vendite. Ecco perche' ritengo sia importante agire adesso e diversificare alleggerendo  la propia esposizione al mercato azionario e investendo in prodotti e servizi alternativi. Meglio agire adesso che reagire dopo quando potrebbe essere troppo tardi.
 
Purtroppo vi sono ancora troppe incertezze e troppi eccessi nel sistema per poter sperare in una vera ripresa e un vero bull market. Se gli USA seguiranno in qualche modo le manovre di stimolo economico adottate in Giappone (e siamo su quella strada) possiamo aspettarci 15 o 20 anni di mercato laterale (il bear market e' nel 2000). Sempre storicamente parlando i bear markets passati sono durati una media di 18 anni (minimo16 /max21). Se sommiamo questi valori dal 2000 vediamo che questo bear non terminera' fino a 2015/2020. Considerando che i fondamentali dell'economia USA sono i peggiori fatti registrare partendo dalla Grande Depressione e' facile concludere che questo bear market e' solo circa a meta' della sua corsa che probabilmente finira' attorno al 2020. Logico non ci sono garanzie e vorrei sbagliarmi per fare passare velocemente questo crisi globale ma gli studi dettano queste conclusioni.
 
E' molto difficile sapere cosa succedere nel 2010. Io penso che il mercato e' troppo pieno di incertezze e problemi e con il governo (e la Fed) che stanno utilizzando tutti i trucchi possibili e immaginabili per sostenere questa economia, diventa difficile fare un previsione esatta. Il 2010 potrebbe essere ancora un'anno leggermente positivo ma tutto dipende anche dai tassi d'interesse. Per quanto  rimarranno bassi? E per quanto le banche centrali mondiali continueranno a pompare liquidita' nel sistema? Il mercato e' totalmente manipolato in questo momento. Ma queste manovre alla lunga non funzionano (vedi Japan). Ritengo pero' che un rally del 61% dettato da manovre politiche e misure economiche speciali e non da forti fondamentali e' semplicemente un'altra trappola creata ad arte da Wall Street e dalle esigenze politiche della Casa Bianca. Le case d'investimento oramai comandano il mercato e con gli aiuti ricevuti dal governo negli ultimi due anni (grazie alle incredibili connessioni tra Goldman Sachs e il governo) il concetto di free market e' oramai completamente una utopia. Inoltre il deficit federale e' completamente fuori controllo e questo mi fa sempre piu' pensare che il mercato azionario e' un posto troppo pericoloso per investire (sopratutto a questi livelli).
 
Io credo che le probabilita' di una discesa sono molto alte rispetto alle probabilita' di ulteriori guadagni (sopratutto se i tassi d'interessi inizieranno a salire o se l'inflazione ricomincia a farsi viva). Il consumatore medio Americano non ha piu' soldi da spendere e considerando che era il motore dell'economia globale e americana si buon ben immaginare i rischi che vi sono nelle azioni (non solo quelle di Wall Street ma anche dei paesi emergenti). Appena questi scenari si avvereranno, penso che vedremo una situazione simile al 2008 dove i guadagni (modesti) saranno velocemente trasformati in perdite. Una cosa e' sicura, chi sa ha, gia' iniziato a prendere le adeguate misure, cosi da scaricare agli ultimi arrivati gli enormi guadagni fatti registrare in questo rally. Fino a quando il governo non chiarira' di piu' quello che intende veramente fare, e' difficile fare previsioni precise. Quello che mi sento di dire e' che sara' comunque un'anno molto volatile con una tendenza di base al rialzo, salvo eventi straordinari sia a livello economico che geo-politico. Quello che raccomando ai miei clienti e ai miei lettori da anni e' l'importanza di un portfolio bilanciato e diversificato con investimenti alternativi (in questo momento piu' che mai). Questi strategie di gestione prevedono strumenti che permettono al money manager di avere la flessibilita' e la potenzialita' di capitalizzare indipendentemente che i mercati salgono o scendono. Gli unici investitori che hanno guadagnato nell'ultima decade sono quegli investitori di breve periodo che sono stati in grado di usufruire e approfittare della volatilita' e della caduta dei mercati (siano essi stati i vari mercati azionari o le materie prime in generale quali oro, petrolio etc.).
 
Mi aspetto lo stesso andamento di volatilita' e incertezza su tutti i mercati per tutta la prossima decade e quindi suggerisco di cuore di fare molta attenzione ad investire in prodotti classici e di orientarsi di piu' verso strategie alternative e di avere una diversificazione del portfolio fatta in maniera professionale. Se siete interessati ad approfondire questo discorso o avete l'esigenza di diversificare il vostro portfolio sono disponibile a discutere con la massima riservatezza la vostra situazione patrimoniale e a suggerirvi quelle che sono secondo me le strategie migliori. Posso offrire all'attento investirore/trader prodotti che hanno fatto registrare ottimi risultati indipendentemente dall'andamento di Wall Street, dei mercati globali e delle materie prime.
 
Distinti saluti e buon anno.
 
Luca Facchini
 
 
 
 




San Diego, 23 Novembre 2008.

Ho ricevuto diverse emails in questi mesi chiedendomi lumi su quanto sta succedendo e su quanto succedera' nel futuro. Non ho aggiornato da diverso tempo gli articoli perche' fondamentalmente non c'era niene di nuovo. Quello scritto e predetto nei mesi (e anni) scorsi si sta purtroppo avverando ma in maniera molto piu' drammatica e violenta di quanto pensassi. Come sempre vi prego di andarvi a rileggere almeno la mia precedente analisi per capire il perche' di questo crisi. Inoltre vorrei avere qualche notizia da quei gentili lettori che mi hanno scritto nel passato dicendomi che sono sempre e solo pessimista e incapace di vedere la realta' del mercato. Wall Street riesce purtoppo sempre a imbrogliare e convincere la maggior parte degli investitori..
 
L' S&P500 e giu' di quasi il 50% dai massimi del 2007 e nel settore finanziario siamo sotto di oltre il 50% una correzione non vista da oltre 70 anni. Le notizie che arrivano quotidianamente sono comparabili solo al periodo della grande depressione degli anni trenta. Il sistema finanziario e' in crisi e rischia di implodere a causa della propia ingordigia. Putroppo, come sempre eccessi di boom sono accompagnati da eccessi di crash. Ogni volta e' la stessa storia ma la natura umana si rifiuta di credere al contrario. "Il passato insegna qualcosa ma non questa volta..." me lo dicevano quelli coinvolti nel boom immobiliare ed erano le stesse frasi sentite quasi dieci anni fa durante il boom del Nasdaq. Sicuramente a questi livelli ci puo' stare un rimbalzo. Siamo a circa il 50% di correzione e siamo ai minimi di oltre dieci anni fa. Ripeto la parola rimbalzo perche' secondo il mio avviso la correzione continuera' ancora per parecchio tempo. Il fatto che il mercato non abbia correto durante il ciclo delle elezioni presidenziali da una idea della gravita' della situazione. Nessun trucchetto e' riuscito a mascherare un po' i problemi gravissimi che vi sono alle fondamenta dell'economia USA e globale. La manovra da 700 Billions e' degna della buona vecchia "socialist Europe". Adesso io come gli altri cittadini Americani abbiamo un debito in piu' perche' era giusto salvare AIG, Freddie Mac, Fannie Mae, Bear and Sterns oltre che logicamente continuare a pagare per l'assurda avventura in Iraq. Una volta gli USA erano orgogliosi del loro sistema capitalistico e del concetto di free market..ora anche loro sono costretti ad alzare bandiera bianca e non sono ne piu' ne meno, a livello della Francia, Belgio, Olanda e della nostra cara Italia...Difficile capire quali saranno le conseguenze nel lungo periodo ma per adesso questo cerotto non sta funzionando molto bene e l'emmoragia e il panico dureranno ancora per diverso tempo.
 
Ma politica a parte concentriamoci sul mercato. Il mercato e' malato e lo sara' ancora per almeno ancora una decina di anni. Il concetto "buy and hold" e' cosa del passato. Un buon slogan pubblicitario che i promotori amano raccontare ma che a conti fatti non ha prodotto nulla di buono negli ultimi dieci anni. Guardate i grafici del Dow, S&P e del Nasdaq. Se voi aveste investito in quegli indici il ritorno sarebbe stato piu' o meno uguale a zero, anzi probabilmente negativo se utilizzate index funds. Nessun ritorno d'investimento sui vostri capitali. Una buona strategia no?
 
La stregia che consiglio e ho consigliato in questi anni e' quella di investimenti alternativi e che permettano una vera diversificazione del portfolio. Anche questa strada e' rischiosa ma se diversificato il portfolio puo' dare risultati migliori rispetto agli investimenti classici. E' giunto il momento di affidare i capitali a professionisti che seguono i capitali in maniera attiva e non passiva. Gestioni che possono sfruttare a favore dell'investitore la volatilita' presente sul mercato (una volatilita' che sara' presente per ancora diversi anni). Vi sono diversi tipi di investimenti e possiblita' per chi vuole investire in maniera piu' attiva e sono piu' disponibile per discutere con voi le varie strade a disposizione. Sto preparando una nuova serie di proposte (servizi e prodotti) da fare ai miei clienti. Vi saranno possibilita' di investimenti attivi seguiti direttamente da me o da altri colleghi di cui ho fiducia o per chi vuole seguire i mercati e fare trading da se vi saranno dei servizi di advisory intraday. Ritengo che le opportunita' migliori di guadagno siano infatti nel cosidetto mordi e fuggi intraday oppure swing trading.  Poche ore al giorno possono creare ottime possibilita' di guadagno. A questo proposito ho deciso di aprire una trading room dove faro' analisi intraday sull S&P500 e daro' livelli di supporto e resistenza da utlizzare per vendere o comprare l'indice mini S&P500. Vi prego di mandarmi una email a usaluca@aol.com se volete approfondire il discorso e provare il servizio.
 
Torniamo all'analisi dei mercati. La domanda che tutti ci poniamo e' se queste continue manovre della Fed e dei vari governi centrali, stabilizzeranno i mercati permettendo una nuova ripresa economica. E' molto probabile che la fase "crash" sia finita ma cio' non toglie che vi sara' ancora tempesta nei prossimi mesi e anni. Vi saranno insomma rally anche importanti in quello che io penso e sostengo da sempre sia un bear market iniziato nel 2000. Molto probabilmente la correzione delle materie prime e' quasi giunta al termine e il bull market riprendera' presto anche se borsa e materie prime sono al momento scollegate e la situazione non e' chiarissima e piu' avanti nel report cerchero' di essere piu' preciso.  Le manovre del governo e della Fed sono le piu' drammatiche messe in atto dai tempi della grande crisi finanziaria degli anni trenta. Il fatto che stiano garantendo i money markets e che abbiano deciso di comprare quegli strumenti tossici (i completamente illiquidi derivati dei mutui) da una idea idea della gravita' della situazione. In realta' nessuno sa cosa c'e' dietro l'angolo, tutti pensano che il peggio sia passato ma io non ne sono cosi sicuro. Questo enorme influsso di liquidita' nei mercati non puo' che essere negativo per il dollaro, positivo per le materie prime e creare inflazione nel lungo termine. Esempio, appena Paulson disse il 19 Settembre che il governo spendera' centinaia di billions di dollari" per ripulire il sistema, il petrolio sali' del 6.80% in una sola giornata e pure il rame e il frumento aumentarono del 3.6%. Nel lungo periodo il ciclo bull per le energetici e materie prime rimane intatto. La domanda salira' e l' offerta e' ancora molto limitata ma cio' non vuol dire che e' il momento di investire in materie prime. Vi sono rischi di deflazione e il timing di quando entrare e quanto rischiare e' essenziale per l'investitore o il trader di successo.  Il problema vero rimane il continuo deprezzamento del settore immobiliare e la mancanza di credito sia ai privati che nel settore commerciale. Senza il credito il sistema si blocca. Il consumatore e' il motore dell'economia USA ma se non ha lavoro e/o credito allora i consumi non possono che diminuire, la produzione si blocca (in Cina,India etc.) e si crea un'effetto domino che ha conseguenze negative a livello globale.
 
In pratica i profitti delle societa' quotate non possono che diminuire. Questo provochera' un degrado del mercato azionario che continuera' a fare nuovi minimi anche se nel frattempo vi saranno dei rally notevoli. La cosa che penso forse sia finita e' il tipo di crash visto nelle ultime due settimane. Nella piu' ottimistica delle visioni penso che il mercato scendera' ancora per un anno o due circa. L'economia riprendera' lentamente ma non prima di due o tre anni da adesso e il mercato immobiliare iniziera' a riprendersi tra 3 o 4 anni. Ma la crisa durera' ancora per un periodo che varia dai 5 ai 10 anni.
 
Ma la causa di questo disastro cosa e' stata? La crisi e' dovuta dall'eccesso di liquidita' e credito creata dalla Federal Reserve. La cosa assurda e' che la soluzione proposta in questo periodo e' ulteriore liquidita' e ancora piu' credito per tutti. Invece di lasciare al mercato la possibilita' di ripulire da se il sistema, i governi per logiche dettate dalle politiche del momento preferiscono dare l'illusione di avere in mano la soluzione per ogni problema. Ma questo crea una distorsione del concetto di free market. L' economia e' manipolata e non piu' libera di agire come deve e cioe' punire i deboli e premiare i bravi (in teoria...). Sicuramente l'eccesso di credito e indebitamento e' la causa primaria di questa crisi ma perche' si e' creata questa situazione? La risposta e' semplice. La Federal Reserve ha creato apposta questi bassi tassi d'interesse nella speranza di "manovrare" l'economia e aiutarla nei momenti di crisi. Eccesso di credito crea spesso investimenti sbagliati. Se gli imprenditori avessero avuto meno risorse (e anche i semplici cittadini) a disposizione avrebbero agito in maniera piu' cauta e questi eccessi e queste bolle speculative non sarebbero mai esplose. L'indebitamento sarebbe molto piu' controllabile e gestibile. Quindi la Fed e Greenspan con l'appoggio di Bush hanno creato una distorsione della realta' del mercato e delle economie globali. Un senso di falso benessere che e' pericoloso e deleterio.  Certo Wall Street ha le sue colpe ma le banche e le finanziarie hanno agito cosi solo perche' gli e' stato permesso dalle politiche di Washington e dagli enormi interessi che vi erano dietro a questi booms. Il free market e' OK ma non puo' essere completamente privo di regolamentazioni. Bisogna trovare una via di mezzo. I mercati (come ha detto Greenspan recentemente ammettendo finalmente le sue colpe) non sono in grado di autoregolamentarsi completamente da soli.
 
Queste manovre di salvataggio sono arrivate troppo tardi per avere un'effetto positivo e duraturo. La manovra si sta rivelando a mio avviso un enorme business a danno dei cittadini USA. Miliardi di dollari dati a societa' e a progetti che ancora non si capisce bene cosa vogliono farne di questi enormi capitali. Per fare passare il pacchetto salvataggio gli "esperti" hanno minacciato che tutto potrebbe crollare (investimenti, fondi pensioni, valore degli immobili). Ma se ci fermiamo a pensare, quelle cose sarebbero successe lo stesso. Con questo indebitamento di quasi un trillione di dollari creato dal nulla...il valore del dollaro non puo' che subirne gravi conseguenze e di conseguenza i fondi e le azioni avranno meno valore rispetto ad altri strumenti (vedi oro ed euro). Le case in qualsiasi modo devono ancora scendere di valore perche' erano e sono ancora troppo alte di valore per lo stato attuale dell'economia e in proporzione allo stipendio medio (cose previste e dette da 4 anni..). Logicamente se il governo non smette di interferire sul mercato non sapremo mai quando e se gli immobili rispecchiano un valore vero o uno artificialmente pompato.
 
Stiamo in pratica seguendo le stesse politiche economiche che fallirono durante la grande depressione. Cioe' le banche centrali stanno cercando di trovare una soluzione al problema manipolando continuamente i tassi d'interesse. Invece di lasciare fallire quegli investimenti sbagliati e far si che il mercato si purifichi da solo degli eccessi, la Fed e Washington hanno fatto di tutto per mantenere artificialmente alto i prezzi delle case e di altri beni. Non ha funzionato allora e non funzionera' adesso e infatti i risultati li vediamo in queste settimane. Aumentare il credito non e' la soluzione per combattere questa crisi. Pensateci: vogliamo curare la depressione con una medicina (abbassamento tassi) che e' lo stesso veleno che ha causato la malattia! Cosa succedera' quando questi fondi e queste manovre di emergenza finirrano il loro corso? Magari funzionano e tutto finisce in gloria (ma ho i miei grossi dubbi) ma se non dovessero funzionare? Penso allora a crisi ancora piu' serie di questa attuale. La liquidazione (anche se dolorosa) degli eccessi era una soluzione migliore per questa crisi. Secondo me in questo modo prolunghiamo solo l'inevitabile.
 
Ancora una volta invito tutti a pensare con la testa propia e non credere una sola parola di quello che i politici e i cosidetti esperti a CNBC o Bloomberg vi raccontano. Fino a due mesi fa ll'economia era forte secondo Bush, McCain, Kudlow e Cramer...adesso tutti parlano di grave pericolo per l'intero sistema finanziario e una nuova grande depression!  Roba da circo e infatti li vedrei bene come pagliacci piu' che al timone delle economie globali. Gli stessi geni che hanno creato questo disastro adesso ci vengono a raccontare che hanno la soluzione per rimettere tutto a posto. Paulson prima di tutti. Roba da matti.
 
Siamo quindi in una recessione o addirittura stiamo gia' in una depressione economica? Considerando il crollo di questa settimana a livelli di S&P500 visti l'ultima volta nel 1997, verrebbe da pensare che la depressione e il fallimento del sistema economico e finanziario mondiale sia dietro l'angolo. Il sistema capitalistico cosi come e' stato concepito e utilizzato fino ad adesso e' fallito e deve essere completamente rifatto. Personalmente penso che siamo in una seria crisi finanziaria e sicuramente in una severa recessione ma non ancora in una depressione anche se ci siamo vicini. Chiunque mi ha seguito in questi anni sa che quando la stampa e i vari media parlavano di Dow 20,000 io stavo gia' parlando di problemi seri alla base dell'economia USA e che il bear market era pronto dietro l'angolo. La situazione e' sicuramente grave ma il fatto che il dollaro non sta crollando, ma anzi guadagna contro altre valute mi fa pensare che la crisi non e' sistematica (almeno per adesso). Buffett sta comprando per billions di dollari quindi non penso il mercato crollera' ancora per molto tempo. Anche se sicuramente la fine esatta della discesa e' ancora imprevedibile a questo punto. Adesso come adesso le materie prime sono in un bear market e' conviene uscirne o tradare al ribasso. Se la crisi continuera' ancora come penso per anni alcune commodities riprenderanno a salire per il lungo periodo (metalli preziosi sopratutto). Siamo in un bull market sulle commodities e questa secondo me e' solo una correzione che era dovuta dopo l'enorme rally degli ultimi anni.


Ritornando al mercato azionario i motivi per cui penso che nei prossimi mesi la situazione dovrebbe stabilizzarsi sono:

- L'S&P500 e' giu' del 50% e questo e' ufficialmente il piu' importante bear market dopo quello della grande depressione e ha superato sta settimana il bear market del 1973/74. Quindi partendo dal presupposto che possiamo sempre ancora scendere da questi livelli, penso che ulteriori crolli violenti tipo quello delle ultime settimane sia una possibilita' piu' rara (ma tutto e' possibile a sto punto). Il Dow ha toccato uno dei miei livelli di supporto temporaneo (7500) e un rimbalzo ci sta (ma questo non vuol dire che e' una buona idea comprare).

- Il VIX e' a livelli di sentimento negativo record. Da questi livelli e per almeno qualche mese il mercato ha sempre nel passato trovato un minimo di supporto.

- Crolli tipo quelli di Mercoledi scorso non capitano agli inizi dei bear markets ma verso la fase finale e poco prima di trovare un bottom anche se temporaneo.

- Quindi da questi livelli possiamo aspettarci un rally che puo' durare qualche mese ma non la fine del bear market.

Tanto per calmare un po' i nervi facciamo uno studio delle differenze sostanziali tra la Grande Depressione e l'attuale crisi.

- Nel crash del 29' il Dow crollo' del 40% in due mesi. Oggi ci ha impiegato 1 anno per scendere del 50%

- La disoccupazione allora era circa del 25%. Oggi siamo attorno al 6-7% (ma sicuramente andremo almeno all'8-9% prima che questa  crisi sia finita).

- il 40% dei mutui diventarono insolventi mentre oggi siamo attorno al 4-5%.

- Negli anni trenta circa 9000 banche fallirono. Oggi solo diverse decine (per adesso).

La paura e' diventata panico. Il panico e' irrazionale e contagioso. L'investitore medio sta scaricando tutte le azioni in portfolio e liquida anche i propi fondi d'investimento, causando i contuini crolli nel finale (i fondi d'investimento e gli hedge funds generalmente scaricano le azioni versola chiusura della sessione). Forse qualche investirore che vede del valore nelle azioni sta iniziano a comprare. Warren Buffett sta comprando quindi sicuramente ci sono degli affari dietro l'angolo ma cosa comprare e per quanto durera' questo bear market e' un grosso punto interrogativo...per chi ha coraggio e grossi capitali per assorbire eventuali nuovi crolli sicuramente questo e' un buon momento per rischiare qualcosa. Personalmente pero' starei molto cauto. La situazione non e' ancora chiara anzi diciamo e' ancora molto nebbiosa...e a meno che vedo dei chiari segnali di timing e prove concrete di ripresa, io il mercato azionario non lo tocco manco con le pinze.

Ripeto le opportunita' migliori sono a mio avviso nel day trading di indici e altri futures e per chi vuole fare materie prime adesso come adesso venderei dei rally piu' che comprare sperando di aver beccato il bottom...ricordatevi che siamo in momenti estremamente irrazionali e tutti i movimenti in su e in giu' sono destinati ad essere esagerati e non rispecchiano nessuna logica. Per chi non ha tempo di fare trading o investire e' obbligatorio a mio avviso affidarsi a professionisti indipendenti per l'analisi e la gestione patrimoniale.


E' probabile che il mercato trovi una specie di bottom intermedio nelle prossime settimane.. Generalmente ricordatevi che il mercato azionario e' sempre in anticipo rispetto ai fondamenti dell' economia (sei/nove mesi). Mi spiego meglio. Ci sara' un punto nel prossimo futuro in cui le azioni inizieranno a salire molto prima che l'economia sia tornata solida e in crescita. La mia opinione e' che la crisi economica non si fermera' prima della fine del 2009 e possibilmente durera' anche per buona parte del 2010.


Il mercato azionario probabilmente invece dovrebbe vedere una ripresa nel 2009. I livelli che guardo per il Dow sono i livelli 7200 e 6300 e possibilmente il livello 5000...Logicamente non andremo giu' in picchiata ma vi saranno delle risalite importanti per poi ricrollare che sono caratteristiche dei bear markets piu' severi. Una volta che abbiamo raggiunto questi livelli il recupero sara' lento e formera' una U (si vedra' nelle charts) e considerando che abbiamo iniziato nel 2000 e che la durata media dei bear markets possiamo proiettare almeno altri 5 anni prima di una vera ripresa economica. Ci aspettano anni di sofferenza...sara' tipo le montagne russe...ci vorra' lo stomaco forte. Il vero bear market inizio' nel 2000 ma invece di lasciargli fare il propio corso la FED penso' bene a inniettare una quantita' enorme di cash e credito creando la bolla immobiliare e il rally nelle azioni (dal 2003 al 2007) che tutti hanno scambiato per un nuovo bull market....(vi avevo avvisato diverse volte che era una finta). Generalmente e l'ho gia' detto nel passato i bottoms (quelli veri) si raggiungono quando le azioni sono disponibili a 5/10 volte gli earnings. Se questa regola e' valida ecco che il livello 5000 sul Dow non e' poi cosi impossibile anzi se ci pensate bene sarebbe forse gia' quasi arrivato a quel livello se non ci fossero stati tutti quegli interventi della Fed.

Per quanto riguarda il discorso immobiliare ci vorranno ancora almeno un paio di anni prima del bottom. Ci sono ancora troppe case in giro e poco credito e pochi soldi. Solamente quando i prezzi delle case scenderanno a livelli accettabili e in linea con le realta' economiche, solo allora avremo un equilibrio tra domanda e offerta e la domanda iniziera' ad arrivare nel mercato stabilizzando il campo immobiliare e questo aiutera' la ripresa economica. Penso vi saranno nuovi piani di aiuto da parte del governo (probabile a questo punto un'aiuto a GM e Ford). Il problema che vedo e' questi aiuti sono piu' a favore di JP Morgan ( che ha ricevuto in regalo Bear Stearns e Washington Mutual) e non dei cittadini, i quali continuano a pagare di tasca loro gli errori di Wall Street e della Fed. Il debito pubblico contina ad incrementare e gli USA a questo punto iniziano ad assomigliare a una di quelle banche di Wall Street che sono state salvate negli ultimi mesi...ma chi salvera' gli USA?


Il sistema bancario Americano ha disponibile solo il 10% del cash in deposito. Esempio. Quando depositate $1000 sul conto, la banca e' libera di emettere $9000 in prestiti a terzi.  In pratica quei $9000 esistono solo virtualmente nella contabilita' della banca. Quindi se il 20% dei clienti decidesse di prelevare contante la banca non sarebbe in grado di accontentare tutti e (vedi Wachovia)  la bancarotta o fusione con banca piu' solida diventa inevitabile. In Europa la situazione non e' tanto migliore. Molte banche sono state passate da private a pubbliche. Molti stati della EU sono anche proprietari di banche. La banca del Giappone sta dando in prestito praticamente illimitati quantitativi di dollari. Il motivo di questo bull market del dollaro e' probabilmente dovuto al fatto che molti debitori (privati e societa') stanno pagando i debiti che sono valutati in dollari. Il dollaro e' in grande domanda per il momento ma per quanto durera'? Sicuramente non ci sono motivi fondamentali per considerare il dollaro una valuta forte in questo momento considerando la situazione economica degli USA. Il GDP degli USA e' circa $14.3 billions ma il valore del credit market e' di $51 trillion...una situazione molto piu' grave rispetto a quella riscontrata durante la Grande Depressione.  Gli USA devono iniziare a spendere meno sopratutto a livello di armamenti e presenza militare nel mondo. Forse non lo sapete ma per ciascun dollaro che paghiamo di tasse, il 42% va al Pentagono...questo e' assurdo per diversi motivi (sia morali che economici). Il debito pubblico e il fatto che la minaccia dell'URSS e' sparita da oltre un decennio non possono giustificare che gli USA mantengono circa 750 basi militari in giro per il pianeta; inoltre il costo della NATO e' qualcosa che gli USA non possono piu' permettersi. Spero che Obama riesca a fare qualcosa a questo riguardo anche se si trovera' contro enormi interessi policiti ed economici.


Logicamente in questo momento di crisi e recessione cosa sentite in TV? Se siete investitori per il lungo periodo rimanete nel mercato perche' queste cose succedono sempre in maniera ciclica nel mercato. E logicamente il mercato nel lungo periodo sale sempre....o no? Tutti i giorni i vari esperti su CNBC e Bloomberg ripetono sempre le stesse cose. Che il mercato salga o scenda non c'e' mai motivo di vendere ma solo di comprare. Rimango della mia idea espressa durante gli anni. Questo bear market finira' veramente solo quando i PE ratio dell'S&P500 scenderanno sotto 10 (come successe nel 1932/1942 e 1982). Parlavo ieri con un hedge fund manager. Mi ha detto...non e' difficile evitare queste loss basta comprare solo quando il prezzo dell' S&P500 e' sopra la media a 200 e andare cash o cercare alternative quando va sotto. Infatti seguendo questo semplice metodo tutti avrebbero evitato il bagno si sangue degli ultimi 12 mesi...Quanti promotori o quanti di voi sono andati cash a fine 2008? Non penso molti....

La maggior parte degli esperti pensa che una base PE di 12/15 significa che e' tempo di comprare ancora azioni ma io penso che il mercato puo' scendere sicuramente sotto 10. Tutti 3 gli  indici sono finiti negativi in Ottobre e per il 2008 hanno perdite superiori al 50%. Viene da porsi la solita domanda...come va il vostro fondo pensione dal 1998 ad oggi? E quei promotori che partono dal presupposto che il mercato sale di media attorno al 8/ 10% all'anno nel lungo periodo? No comment. Il mercato e' estremamente volatile. Troppo per investire in questo momento ed e' difficile anche fare trading se non si fanno le cose in maniera estremamente professionale.

La mancanca di credito e' il vero problema e questo cambia un po' le mie vedute rispetto a qualche tempo fa. Pensavo fossimo diretti in un bear marker caratterizzato da inflazione ma gli eventi degli ultimi tempi hanno cambiato in maniera fondamentale il tutto. Tutto il mondo sta soffrendo della crisi da credito. Il mercato immobiliare sta crollando e cosi pure le materie prime. La Fed stampa soldi in continuazione (e cosi le altre banche centrali) ma non riescono ad essere d'avanti alla crisi e a controllarla (almeno fino ad ora..). L'ammontare che e' necessario per le varie emergenze e' sempre superiore a quanto messo a disposizione dai vari governi e quindi la crisi continuera' a tempo indeterminato. Vi sono ancora troppi problemi e bancarotte e fallimenti da digerire prima di vedere un vero bottom in questa crisi. Adesso come adesso il contante e' la commodity piu' importante. Cash. Piu' avanti l'oro riprendera' il propio posto come il re degli invesimenti. Poi piu' avanti vi sara' un nuovo crash del dollaro e l'inflazione ritornera' con prepotenza. Ma fino a quando troviamo una base per ricominciare direi che deflazione e' quanto meglio possiamo aspettarci.


Ritornando al dollaro. Come ci spiega questa salita contro l'Euro e questo bull run? Ricordiamoci che quasi tutte le materie prime sono valutate in dollari. La maggior parte dei debiti a livello mondiale sono in dollari. Ripeto per pagare questi debiti la gente, societa' etc. hanno dovuto acquistare dollari provocandone la salita degli ultimi due mesi. Qualcuno parla di dollaro ancora come valuta sicura in momenti di crisi ma non sono d'accordo. Vi sono sicuramente altre manovre a livello macro che non possiamo e non siamo in grado di sapere adesso ma che nei mesi a venire saranno piu' chiare. Rimango della mia idea che con gli USA in queste condizioni il crollo del dollaro e' solo una questione di tempo. Penso ad un bear market caratterizzato da deflazione per almeno un anno a causa della continua crisi finanziaria ed economica e la conseguente forte recessione. Una debole economia portera' a bassa inflazione e forze deflazionarie continueranno a mettere sotto pressione l'oro e le altre materie prime. Una volta che la recessione ha finito il suo corso, l'onda inflazionistica riprendera' il suo corso e il grande bull market delle materie prime dovrebbe riprendere il suo corso (non prima del 2010). Le manovre della Fed e delle altre banche centrali  che continuano ad innondare i mercati con liquidita' l'inflazione non potra' che ripartire, il dollaro crollare a causa del deficit degli USA.


Finisco il report con una simpatica lista. Facciamoci due risate, visto il periodo c'e' ne bisogno... Sotto vi riporto le previsioni dei migliori analisti di Wall Street intervistati a Dicembre 2007. La domanda era;" Dove pensate che l'S&P500 sara' a fine 2008". Pronti? Poi andate a confrontarli quello che vi ho detto io un'anno fa...e ricordatevi che questi analisti sono pagati decine di milioni all'anno (io molto meno....)


Richard Bernstein-Merrill Lynch-1525

Thomas Lee- JPMorgan-1590
Tom McManus-Bank of America-1625
Ian Scott-Lehman Brothers-1630
Larry Adam-Deutsche Bank-1640
Abhijit Chakrabortti-MorganStanley-1650
Jonathan Morton-Credit Suisse-1650
Abby Cohen-GoldmanSachs-1675
Tobias Levkovich-Citibank-1675
David Bianco-UBS-1700
Jonathan Golub-BSC-1700

Francois Trahan-ISI-1750


Se desiderate contattarmi per maggiori informazioni a riguardo dei prodotti e dei servizi che posso offrirvi in questo momento di grave crisi mandatemi una email a: usaluca@aol.com

Distinti saluti e buona fortuna.

Luca Facchini




San Diego, California 21 Gennaio 2008.
 
Durante questi anni ho sempre cercato di essere il piu' oggettivo possibile. Ho sempre cercato di concentrarmi su fatti e su dati tangibili e non sul fumo che Wall Street e CNBC ci propone tutti i giorni. Penso che le realta' che ho proposto nelle mie analisi abbia aiutato alcuni di voi a capire per tempo i grossi problemi che sono esplosi nel settore immobiliare e adesso anche in quello bancario. Due anni fa scrissi che il mercato immobiliare aveva a mio avviso toccato il top e cosi e' stato (in quel periodo molti analisti erano logicamente super bullish) e vi segnalai del pericolo di un conseguente crollo dovuto all'eccessivo leveraggio di Wall Street con i prodotti finanziari legati ai mutui. Logicamente a CNBC tutti parlavano di "soft landing" e che questa volta era diversa dal passato (vedi le stesse frasi dette durante la fase finale della bolla Nasdaq).
 
Durante la scorsa estate i grandi "guru" di Wall Street erano tutti d'accordo,il problema delle "mortgage-backed securities" era sotto controllo. Stiamo parlando di cifre astronomiche:6.5 trillioni di dollari!! Era semplicemente logico capire che stavano mentendo e che cercavano di mascherare i problemi che stanno piano piano venendo a galla in questi giorni.....Parecchi di voi mi hanno scritto in questi mesi chiedendo se avevo novita' di rilievo e per quale motivo non scrivevo una nuova analisi. La mia risposta vale adesso come allora: andate a rileggere le mie due ultime analisi. Prima di proseguire con questa nuova analisi andate a rileggervi quanto ho scritto in Ottobre 2006 ed Aprile 2007 (sono sotto questa analisi). Quali erano i settori migliori su qui investire l'anno scorso? Sicuramente le commodities e in particolare oro e petrolio e a livello di mercati emergenti India e Brasile. E i peggiori? Il mercato immobiliare e poi Giappone e in le small caps USA (logicamente Wall Street spingeva molto questo settore...). Posso affermare che sicuramente siamo in un mercato inflazionario e bear. L'Inflazione ufficiale e' una cosa ma quella vera e' calcolata a circa il 10/12% per il 2007 qui in USA ma immagino in Italia e in Europa in generale le cose non vadano tanto diversamente. I governi fanno di tutto per mascherare la vera inflazione ma la gente non e' stupida e vede quanto costa ogni mese sempicemente vivere e un rapido confronto con l'anno prima o due anni prima, e' tutto quello che serve per capire che i dati statistici del governo sono sempre bugiardi. Consiglio che vale sempre ed ovunque non credete a politici ed economisti. A riguardo di economia e problematiche varie ne sanno quanti voi...anzi di meno.
 
Come sono a testimonianza le mie ultime due analisi, direi che sono stato abbastanza preciso nell'anticipare (forse un po' troppo) gli effetti negativi della bolla immobiliare e i suoi effetti sulla economia e sulle borse mondiali. Logicamente alcuni di voi mi hanno mandato emails non molto carini dicendo che non sapevo cio' che scrivevo. Spero che quei signori siano usciti vicini ai massimi, perche' siamo gia' ampiamente sotto i livelli che predissi oltre un'anno fa di 1380 di S&P500 e e 12,000 su Dow.
E' questo il bottom? E' da qui che rimbalza e partira' un nuovo bull market come suggeriscono oggi gli esperti su Bloomberg e CNBC? Ne dubito molto....
Io penso che gli effetti di questa bolla siano solo agli inizi e che una recessione sia inevitabile con conseguente calo di tutti gli indici mondiali. Ecco alcuni fatti che magari vi faranno pensare due volte prima di comprare ancora una volta alla cieca il mercato azionario.
 
1) Solo in due occasioni il mercato e' sceso di un 2.50% dopo un taglio della Fed (e' successo recentemente, Ottobre 11 e Decembre 11). Queste due occasioni sono 2001 (quando S&P500 perse il 49%) e l'altra occasione fu nel periodo 1929-1933 quando il mercato scese oltre 2.50% per ben cinque volte il giorno stesso o dopo un taglio Fed. In quell'occasione il mercato fermo' la sua discesa dopo un -89%!

2) Dopo il terzo taglio della Fed il 31 Ottobre 2007, entro 8 giorni l'indice S&P500 e' sceso del 7.1%. Questo non e' mai successo nei 94 anni di storia della FED!

3) Il vero problema non e' il fatto che sappiamo gia' dei pericoli e dei danni causati dalla bolla immobiliare e dai prodotti derivati dei mutui. Il vero problema e' che nessuno sa esattamente quali altri problemi e ramificazione negative, tutta questa bolla avra' sul mercato e sulle economia mondiali. Questa incertezza, sul quanto non si sa e' il peggior nemico del mercato azionario ed e' la causa della continua, incontrollabile volatilita' di Wall Street e di tutte le borse mondiali. A mio avviso ci vorranno anni per capire esattamente l'entita' dei danni causati da Greenspan & Co.

4) Qui in USA diversi studi stanno dimostrando che questa crisi immobiliare non da segni di ripresa e che anzi e' la peggiore crisi dalla Grande Depression ad oggi. Nel 2008 ci sono circa 500 miliardi di dollari di mutui variabili che saranno aggiustati al rialzo, creando sicuramente una nuova ondata di pignoramenti e aumentando il numero gia' record di case disponibili sul mercato. Ricordiamoci che tre posti di lavoro su cinque, durante questa espansione economica erano legati al boom immobiliare...
Diventa facile quindi capire la gravita' di questa situazione. Se questi lavoratori perdono il posto, il mercato del lavoro e l'economia non possono che soffrirne pesanti conseguenze! La disoccupazione a Dicembre e' salita al 5% (sempre partendo che uno creda a questi dati ufficiali che in realta' sono quasi al doppio). Questo livello e' sempre stato sinonimo di recessione. L'ultima volta che siamo stati a questi livelli era Agosto 2001, quando l'economia entro' infatti in recessione. Anche il calo dell'indice ISM nella prima settimana di Gennaio indica un deterioramento rapido della stato economico.

5) Greenspan lo accenno' un anno fa e lo fa capire anche adesso. Siamo oramai ad un passo dalla recessione e la crescita economica e' oramai in stallo.

6) Importanti materie prime quali cereali,energetici e metalli sono a livelli visti solo alcuni decenni fa. Questa impennata dei prezzi non puo' che contribuire a far salire l'inflazione e a portare via soldi dallo stipendio medio. Soldi che potrebbero essere spesi per supportare l'economia. Ricordiamo infatti che l'economia USA e' dipendente dal consumatore USA. Il 70% del GDP e' attribuito alle spese fatte dal consumatore. Questo numero e' molto alto. L'economia USA dipende dai suoi cittadini per sopravvivere. Se il cittadino medio non consuma piu' a buoni livelli allora tutta l'economia entra in crisi. Ci sono due problemi grossi che si stanno sviluppando. Prima di tutto il consumatore medio ha sempre meno risorse da spendere, in quanto dal 2001 al 2005 ha estratto 5 trillioni di dollari in linee di credito legate alla sua casa.
Adesso e' facile capire di che pasta era fatto il boom tanto decatanto da Bush & Co. Con quell' enorme ammontare di soldi, l'economia e gli indici non potevano che salire! Era ed e' una bolla fatta di debiti, basata su debiti e non su risparmi e produttivita' cioe' una vera prosperita' economica. Ma questo e' sicuramente un discorso che era gia' stato ampiamente pianificato ad alti livelli....i guadagni fatti da Wall Street e da alcune societa' legate alla Casa Bianca sono stratosferiche e scandalose. Adesso il cittadino medio ha in mano una patata bollente e non la vuole. Il punto e' che anche lui e' colpevole di aver agito in maniera insensata ed irresponsabile. Adesso tutti piangono. Ma le regole e i contratti c'erano anche 5 anni fa.
Ritornando al discorso consumo legato alle linee di credito sulla casa. Questo giochino e' finito. Con i prezzi delle case in ritirata strategica e con gli aumenti dei tassi sui mutui variabili la festa e' ufficialmente finita.  Secondo punto da considerare e' la confidenza del consumatore sul propio futuro e su quello della economia USA e mondiale. Adesso tutti sono preoccupati e vedono un futuro incerto e nero. Questo vuol dire meno consumi e conseguente rischio di recessione.

7) C'e' una tendenza stagionale nel mercato azionario. Negli ultimi 50 anni il periodo che va da fine Ottobre a fine Gennaio e' stato tradizionalmente il piu' profiquo per il mercato. Quest'anno pero' e' diverso. L'S&P500 ha perso un 5.2% da Ottobre 31 a fine Dicembre. Negli ultimi 50 anni una perdita di oltre il 4% in questo periodo favorevole e' sempre stata associata con un bear market!

8) Generalmente i tagli della Fed sono sempre stati accolti con calore e con risultati buoni da Wall Street. Vi sono pero' delle eccezioni alla regola. Questi tagli non hanno mai funzionato quando siamo stati in presenza di una bolla speculativa importante ed in fase di sgonfiamento. Successe durante la Great Depression e recentemente durante la fine della bolla internet con la recessione che inizio' a inizio 2001. In entrambe quelle occasioni tre consecutivi tagli della Fed non produssero i risultati sperati e le borse scesero di un 10% nei successivi sei mesi. La discesa poi continuo' per diversi anni prima di trovare la base per poi ripartire (correzioni furono 89% e recentemente 49%). L'unico altro periodo nella storia che ha fatto registrare un nulla di fatto (anzi -10%) dopo tre tagli consecutivi e' adesso!
 
A questo punto e' inevitabile pensare che tutti questi fattori puntano in una sola direzione per il futuro: recessione per gli USA e conseguenze negative a livello globale.
L' S&P500 ha perso nella prima settima di Gennaio il guadagno di tutto il 2007 e con questo forte down trend e' pronto a far sparire presto anche i guadagni del 2006 e forse 2005! Spero abbiate messo delle trailing stops cosi da "bloccare" dei guadagni perche' il futuro e' sicuramente non roseo e bisogna avere il cuore forte per fare trading in questo momento. Sappiamo che vi sono cicli economici di espansione e poi recessione. Sono cicli naturali e inevitabili. Le manipolazioni del tasso d'interesse sono solo soluzioni temporanee e non fanno che rimandare il problema che non puo' che peggiorare nel lungo periodo. E' come dare ad un ubriaco ancora da bere invece di portargli via la bottiglia. Sicuramente stara' bene nel breve periodo ma il mal di testa del giorno sara' ancora peggiore a causa dell'eccesso di alcool consumato. I soldi facili non possono che portare a nuove speculazioni. Rimediare alla bolla speculativa e al problema dell'indebitamento pubblico e privato offrendo ancora piu' soldi con cui indebitarsi, mi sembra un ragionamento da manicomio criminale. A mio avviso Wall Street e la Casa Bianca possono provare a fare tutti i giochetti che vogliono con l'aiuto degli amici della Fed ma prima poi le conseguenze di questi eccessi si pagano. E si pagano ripulendo tutto il sistema con una bella recessione e il ridimensionamento degli eccessi vissuti. La gente non crede possibile che i prezzi delle case possono anche scendere ma la realta' e' che prima o poi anche questa bolla dopo quella del Nasdaq deveva sgonfiarsi.
Stiamo parlando di trillioni di dollari di speculazioni fatte in questi ultimi anni con "buchi" (a livello di perdite) di cui ancora non sappiamo la profondita' e la gravita'. Adesso Bush propone $140 billioni di incentivi economici per fare ripartire l'economia. Ma a mio avviso questo non e' sufficiente per risolvere i problemi di base ed e' solo una soluzione temporanea. I danni strutturali e fondamentali causati da in questi anni non si risolveranno facilmente. Ci vorranno anni per ripulire il sistema da questi eccessi e non settimane o mesi. Si certo l'aiuto servira' a calmare i nervi degli investitori e rallentare la inevitabile discesa per un po', ma la recessione per il 2008 e' inevitabile.
 
Previsione e investimenti consigliati per il 2008.
 
Un bear market e' definito come crollo del 20% dai massimi e sicuramente nella prima parte del 2008 ne avremo uno come previsto da oltre un'anno. Gli eventi negativi saranno all'ordine del giorno in quanto nessuno ha capito ancora bene la gravita' della situazione. La volatilita' rimarra' alta per i prossimi anni. Vi saranno rally positivi in quanto Wall Street e il governo faranno di tutto per convincere i consumatori e gli investitori che tutto e' OK e che i problemi sono risolti o sotto controllo. Tutte bugie da cui diffidare come al solito. E' logico che interventi importanti e decisi possono avere un effetto positivo sul mercato. Ma passata la "dose" il mercato riprendera' la sua inevitabile discesa fino a quando trovera' un vero bottom. Questo su e piu' giu' che su, durera' minimo un paio di anni. Ci vorrano anni per digerire questa overdose di eccesso speculativo nel campo immobiliare (vi sono record di case invendute e vuote che secondo stime importanti rimarrano sul mercato almeno tre-quattro anni).
Il mercato fara' di tutto per convincervi che tutto e' OK. Ci saranno impennate importanti che poi si riveleranno semplicemente correzioni all'interno del bear market.
 
Quando finira' il bear market? Impossibile da prevedere. Direi sicuramente che i prossimi due anni saranno anni all'insegna bear e poi si potra' rianalizzare la situazione e capire meglio se e quando il bear market finira'. Non e' il discorso di prevedere se ci saranno correzioni al ribasso importanti ma quando e quante saranno! Ne stiamo vivendo una in questi giorni con i mercati europei giu' del 5% in un solo giorno e il Dow futures che e' giu' in seduta overnight di oltre 600 punti. Domani potrebbe essere una giornata drammatica ma e' meglio che ci mettiamo nell'ordine di idee che questa probabilmente sara' la normalita' e non tanto l'eccezione alla regola.
Quello che mi aspetto e' una prima parte del 2008 molto brutto e poi come da copione un rally a fine anno per il classico rally nell'anno della elezione del presidente USA.
Ricordatevi che a Novembre si vota e i Repubblicani faranno di tutto e di piu' per stimolare l'economia e cercare di vincere le elezioni (cosa che comunque non succedera').  Sinceramente non so quanto potranno fare di fronte a un feroce bear market, un debito nazionale con spese pubbliche spaventose mascherate da finte statistiche, una economia che e' in pratica in bancarotta (nonostante Wall Street e Bush dicano il contrario) e logicamente l'incognita delle vere conseguenze della bolla immobiliare in tutti i suoi aspetti. La manipolazione delle statistiche sara' un'arma che sara' usata molto dai vari governi. Faranno di tutto per negare inflazione e ammettere che siamo in recessione. Ma visto che non siamo cechi o sordi, le cose come stanno veramente le possiamo capire anche da soli. Ricordiamoci che una recessione e' definita come un GDP negativo per due trimestri consecutivi (statistiche ufficiali). La realta' e' che gli USA sono in recessione gia' da qualche anno (diciamo almeno tre anni secondo studi non ufficiali...) e che il boom economico senza il boom immobiliare, non sarebbe mai avvenuto e adesso paghiamo tutti le conseguenze di una amministrazione incompetente e degli sciacalli di Wall Street. Il 2008 molto probabilmente finira' positivo perche' siamo in un anno delle elezioni presidenziali. Poi finiti gli entusiasmi facili, le realta' del mercato torneranno ad ombreggiare su Wall Street e sulle borse mondiali con conseguenze negative. Penso che oro e le materie prime in generale, siano ancora i settori su cui puntare nel 2008 e molto probabilmente alcuni mercati emergenti daranno risultati ancora positivi, anche se la crisi dei mutui potrebbero avere conseguenze negative globali. Vivremo sicuramente un'anno di grosse incertezze e grande volatilita'. Pensare che ancora una volta la responsabilita' di salvare la "barca" dipenda dal consumatore americano, e' una prospettiva terrificante. Il debito medio delle famiglie USA e' altissimo e la soluzione suggerita per salvare l'economia globale, e' di dare al povero Mr.Jones ancora piu soldi per indebitarsi ancora di piu'! Siamo tra la padella e la brace. Se tagliano i tassi e ricominciano il credito facile, e' probabile che l'economia e la borsa riparta anche se i problemi fondamentali rimangono invariati e sono solo rimandati. Se iniziano a far pagare i debiti e chiudere le linee di credito facili (credit crunch) si rischia di stallare definitivamente l'economia e mandarla in recessione e in depressione totale. A mio avviso e' importante che ciascuno di voi si chieda se il propio portfolio e' diversificato sufficientemente con prodotti e strumenti non correlati all'azionario e al settore immobiliare. Cioe' avere in portfolio degli investimenti che possano dare risultati indipendentemente dalla direzione che prendera' Wall Street. Io penso che una diversificazione professionale con prodotti derivati quali futures (commodities), options e forex sia l'ideale in questo momento. Per maggiori dettagli su cosa esattamente investire, vi prego di  contattarmi con una email con una breve descrizione del vostro portfolio a: usaluca@aol.com
 
Distinti saluti e buon trading e anche se in ritardo Auguri di un Felice e Prosperoso 2008!
 
Luca Facchini
 

 

San Diego, Giovedi 12 Aprile 2007.
 
 
Cari lettori,
 
Eccoci a circa sei mesi dalla mia ultima analisi e il mercato ha deciso di darmi un po' ragione anche se nei mesi scorsi alcuni di voi mi hanno rimproverato (giustamente) per aver chiamato il top del mercato verso fine Ottobre. Avevo detto che un livello oltre 12,000 e su Dow e oltre 1380 su S&P500 erano livelli difficilmente superabili e ho avuto torto. Non avevo considerato bene la liquidita' presente a livello globale e la forza delle manovre speculative pre-elezioni. Il mercato ha passato alla grande questi livelli per motivi di difficile spiegazione ma nelle ultime settimane, vi sono stati segni di debolezza ed entrambi gli indici sono tornati a testare i livelli di cui avevo parlato nell'ultima analisi. Spero siate usciti o per lo meno abbiate allegerito le vostre posizioni al top o vicino al top, perche' con questa volatilita' e' facile vedere sfumati i guadagni di parecchi mesi in pochissimo tempo. Il mercato sta facendo adesso un secondario rally che puo' permettere una buona uscita, per chi non crede completamente a questo bull market.
 
Vorrei pero' chiarire una cosa. Una cosa e' l'analisi fondamentale e macro-economica e un'altra cosa e' l'analisi tecnica e il timing di uscita e entrata dalle posizioni. Se guardiamo un qualsiasi grafico a base settimanale o anche mensile e' logico capire che il trend di lungo periodo e' ancora bull. Il fatto che io faccio analisi che possono sembrare negative e bear, non vogliono significare una uscita completa e immediata dal mercato azionario; il mio vuole essere un avvertimento (una voce diversa da quanto si sente in giro)  che forse e' meglio allegerirsi sulle azioni (sopratutto le piu' speculative) ed e' meglio una ricerca a mercati e settori finanziari piu' sicuri o investimenti alternativi. Il discorso dell'asset allocation e' complicato ma a grandi linee suggerisco sempre di non investire mai piu' del 20% del propio capitale su investimenti alternativi e ad alto rischio (vedi commodities, futures, options etc.) e il rimanente da dividere in parti uguali tra cash (money market), bonds ed azionario. Poi logicamente ognuno ha una propensione al rischio diversa e puo' modifcare queste percentuali e personalizzarle in base al capitale e all'eta'. Detto questo torniamo all'analisi dell'attuale mercato.
 
Febbraio 27 e' una data che molti si ricorderanno. Un vero mini-crash (il settimo in ordine di grandezza nella storia del Dow!) e a mio avviso un campanello d'allarme su quello che ci potrebbe aspettare in un vicino futuro. A mio avviso, ci sono troppe incertezze dietro l'angolo per sentirsi a propio agio in questo stock market. Il rischio di un crash nei mercati asiatici e in quelli emergenti, puo' avvenire in qualsiasi momento e il suo effetto domino (vedi quello che e' successo a Febbraio) e' un pericolo vero e sempre presente. Il deterioramento del campo immobiliare negli USA e la crisi del settore finanziario, sono a mio avviso solo agli inizi del loro bear market, con conseguente problemi per il consumatore USA, che da solo porta avanti l'economia USA (e di conseguenza globale?). Una recessione e' a mio avviso auspicabile per "pulire" gli eccessi di credito e di tenore di vita che si vive qui in USA. Quando? Secondo me massimo nei prossimi dodici mesi. Tutti continuano a dire che il mercato azionario e immobiliare sta solo prendendo una pausa e che bisogna sfruttare questa correzione. Puo' darsi..ma personalmente penso esattamente l'opposto. Quando il mercato inizio' la sua discesa nel 2000, vi furono violenti rally e risalite e poi discese altrettanto violente ancora verso nuovi minimi. Sto sentendo tutti i giorni stock brokers ed analisti su CNBC dire le stesse cose di 7 anni fa...e cioe' che queste, sono grandi opportunita' per comprare a prezzi piu' bassi, azioni che sono "sanissime" e senza particolari problemi!
 
Non credo che il mercato perda 500 punti in un giorno senza che vi siano dietro dei veri e gravi motivi fondamentali. Secondo me e' un segnale che il bear market e' tornato ed e' pronto a ripartire. Garanzie che questo si avveri? Nessuna. Lascio a voi il giudizio se questi livelli di valutazione e di questi prezzi di mercato hanno molto piu' spazio per salire o piu' per scendere (considerando tutti fattori negativi elencati nelle mie analisi). Il crollo del Dow e' iniziato in Cina e tutte le borse mondiali hanno corretto al ribasso. Questo dimostra che le borse azionarie sono correlate assieme e che se uno vuole diversificare veramente il propio portfolio dovrebbe ricercare strumenti, servizi e prodotti che veramente non siano influenzati dall'andamento del mercato azionario. Il mercato e' vicino a massimi storici e se sommiamo anche un' inflazione che e' secondo me, ancora senza controllo da parte della FED, un settore dell' immobiliare e dei mutui che si sta finalmente rompendo, profitti societari che iniziano o inizieranno a diminuire, dopo 18 consecutivi quarters di ritorni a due cifre, la possibilita' entro la fine del 2007 di una recessione (opinione di Greenspan non solo mia) ci rendiamo conto che il futuro non e' molto roseo. Tutti si aspettano e parlano di una economia perfetta "Goldilocks": una crescita economica con bassa inflazione, bassi tassi d'interesse e profitti societari sempre alti. Vi sono pero' segni di tempesta all'orizzonte: segnali di una potenziale recessione ci sono gia' (vedi la inverted yeld curve e un mercato immobiliare in crisi) ma nonostante questo, Wall Street fa finta di niente e rassicura tutti che il mercato azionario, e' il posto piu' sicuro dove mettere i vostri risparmi.
 
Il periodo piu' pericoloso e delicato e' propio questo. Infatti da un punto di vista storico, dal momento in cui si inizia a parlare di recessione, al momento in cui si entra veramente in recessione, il mercato ha sempre perso parecchio (di media - 43%!). Ci sono garanzie che questa correzione avvera' di sicuro? Logicamente no, ma conviene sempre pensare a qualsiasi evenienza. Le azioni finanziarie non stanno andando molto bene e questo generalmente e' un'altra indicazione di cattive notizie per il mercato. Se il petrolio continua a salire e l'inflazione non accena a calmarsi, penso che la crescita economica sara' molto limitata nei prossimi mesi (o anni). Come ben sapete i calcoli del governo USA sul livello di inflazione, sono ampiamente manipolati e sicuramente non rispecchiano la realta'. Il prezzo di aumento delle materie prime quali frumento, soia, carni hanno aumentato di parecchio i costi alimentari e la famiglia media Americana ne risente e ne risentira' sempre di piu' in un prossimo futuro. Quello che mi spaventa di piu' sono potenziali crolli tipo quello che abbiamo visto in Cina a fine Febbraio. Il mancato consumo di prodotti costruiti nei paesi emergenti e' un problema vero. I costi del petrolio e le bancarotte di molte famiglie americane attratte come dei polli nella trappola della casa facile e per tutti, non puo' che ridurre il cash che prima era disponibile per l'acquisto di tutti quei prodotti (non necessari alla vita di tutti i giorni) prodotti in Cina, India, Corea etc.
Ma per vivere bene abbiamo veramente bisogno dell'ultimo I-Pod, dell'ultima TV al Plasma, del cellulare di ultima generazione etc.?
Io non credo. Personalmente sto avendo una crisi di rigetto su tutto quello che e' high tech. E' stato creato un vortice infernale, dove ogni tre mesi nuovi prodotti sostituiscono quelli passati e non ci si ferma piu! Ancora non ho imparato ad usare la mia video camera digitale che gia' la vedo scontata del 50% e considerata di tecnologia antiquata!! Basta! Fermate il mondo, voglio scendere qua.
 
Da un punto di vista statistico vale la pena sottolineare che solo 4 bull markets negli ultimi 75 anni hanno superato la lunghezza del corrente bull e l'S&P500 sta vivendo il secondo periodo piu' lungo senza una correzione di almeno un 10%. La curva dei tassi invertita e' un'altro segnale di allarme sempre presente. In pratica, delle sette volte che dal 1965 dal 2005 i tassi del 10 anni notes sono scesi sotto quelli dei Treasury Bills a 3 mesi, per ben sei volte l'economia USA e' entrata in recessione.
Ricordiamoci poi che 3 posti di lavoro su 4 creati, negli ultimi 5 anni sono stati nella industria immobiliare. Adesso che il ciclo sembra finito e il bull market delle case si sta trasformando in un bear market, moltissimi di questi posti di lavoro sono e stanno per essere persi. Negli ultimi 40 anni, ogni recessione e' stata preceduta da investimenti negativi nel settore immobiliare residenziale e il calo dei prezzi delle case che si e' fatto registrare nel 2006 e' molto allarmante e simile a quanto avvenuto prima della Grande Depressione.
 
Ma sicuramente, la cosa che piu' mi allarma e' la similitudine tra la bolla speculativa del Nasdaq nel 2000 e quanto sta avvenendo adesso con Wall Street e l'industria dei mutui, finanziamenti, prestiti etc.
 
Forse non lo sapete ma Wall Street controlla il 60% dei prodotti finanziari e dei sottoprodotti ipotecari che hanno creato questa bolla speculativa nel campo immobiliare.
OK, durante la bolla internet vi ricordate che Wall Street tramite i propi analisti, non consigliava mai di vendere ma anzi suggeriva sempre di comprare le azioni high tech anche quando il mercato era in discesa? Il perche' era facile da capire; molte di queste societa' d'investimento avevano come clienti le stesse societa' internet e quindi per mantenere buoni relazioni d'affari e grandi guadagni per tutti (vedi IPO etc.) non rilasciavano mai un commento o un'analisi negativa su queste azioni. Poi quando la bolla scoppio' anche Wall Street fu forzata ad ammettere che quelle societa' erano dei cattivi investimenti...Adesso sette anni dopo, secondo me la stessa cosa sta avvenendo. Se consideriamo che il 60% dei 6.5 trilioni di dollari dei mutui e prestiti sono di propieta' diretta o indirettamente controllati da Wall Street, e' facile capire che nessuno andra' mai a CNBC o Bloomberg a dire che le azioni delle finanziarie sono pericolose (vedi New Century...) oppure che il settore immobiliare e' in crisi. Pensate che gli analisti e i rating services, andranno a dire la verita' sulla situazione del settore finanziamenti case? Sicuramente no! Diranno sempre che tutto e' OK oppure che e' una crisi passeggera, perche' se dicessero come stanno veramente le cose rischierebbero di creare un market crash!
 
In conclusione, si prospettano secondo me, mesi di grande volatilita' e incertezza. Non so se questo bull market potra' continuare ancora per molto ma sicuramente nessuno puo' manipolare meglio i mercati di Wall Street... quindi anche se tutte le logiche e le analisi fondamentali ci portano a concludere che un bear market e' dietro l'angolo, solo il tempo ci svelera' il destino di questi mercati.
 
 
Distinti saluti e buon trading!
 
Luca Facchini
 
 
 
 
 
 
 






San Diego, 18 Ottobre 2006

Cari lettori,
Molti si stanno chiedendo se il boom delle commodities stia gia' finendo e sopratutto si chiedono cosa sta succedendo e succedera’ sul mercato azionario visto quest' ultimo impressionante rally.
Partiamo dalle materie prime. La correzione registrata sui metalli e sui prodotti energetici sono a mio avviso solo il risultato logico di mercati che erano diventati ipercomprati e questo pullback che stiamo registrando su oro, argento e petrolio rappresentano una classica opportunita' per comprare nuovamente queste materie prime.
Nel lungo periodo i fondamentali sono forti per le materie prime e deboli per l'azionario. Mentre non vedo un calo forte della domanda di commodities in generale da parte dell'Asia (con una popolazione di 10 volte quella degli USA: 3.2 miliardi di persone) le basi fondamentali per il mercato azionario lasciano molti dubbi sulla loro solidita'. Logico, non ho la sfera magica e questo nuovo record del Dow mi ha onestamente sorpreso ma credo che il livello 12,000 sia veramente un record difficilmente battibile (1380 su S&P500) e comunque questa possibilita' di un forte rally. fino a questo livello. lo avevo anticipato nel mio articolo di Luglio 2005.
Il mercato immobiliare si sta finalmente deteriorando, l'inflazione sta aumentando, i debiti pubblici e privati degli USA sono a livelli massimi storici, gli ernings delle societa' quotate stanno diminuendo e il dollaro perde valore con conseguenze negative per Wall Street.  Gli elementi per una recessione sono tutti di fronte a noi: mercato immobiliare in calo, prezzo del petrolio sempre vicino ai massimi storici, dividendi in calo, tassi d'interesse piu' alti, prezzi della maggior parte delle materie prime sui livelli massimi degli ultimi 20 anni , tensioni geo-politiche ovunque e per finire vi e' una inverted yeld curve che ha sempre preceduto una recessione.
Il mercato e' irrazionale e a volte di difficile interpretazione. Aumento delle materie prime e tassi d'interesse e l'ombra di una alta inflazione spesso lo spaventa e lo fa crollare ma altre volte a Wall Street, decidono di ingnorare la logiche delle cose e inaspettatamente il mercato sale....(e per quelli che hanno dubbi se il mercato e' manipolato, consiglio di analizzare bene il rally fatto da tutti gli indici da tre mesi a questa parte..). Storicamente parlando, un'aumento del prezzo dell'oro e dell'argento hanno preceduto quasi sempre l'arrivo dell'inflazione. Io sono sempre della idea che prima o poi i nodi vengono al pettine, e i problemi fondamentali la faranno da padrone nel lungo termine. Questo aumento record dei prezzi degli energetici, associato all'aumento dell'oro, argento e al deterioramento del mercato immobiliare non puo' che significare un' aumento dei tassi che in parte c'e' gia' stato ed inoltre l' inflazione e' a livelli ben piu' alti di quelli che Wall Street e l'amministrazione Bush vogliono farci credere.
La famosa frase:" Ma questa volta e' un cosa diversa." l'ho sentita troppe volte e anche questa volta mi sa che costera' caro a chi ne e' convinto che, questo e' l'inzio di un nuovo bull market; purtroppo l'esperienza delle dot.com non e' servita a molto e il mercato immobiliare ne e' la prova.... Logicamente parlo della realta' USA, ma so che vi sono paralleli simili in altre parti del mondo (UK e Australia per esempio). Continuo ad essere della idea che siamo in una situazione simile al picco del 2000, anche se per motivi diversi, e una seria correzione e' a mio avviso dietro l'angolo. Ricordatevi che le trappole sono la specialita' di Wall Street!  Personalmente ritengo che questi nuovi massimi siano dovuti a semplici manovre politiche pre-elezioni. Trovo molto strano che a un mese prima delle elezioni di mezzo termine, il petrolio e vari prodotti energetici improvvisamente fanno nuovi minimi mentre la borsa fa registrare nuovi massimi e faccio fatica a credere che queste sono solo coincidenze (leggi mercati manipolati dai grossi interessi dell'amministrazione repubblicana: petrolio, armi e finanza).
A proposito vi e' un'altra fase famosa da tenere sempre in mente:"The market can stay irrational longer than you can stay solvent." by Keynes . In pratica attenzione a fissarsi con una idea o una analisi di mercato perche' anche se avete ragione e il mercato non dovrebbe avere un certo tipo di comportamento, alla fine il mercato ha sempre ragione e ha una forza illimitata mentre il vostro conto ha invece ha un potere limitato. Per vedere un'esempio di questo tipo di rischio e comportamento anche tra i professionisti basta ricordare il crack di LTCM e ultimamente dell'hedge fund Amaranth Advisors ($9.50 billions sotto amministrazione)  che ha deciso di prendere posizione opposta alla discesa del Natural Gas perdendo oltre il 60% in tre settimane. Questi fondi erano gestiti da alcune tra le migliori menti del mondo (scienziati, premi nobel, professori e traders famosi...).
C'e' una regola di massima che dice che se il "chip sector" va bene allora il mercato e' pronto a partire per un sano rally ma se i "chips" sono deboli, allora gli investitori dovrebbero essere molto cauti a speculare ed investire in borsa. Qualcosa di strano sta accadendo in questi mesi. Mentre il Dow e l'S&P500 stanno facendo registrare record su record il Philly Semiconductor Index , appare molto affaticato...quindi occhi aperti perche' le cose potrebbero non essere cosi positive come CNBC e il Wall Street Jourmal vi vogliono far credere, e una correzione molto forte, potrebbe accadere gia' nelle prossime settimane (probabilmente dopo le elezioni di inizio Novembre). Settembre/Ottobre statisticamente e' il periodo debole e pericoloso per Wall Street e mi viene da pensare che abbiano deciso semplicemente di "spostarlo" avanti un mese o due, per permettere a Bush & company di apparire "vincenti" durante il periodo elettorale. Se questo e' la verita', la sapremo solo nelle prossime settimane.
A mio avviso siamo veramente, vicini al top per i vari mercati. Vi sono degli interessanti paralleli tra il comportamento del mercato in questo periodo e quello del bear market degli anni settanta. Allora come adesso, il mercato fece registrare nuovi massimi assoluti, per poi correggere al ribasso di un 40% per poi ritornare vicino ai massimi e scendere ancora di un 35%. Se la gente iniziera' ad aprire gli occhi e a capire che l'economia e gli USA, per tutti i motivi sopra elencati non possono avere un periodo facile in un prossimo vicino futuro, allora forse vedremo una correzione simile a quella fatta regitrare negli anni settanta, con il Dow che corregge di circa un 35% dagli attuali livelli. Sfera magica? Non ce l'ho e non credo nella capacita' di predirre il futuro, ma quello che cerco semplicemente di fare e' pensare indipendentemente e capire se ci sono dei paralleli storici simili al comportamento attuale dei vari mercati finanziari.
Da un punto di vista tecnico, va fatta rilevare la divergenza tra l'S&P500 e il Dow che continuano a far registrare records, e il Dow Jones Trasportation Average; questo evento rappresenta secondo la teoria Dow un segnale sell. Questa divergenza dura oramai da 5 mesi, ed e' a livello di timing simile al sell (segnale di vendita o correzione al ribasso) signal del top del 2000 e del buy del 2003. Ritengo che il mercato azionario sia poco raccomandabile come investimento di lungo termine per tutte le ragioni tecniche e fondamentali elencate in questa analisi e in quelle precedenti. Logicamente nel medio-breve periodo il mercato puo' decidere di comportarsi in maniera completamente irrazionale ma dubito fortemente che nel lungo periodo possa continuare a fare  registrare nuovi records, senza prima aver preso una seria pausa di riflessione. Mi prendo comunque tutte le mie responsabilita' e non voglio trovare scuse. Essere stato completamente negativo e bear in questo ultimo periodo sicuramente non mi ha aiutato molto a livello di immagine.... Ho ricevuto diverse emails che mi facevano notare come avessi sbagliato a essere bear nelle mie analisi di questi ultimi due anni. In parte e' vero e accetto le critiche. Ma il mio obbiettivo e le mie analisi sono di lungo periodo. Vorrei ricordare che solo adesso il mercato ha superato i massimi del 2000. In pratica sono sei anni che il Dow non produce risultati concreti e gli altri indici sono ancora sotto i massimi. Rimango convinto che siamo in un serio bear market. Non vi sono ancora elementi sufficienti per convincermi del contrario. Diversi hedge funds sono stati presi di sorpresa da questo rally e c'e' stato anche molto short covering che ha aiutato ad alimentare questo rally. Da notizie che ho avuto questo rally comunque e' solo di origine istituzionale. In pratica il pubblico e i piccoli investitori non sono responsabili di questo rialzo e qui ognuno puo' trarre le conclusioni che vuole...
Se volete commentare le mie analisi o se siete interessati a sapere dove consiglio di fare investimenti o speculazioni di breve termine vi prego di mandarmi una email con le vostre esigenze e le caratteristiche del vostro portfolio.
Grazie e a presto.
Luca Facchini-CTA
www.usagalileo.com

San Diego, 31 Gennaio 2006.
Partiamo in questa analisi, esaminando le prestazioni di Wall Street nel 2005. Il Dow Jones ha concluso a -0.34%, l' S&P500 ha chiuso a +3.50% e il Nasdaq a +4.8%. Questi risultati sono perfettamente il linea con quanto avevo previsto esattamente un anno fa, nelle mie ultime analisi di Febbraio e Luglio 2005. Infatti molti avrebbero potuto ottenere piu' o meno gli stessi risultati, piazzando il capitale in investimenti molto piu' sicuri (vedi money market accounts, buoni del tesoro e savings accounts) oppure ottenere di piu' con alcuni investimenti alternativi che ho suggerito ad amici e clienti.
Vi sono state diverse borse mondiali che hanno fatto buoni risultati nel 2005 (vedi diverse borse dell' America Latina, Brasile, Giappone, Corea del Sud, etc.) ma non so quanti siano in stati in grado di approfittare di questi mercati internazionali anche se mi auguro il contrario.

Nel 2005 anche diverse commodities quali petrolio, oro hanno ottenuto buoni risultati. In generale infatti molte commodities sono aumentate di prezzo (vedi rame e prodotti petroliferi e in questi giorni lo zucchero a livello record) e questo a mio avviso significa che siamo in un bear market caratterizzato da inflazione, nonostante i vari governi con le loro "manipolate" analisi statistiche ci vogliono fare credere il contrario... Uno dei migliori indicatori per misurare l'inflazione, come vi avevo gia' detto in precedenza, e' dato dall'indice CRB il quale e' in costante aumento (soprattutto negli ultimi sei mesi). Inoltre l'oro e molti altri metalli preziosi sono in aumento indicando inflazione e incertezza sul futuro del mercato azionario e del clima geopolitico globale. Ricordatevi infatti che l'oro, rimane sempre il principale bene di rifugio in momenti di crisi sia economica che politica. Visti i risultati di GE e Citigroup di questi giorni e il comportamento del comparto finanziario di Wall Street in generale, e' possibile trarne indicazioni che fanno pensare ulteriormente alla presenza e allo sviluppo di un mercato bear caratterizzato da forza inflazionista.
Capitolo dollaro. Negli ultimi dodici mesi ha mostrato segni di ripresa in quanto, l'aumento dei tassi da parte della Fed, ha attratto molto capitale straniero. Purtroppo il debito del governo USA e' sempre piu' senza controllo. L'amministrazione Bush continua a dire che i debiti pubblici non sono piu' importanti come una volta ma molti economisti e molta persone di buon senso la pensano esattamente al contrario. Anche solo da un punto di vista logico, diventa impossibile capire la razionalita' di questa teoria e su quali basi un debito di tali dimensioni (si parla di 65 trilioni di miliardi) possa essere salutare agli USA... In poche parole, la crescita degli USA e' attorno al 3-4% annuo mentre il debito cresce del 7-8% e cio' puo avere solo due conseguenze sul dollaro: un crollo verticale oppure lo si tiene gonfiato artificialmente per continuare ad attrarre capitale. Il Dollar Index e' piu' alto di un anno fa e cio' significa che il dollaro ha guadagnato  nei confronti di tutte le maggiori valute (Euro, Yen, etc.) e ripeto l'unico motivo dietro questa rivalutazione del dollaro e' data dall'aumento dei tassi d'interesse qui negli USA e non da una sana ripresa economica. I soldi (i grandi capitali istituzionali) sono attratti da valute con alti tassi d'interesse. La FED pero' si trova qui pero' ad un bivio. Aumento dei tassi vuol dire sostenere un dollaro forte ma aumento di tassi vuol anche dire correre il rischio di fare esplodere la bolla speculativa sull' immobiliare (che ricordo e' stata l'unica cosa a tenere a galla l'economia interna degli USA in questi ultimi anni) e inoltre corre il rischio di danneggiare Wall Street....Oro in salita da Maggio (+15%) e dollaro in salita da quasi un'anno, sono due elementi che fanno pensare solo ad inflazione e alla conferma del bear market che e' iniziato nel 2000 dopo il crollo della bolla Nasdaq. Il debito pubblico continua a salire e cosi' pure quello del settore privato e questi fattori negativi stanno crescendo piu' velocemente rispetto all'economia e agli stipendi medi. Qualcosa deve succedere per portare in equilibrio questa situazione sempre piu' insostenibile ma il problema e' che non sappiamo esattamente quando quel qualche cosa avverra'....Vi prego pero' di non scoraggiarvi troppo, in quanto esistono sempre modi per guadagnare anche se dovesse partire una serie correzione a Wall Street o una recessione globale. La mia figura professionale di broker e CTA potra' infatti essere di molto aiuto a coloro i quali, avranno la forza di mettere da parte paure, dubbi e altre emozioni negative e avranno la forza di aprire la mente verso investimenti alternativi spesso sconosciuti in Italia ma che sono a parita' di rischio, in questo momento, quanto di meglio esiste sul mercato finanziario.
Per capire l'andamento del mercato e' importante capire la sua storia passata. Il mercato si muove tra primari cicli bull e primari cicli bear. A mio avviso ci troviamo in un primario bear market, appunto iniziato nel 2000 dopo che il piu' grande ciclo bull dell storia aveva finito il suo corso. Dal 1982 al 2000, chi ha investito nel campo azionario ha fatto sicuramente molto bene. Quello che vogliono convincervi a credere in banca o alla TV, e' che questo bull market non e' mai finito o se e' finito, e' gia' ricominciato. Purtroppo il gioco non funziona cosi...dopo un sostenuto bull market arriva, inevitabile, il mercato bear. Chi mi segue sa che dico questo da diversi anni. Dopo che il mercato ti abitua a continui guadagni, anno dopo anno, sembra impossibile che improvvisamente smetta di produrre risultati positivi. Il mercato bear pero' ha come caratteristiche il fatto di far guadagnare pochissimo o niente per lunghi periodo di tempo (storicamente fino a vent'anni). I mercati bear sono pero' anche molto ingannevoli, perche' all'interno del ciclo, ci possono essere anni con guadagni incredibili anche del 40% seguiti pero' da anni con perdite del 50% o piu'. Nel passato, si e' notato come ci sia una correlazione tra la lunghezza del ciclo bull e la durata del ciclo bear e per esempio tornando indietro nel tempo, abbiamo avuto i picchi principali del mercato bull nel 1901, 1929 e 1966 e nei susseguenti bear markets, i ritorni annui medi si sono aggirati da +2% a -0.50% per periodi medi di ciclo di una ventina di anni.
E' facile capire perche' la stampa e gli esperti del settore azionario, sono convinti che questa volta sara' un ciclo e una storia diversa. Vi sono interessi enormi a far si che la macchina di Wall Street (a mio avviso il piu' grande casino' del mondo) continui ad attirare nuovi polli da spennare...Non fatevi ingannare dalle facili sirene..siamo in mezzo ad un bear market con tutti i pericoli che ne conseguono. I grandi rally (tipo quello di questi mesi o dal bottom del 2002) serviranno a convincere i nuovi arrivati che il bull market e' ripreso e il bear e' finalmente morto.... ma attenzione che quelle sono trappole essenziali per Wall Street! La loro filosofia e' semplice: sell high (a voi) e buy low (loro)!! Non penso che i giochi siano cambiati di molto negli ultimi cento anni. Esempio: durante i ventisette mesi a partire da Aprile 1930 ci furono sette importanti rally che di media fecero registrare guadagni del 24%.
Nonostante questi rally intermedi, ci vollero ben 25 anni per il mercato per raggiungere e superare il massimo fatto registrare dal precedente bull market. Altro esempio e' dato dal rally che occorse durante il bear market degli anni settanta. Dopo il declino del periodo 73-74, l' S&P500 incremento' il propio valore del 47% da Settembre 1974 a Dicembre 1976. Tutti erano convinti dell'arrivo del nuovo bull market ma era una trappola. Nei seguenti sei anni il mercato crollo' di un 40% facendo registrare il minimo a Luglio 1982, quando poi inizio' finalmente il nuovo vero bull market. Il rally che abbiamo avuto di circa il 50% da Ottobre 2002 a Novembre 2005 non e' altro che il classico rally/trappola del mercato bear, il quale ha tutta intenzione a mio avviso di riprendere il propio ciclo nel 2006!
Caratteristiche generali del mercato bear: va su, va giu', va laterale ma in pratica per lunghi periodi di tempo non va da nessuna parte. Non e' forse questo l'andamento che ha fatto registrare Wall Street dopo il picco di inizio 2000? Sei anni fa il Dow era a 10,717 esattamente dove ha finito il 2005! Il Dow ha fatto registrare un ritorno annuo medio di -0.35% perfettamente in linea con i precedenti cicli storici! Quando dicevo queste cose qua 5 anni fa, durante un paio di seminari e attraverso alcuni articoli, diversi clienti e lettori (probabilmente arrabbiati per i soldi persi con il Nasdaq) mi derisero e mi assicurarono che il bear market era destinato a durare pochi mesi e che presto avremmo avuto nuovi massimi su tutti gli indici. Quindi colgo l'occasione per lanciare una nuova "sfida" e fare una nuova predizione per il mercato azionario. Credo fermamente che tra altri 5/6 anni il mercato (inteso come Dow Jones ed S&P500) sara' attorno ai livelli attuali anche se prima pero' avra' fatto un puntatina ai minimi fatti registrare nel 2002.
Non sono un amante dell'analisi fondamentale ma e' indubbio che i P/E di quasi tutte le azioni sono ancora troppo alti per pensare ad un'avanzamento solido del mercato. A questi livelli di P/E e' meglio parcheggiare i soldi in money market funds o trovare altre soluzioni alternative d'investimento, perche' storicamente per almeno 10 anni da questi livelli di valutazione, il mercato non e' capace di produrre niente di buono. Il fatto che i prezzi di alcuni azioni sono piu' bassi rispetto ai loro massimi, non e' un motivo buono per comprarle! Storicamente il P/E per le azioni dell'S&P500 sono attorno ad un 15 ma attualmente siamo ancora a livelli troppo alti:25! Ripeto: diversi esperti concordano sul fatto che da questi livelli di P/E l'S&P500 non potra' fare registrare che ritorni medi attorno allo 0.50% per almeno una decina di anni.
Vi sono diverse spade di Damocle che penzolano su Wall Street: il prezzo dei prodotti petroliferi molto alti, i tassi d'interesse in costante aumento, inflazione, debiti a livelli record dell'Americano medio, il mercato immobiliare che si sta finalmente raffreddando e i profitti delle societa' pubbliche che iniziano a mostrare segni negativi. Secondo me il mercato si comportera' come ha fatto negli ultimi due anni, fino a quando tutti i fattori sopra elencati entreranno seriamente in gioco e a quel punto una seria rottura al ribasso sara' inevitabile.
Tra tutti i fattori negativi che pesano sul mercato sicuramente il piu' importante e' quello del settore immobiliare. Un crollo o una seria correzione dei prezzi delle case, avra' un diretto impatto negativo sulla confidenza dei consumatori e sulla loro capacita' di spendere. L'economia americana (e globale) in questi anni di falso benessere, e' rimasta in piedi solo grazie al consumatore Americano il quale attraverso continui apprezzamenti del valore della propia casa e' riuscito ad utilizzare la propia abitazione come una specie di bancomat. Quando pero' il mercato immobiliare smettera' di salire e di conseguenza l'Americano medio smettera' di spendere soldi che non ha, allora a quel punto, il principale supporto dell'economia svanira' e la conseguenza non puo' che essere un crollo del mercato azionario e l'inizio di una recessione.
- Il continuo aumento del petrolio ha effetti negativi facilmente palpabili. Esempio: se prima per fare il pieno all'automobile mi servivano $20 e adesso mi costa $60 quella differenza di $40 non posso spenderla per comprare magari un maglietta che mi piace o per andare fuori a cena. Di conseguenza sono soldi che se ne vanno fuori dalla crescita economica degli USA (ma aumentano la crescita degli assurdi guadagni delle compagnie petrolifere e di tutte le societa' che ci girano attorno...guarda un po' i principali sostenitori della campagna politica del partito repubblicano e di Bush..strana coincidenza non trovate?). Volete un dato di fatto? Piu' di 3 miliardi di Asiatici consumano meno petrolio degli USA (290 milioni di Americani). Sfortunatamente non vi sono stati nuove scoperte di giacimenti petroliferi da parecchi anni e assommando a questo le tensioni (a mio avviso probabilmente volute dall'amministrazione Bush per chiari motivi economici e strategici) nel Medio Oriente, cio' fa si che questi alti prezzi, saranno destinati a rimanere qui per molto tempo. Anzi se dovesse esserci una guerra con l'Iran (quasi inevitabile secondo me) non mi stupirei di vedere raddoppiare o triplicare gli attuali prezzi del petrolio.
- Il discorso inflazione e' anch'esso molto chiaro. Nonostante i governi sono sempre pronti a dire che l'inflazione e' sotto controllo, penso sia chiaro a tutti che il costo della vita e' in continuo aumento, qui come in Europa. Tutte le commodities piu' importanti (materie prime) sono in aumento costante da diversi anni a questa parte: rame, argento, petrolio, gas metano, zucchero, etc. Quindi con queste importanti materie prime ai livelli massimi degli due o tre decenni non vi sono scuse l'inflazione e' qui e secondo me aumentera' ancora nel lungo periodo. Vi possono essere argomentazioni anche per una eventuale recessione deflazionistica ma per adesso le forze inflazionistiche sono a mio parere superiori.
- Il mercato immobiliare sta mostrando segni di cedimento. Nonostante quello che dicono i dati ufficiali provate ad aprire qualsiasi quotidiano e noterete un numero spropositato di offerte immobiliari. Inoltre i prezzi sono ancora completamente sproporzionati rispetto allo stipendio medio e quindi non possiamo che dedurre che i prezzi si devono almeno fermare se non correggere seriamente al ribasso. Nota bene che non possiamo generalizzare questa previsione per tutte le realta' mondiali. In UK magari siamo gia' avanti di sei mesi rispetto agli USA e l'Australia magari arrivera' tra due anni ma una cosa e' sicura, questi prezzi e soprattutto gli apprezzamenti annui a due cifre non sono piu' sostenibili. Nei prossimi anni potremmo avere un'effetto a catena tipo quello che e' avvenuto in Giappone agli inizi anni novanta. Il motivo per cui la gente qui compra case (e penso anche in Europa a questo punto) non e' tanto per andarci ad abitare diciamo per i prossimi dieci o vent'anni, ma compra case e terreni per speculare; questa del campo immobiliare e' diventata la nuova internet-mania. Cioe' un modo facile per fare soldi. Tutti sono convinti che i prezzi delle case (come nel 1999 i prezzi delle dot.com) non possono che salire e non possono scendere... mai. Questa e' la convinzione di tutti coloro con cui parlo. Compro adesso perche' tra due anni rivendo ad un prezzo piu' alto. Ma se vi fermate solo un minuto vi rendete conto che non ha senso. Nel Giappone alla fine degli anni ottanta e inizi novanta vi fu una bolla speculativa immobiliare che ha una forte somiglianza con quella sviluppatasi in USA. La caratteristica di una bolla (sia essa immobiliare o mobiliare) e' sempre la stessa: i prezzi non possono diminuire anzi possono solo aumentare; se provi a convincere qualcuno del contrario, la frase che si sente piu' spesso e' sempre quella...questa volta e' differente rispetto al passato. Puo' darsi che abbiano ragione loro (tutto e' possibile) ma sono convinto che tra qualche anno guarderemo indietro a questo periodo come una delle piu' grandi bolle speculative immobiliari di tutti i tempi. Purtroppo le conseguenze non saranno solo a livello locale ma anche a livello globale. Ricordate che se gli Americani smettono di comprare....la Cina, l'Europa e il Giappone a chi vendono i loro prodotti?
Il problema e' nato da quando Mr. Greenspan e gli altri geni alla Casa Bianca hanno deciso di abbassare i tassi a livello praticamente zero per aiutare gli USA ad uscire dalla recessione e della crisi psico-economica derivata dall'attacco dell'11 di Settembre. C'e' stata una inondazione di facile credito (e ancora esiste) che ha fatto qualificare per l'acquisto di case gente che non dovrebbe avere neanche un conto corrente postale. Qui e immagino anche in Italia oramai, e' tutto "compri adesso e paghi quando vuoi (inteso tra diversi anni)" con carte di credito offerte a tutti senza particolari pre-requisiti a livello di collaterali. Un meccanismo infernale che funziona bene fino a quando l'economia tira....e i tassi sono bassi. Ma questa non e' una speculazione fatta con azioni Nasdaq. Qui la cosa e' molto piu' seria. Quando scoppio' la bolla Nasdaq, molte persone furono coinvolte ma erano esposte con cifre marginali e comunque come percentuale della popolazione erano una minoranza. Qui il discorso e' diverso. Questa bolla, quando e se esplode, rischia di coinvolgere il 60% della popolazione USA e ancora di piu' rischia di mettere a rischio il sistema bancario e finanziario americano. Tutti questi nuovi tipi di mutuo sulla casa, hanno si fatto acquistare case a quasi tutti ma allo stesso momento chi e' esposto sono le istituzioni finanziarie che hanno finanziato almeno il 95% del valore dell'immobile. Troppe persone qui si sono fatte abbindolare e hanno comprato propieta' che a conti fatti, non potrebbero permettersi, sempre pero' nella speranza di continui apprezzamenti futuri. Quando in Giappone inizio' la recessione e i prezzi delle case iniziarono a scendere molti Giapponesi, non potendo permettersi piu' i pagamenti mensili, decisero di vendere tutti assieme creando un'aumento enorme dell'offerta. Dal 1991 (punto massimo di valutazione e top della bolla) all'anno scorso, il prezzo medio delle case ha perso il 64%! Questo continuo calo del settore immobiliare ha avuto come ben sappiamo un'effetto disastroso sull'economia Giapponese e sul suo settore azionario (ne consegui' una lunga recessione da qui solo adesso il Giappone sembra uscirne con un calo del 50% del valore del Nikkei). Come ultima nota...il prezzo della terra in Giappone oggi vale circa la meta' del prezzo fatto registrare al top nel 1991!
Personalmente credo che il 2006 rappresentera' il top della bolla immobiliare USA e che le conseguenze saranno gravi. Vi prego non ditemi che non vi avevo avvertito! L'eccessivo leveraggio e le valutazioni al di fuori di ogni logica nel campo immobiliare, sono destinate a rientrare in parametri normali e di conseguenza cio' attacchera' la confidenza del consumatore (che spendera' meno in cose che comunque non gli servono e che forse iniziera' a risparmiare invece di spendere piu' di quanto guadagna!) con conseguente entrata in recessione dell'economia USA e logica seria correzione di Wall Street. Logica domanda: quando? Senza sfera magica diventa impossibile darvi le date esatte ma direi che i prossimi diciotto mesi sono critici. Se devo essere ancora piu' preciso direi che verso la fine di quest'anno (estate/autunno) potrebbe essere l'inizio della resa dei conti....
- Uno degli avvenimenti piu' importanti a cui stiamo assistendo in queste settimane e' la cosiddetta "Inverted Yeld Curve". In parole povere, i tassi d'interesse dei buoni del tesoro decennali (10- year U.S. Treasury Notes) sono piu' bassi rispetto ai buoni del tesoro biennali (2-year U.S.Treasury Note)! Una inversione della curva di questo tipo avviene quindi quando i tassi d'interesse di lungo periodo sono piu' bassi di quelli di breve periodo. Questo fenomeno e' un forte indicatore che storicamente ha preceduto periodi di recessione. Studi della Federal Reserve e altre fonti indipendenti hanno dimostrato che una inversione della curva di questo tipo ha preceduto sei recessioni dell'economia USA dal 1970 ad oggi!
Il mercato ha chiuso la settimana di fine Gennaio in maniera forte e il Dow Jones si riavvicina al livello 11,000 un livello non visto dal 2001. Molti analisti sono logicamente convinti che questo sia l'inizio del nuovo bull market iniziato nel 2002. Io come al solito prendo la posizione opposta. Questo livello e' a mio avviso insostenibile per lunghi periodi di tempo (come gia' dimostrato nel passato) e questo rally mi sa tanto di trappola per polli. Gli istituzionali sanno meglio di tutti che l'economia non ha sane fondamenta e stanno, a mio avviso, vendendo al pubblico su questo rally cosi come hanno fatto per tutto Novembre e Dicembre. In pratica stanno scaricando la patata bollente all'ignaro e incolpevole investitore. L'S&P500 e il Nasdaq sono ancora molto deboli se li confrontiamo con i loro massimi e il Dow a questi livelli, segnala una divergenza con gli altri indici, non sana da un punto di vista tecnico. Il Russell inoltre e' destinato a subire piu' di ogni altro le conseguenze di un'aumento dei tassi d'interesse e di una recessione in quanto, le piccole societa' hanno bisogno piu' di altre di continue linee di credito. Il mio consiglio e' di alleggerire o prendere profitti al piu' presto sui vostri investimenti in borsa. Qui siamo al top del bear market e non all'inizio di un nuovo bull market!
Logico che tutti gli istituzionali e l'indotto (brokers, banche, giornali, tv, governo, etc.) devono sempre dipingere la situazione come rosea e tranquilla. Ognuno deve fare il propio interesse e tirare l'acqua al propio mulino...ma il mio consiglio professionale e' di non credere a nessuna previsione bullish per il 2006! La forza che gli indici (soprattutto il Dow) stanno dimostrando e' causata solo dalle conseguenze della bolla speculativa immobiliare. Nei prossimi mesi quando i consumatori inizieranno a convincersi che esiste la concreta possibilita' di una vera recessione (verso fine 2006 o al piu' tardi nei primi sei mesi del 2007) le conseguenze saranno gravi per Wall Street. La psicologia del mercato che porta ad una recessione e' infatti piu' devastante della recessione stessa. Panico e psicologia negativa delle masse possono causeranno molta volatilita' nel 2006, soprattutto se dovesse esserci (speriamo di no) un nuovo attacco terroristico o un'azione militare verso Siria o Iran e purtroppo da un punto di vista storico, possiamo aspettarci un calo medio del 40% del mercato azionario in un clima di panico e di pre-recessione.
Perche' ritengo che le commodities e le gestioni professionali delle stesse siano la via del futuro? Semplice, il mercato azionario e' piu' basso adesso rispetto a 5 anni fa e a mio avviso siamo nel bel mezzo di un bear market. Al contrario le commodities dopo essere state per molti anni dormienti, sono in mezzo ad un importante bull market. Non tutte ovviamente ma a turno sono convinto che tutti le varie materie prime si sveglieranno, offrendo molte piu' potenzialita' a parita' di rischio in confronto del mercato azionario. Inoltre ricordatevi che con i prodotti derivati (futures e options) e' possibile speculare anche al ribasso e quindi avvantaggiarsi anche di periodi negativi delle materie prime.
Durante l'ultimo secolo abbiamo avuto solo 5 bull markets in commodities (in pratica uno ogni 20/30 anni). Generalmente un'aumento dell'inflazione e' stata la miccia che ha fatto esplodere questi mercati. Considerando che, non penso, che la vera inflazione sia ancora arrivata e che la domanda da parte della Cina e di India per quasi tutte le materie prime e' in continuo aumento, e' logico aspettarsi che le commodities sono l'investimento del futuro! Adesso come adesso il petrolio, l'oro, il rame e l'argento sono sulla bocca di tutti ma non dimentichiamoci che un grande numero di materie prime sono ancora vicine a minimi storici e rappresentano ottime opportunita' speculative. Il mio consiglio, per chi e' interessato a questo tipo d'investimenti e' di affidare il propio patrimonio in gestione ad un CTA (Commodity Trading Advisor) o comunque investire seguendo i consigli di chi e' esperto e lavora nel settore da tanti anni. Questi mercati possono essere letali se non si sa come gestirli correttamente ma possono dare grandi soddisfazioni, se affrontati nella maniera giusta. Quindi se avete domande o richieste, sono a vostra disposizione per discutere le vostre esigenze patrimoniali e vi prego di contattarmi via email a luca@usagalileo.com
Immaginate l'Asia come un grande tornado e le vittime risucchiate nel vortice, sono le commodities. La continua crescita delle economie asiatiche (Cina in particolare) hanno proiettato a nuovi massimi assoluti il rame e il petrolio e altre materie prime, hanno raggiunto prezzi non toccati da decenni: oro,argento,platino,zucchero,succo d'arancia e prezzo dei bovini. Io mi aspetto un continuo aumento di richiesta dall'Asia per anni a venire per due motivi: la continua crescita economica (anche nel caso di una recessione USA) e il conseguente aumento dello standard di vita di quelle popolazioni. Ricordate quanto detto prima: gli USA con circa 300 milioni di abitanti ma consumano piu' materie prime (vedi petrolio e derivati) rispetto all'Asia che ha una popolazione di oltre dieci volte tanto! I mercati, sia quello azionario che quello delle materie prime si muovono in cicli. Purtroppo questi cicli sono spesso dimenticati anche perche' sono a volte molto lunghi e ci si aspetta che continuino per sempre. L'ultima volta che abbiamo avuto un ciclo bull sulle commodities molte persone in Italia non speculavano ancora in borsa e tanto meno sulle materie prime (parlo degli inizi anni settanta). Oggi con l'avvento di internet (e con la libera circolazione dei capitali) e' pero' possibile speculare e partecipare in questi mercati considerati una volta intoccabili e/o non esistenti per il normale investitore.
Il bear market delle materie prime, inizio' agli inizi degli anni ottanta, quando i metalli preziosi (oro e argento) subirono un tracollo significativo, ed esattamente in quel periodo inizio' il bull market del mercato azionario. Il ciclo non ha cambiato direzione fino al crollo del Nasdaq (2000) quando le commodities, finalmente, toccarono il fondo e le azioni toccarono il top. Da allora, i principali indici azionari non hanno combinato nulla di buono mentre gli indici che seguono le materie prime, hanno fatto registrare nuovi massimi anno dopo anno (rileggetevi sulla mia home page l'articolo che scrissi a Dicembre 2003). Se guardiamo la cosa da un punto di vista storico, ci rendiamo conto che questi cicli sono solo agli inizi. Infatti un ciclo bull market o un bear market (sia in commodities che su azionario) ha di media la stessa durata e cioe' circa 20 anni. Se la storia si ripetera' ancora una volta e' facile concludere che siamo ancora alle prime fasi del ciclo bear su azionario e del ciclo bull sulle materie prime!
Riassumendo, verso la seconda parte del 2006 dovremo avere una correzione al ribasso (al massimo inizio 2007) sempre che non vi siano nuovi inaspettati eventi (influenza aviaria, Iran?) gia' quest'anno e a quel punto potremmo assistere a perdite considerevoli gia' nei prossimi mesi. Se non vi sono particolari eventi il mercato dovrebbe chiudere in maniera simile al 2005 con perdite o guadagni attorno ad un 5% ma ripeto, penso che inevitabilmente i nodi verranno al pettine entro il 2007 con inflazione, petrolio, mercato immobiliare come motivo principale per una recessione con conseguente correzione del mercato azionario.
La domanda da porsi e il succo del discorso e' semplice: conviene investire in un settore finanziario che potenzialmente potrebbe avere, nei prossimi due anni un ritorno negativo che va da -20% a -40% per sperare di poter portare a casa, nella piu' rosea delle aspettative, un ritorno del 5%? Io penso che il gioco non valga la candela (sicuramente con la maggior parte del vostro portfolio). Se credete nella mia previsione di mercato laterale con tendenza al ribasso per almeno un'altra decina di anni, la cosa importante da fare e' cercare investimenti alternativi e validi. Domanda: quali? Visto che siamo vicini (per lo meno qui in USA) al picco della bolla speculativa immobiliare, quel settore e' oramai troppo rischioso per essere considerato. Se una persona vuole sopravvivere e sperare di guadagnare qualcosa nel campo mobiliare nei prossimi anni, deve convincersi che siamo ancora in un bear market (e i fatti che ho esposto penso, lo dimostrano) e di conseguenza l'attento investitore, deve bilanciare il propio portfolio con investimenti alternativi. I mercati che sono a mio avviso piu' promettenti sono i mercati delle commodities (materie prime quali: oro, argento, zucchero, soia, etc.) e il mercato valutario speculando su diversi cross quali Euro/US$, US$/Yen, etc.
Alcuni di voi a questo punto,si staranno chiedendo le solite domande: come faccio a partecipare in questi mercati? E' possibile investire e speculare da soli? Esistono gestioni professionali su questi mercati in quanto non ho il tempo ne' la conoscenza tecnica e pratica per fare trading da solo?  Se siete interessati a conoscere alcune di queste proposte (investimenti alternativi con bassa volatilita' e potenzialita' di ritorno a due cifre) o semplicemente commentare la mia analisi vi prego di contattarmi senza esitazione via email a luca@usagalileo.com
Distinti saluti e tanti auguri di un felice e prosperoso 2006!
Luca Facchini - CTA
www.usagalileo.com

 

 

 

 

 

 

 


AGGIORNAMENTO SEMI-ANNUALE DELLA SITUAZIONE DI MERCATO NEGLI USA 

 

San Diego, 21 Luglio 2005.

Il mercato continua il trend (o per meglio dire il non trend) degli ultimi 18 mesi e cioe' movimento solo laterale e senza guadagni. Consideriamo solo il fatto che nel 2004, da inizio anno fino agli inizi di Novembre, l'S&P500 cash e' rimasto in un trend di circa 100 punti (1060-1163) e quest'anno siamo sulla stessa strada con un range che va da 1136 a 1236. Nel 2000,2001,2002 e 2003 i ranges erano stati rispettivamente di 300,400,400,300 punti! Questo spiega facilmente perche' molti sistemi di day o swing trading, hanno smesso di funzionare negli ultimi due anni e perche' e cosi' difficile estrarre guadagni da questo tipo di mercato...(a dire il vero ci sono metodi e modi per guadagnare anche in questo tipo di mercato e per scoprirli vi prego di continuare a leggere questo articolo).

In linea di massima, mi azzardo a dire che un rimbalzo da un minimo di 7000 ad un massimo di 12,000 e' quanto ci possiamo aspettare per i prossimi 10 anni. Durante un mercato bear caratterizzato da inflazione, secondo i miei studi, la possibilita' di una lateralita' prolungata e' molto elevata. Nonostante i principali indici sono in uptrend in queste settimane, penso che continueranno a scendere per la rimanente parte dell'estate o rimarrano in un trading range simile a quello fatto registrare nei primi sei mesi del 2005. Rispetto alla mia ultima analisi, non vi sono grossi cambiamenti. I nodi verranno al pettine verso la fine dell'anno o molto piu' probabilmente verso gli inizi/meta' del 2006. Il Dollaro e' particolarmente forte in questo momento e sta attraendo investitori internazionali, anche se non so per quanto potra' resistere a questi livelli, in quanto i suoi problemi fondamentali non sono cambiati. Tipicamente questo non e' un periodo favorevole al mercato azionario e con il petrolio a circa $60 dollari al barile, l'economia non potra' che soffrirne le conseguenze. Nessuno puo' negare la forza inflazionista che il petrolio a questi livelli, ha sull'economia in generale.
Il discorso relativo alla bolla speculativa nel campo immobiliare e' complicato e non voglio entrare nel merito della questione in questo articolo. Sicuramente se e quando, la bolla esplodera' avra' effetti catastrofici su tutta l'economia USA e di conseguenza globale. Se devo sbilanciarmi e scegliere un possibile periodo per l'implosione, direi che tra 6 e massimo 12 mesi, dovremmo iniziare a vedere le conseguenze negative della bolla immobiliare.
Come facciamo a capire se siamo in un bear market caratterizzato da una forza inflazionista? Una delle misure piu' semplici ed effettive e' a mio avviso, il monitoraggio dell'indice CRB che e' in continuo uptrend e di conseguenza, ci segnala inflazione, cosi' come anche il valore dell'oro e dei materiali base (rappresentato dall' ETF: XLB).  Ricordiamoci che molti dati che misurano l'inflazione, sono spesso e volentieri manipolati dal governo USA. In pratica e' sempre meglio non credere a quanto annunciato dai vari rapporti economici ma e' meglio pensare con la propio testa, osservando le piccole cose che quotidianamente vediamo (costo della benzina, costo per fare la spesa, costo vestiario,costo di una cena per due, etc.). Personalmente ritengo che siamo ancora in un bear market, caratterizzato da inflazione anche se ultimamente ci sono stati temporanei segnali di deflazione e non e' impossibile che questo bear market, si trasformi da inflazionario a deflazionario. Il risultato pero' non cambiera'...inflazione o deflazione in un bear market, significano solo guai per l'economia e l'Americano medio dovra', prima o poi, tornare con i piedi per terra e smettere di vivere eccessi che gli sono stati permessi solo dalle pazzesche linee di credito (grazie a Greenspan) e ai tagli alle tasse (grazie a Mr. Bush).
Uno dei principali argomenti di discussione e' l'andamento dell'Euro contro US Dollar. L' Euro e' debole a causa di problemi interni (vedi recessione di alcuni importanti Stati membri e sfiducia nella Costituzione Europea) e i dubbi che esistono sulla effettiva "unita'" della Unione Europea hanno danneggiato l'immagine dell' Euro nel mondo. Ritengo che fondamentalmente l'US Dollar e' destinato a perdere di valore contro altre valute, ma non in maniere forte contro l'Euro, almeno fino a quando arriveranno buone notizie dalla EU. Il debito interno degli USA e' un fattore che prima o poi pesera' sull'effettivo valore della valuta Americana ma per adesso, non ci sono segni di grossi cedimenti del dollaro. C'e' uno strano eccesso di ottimismo sia a livello di valuta che di borsa. Questo e' sintomatico e ci segnala la probabile, imminente esplosione di una bolla speculativa (contrarian investment sia US Dollar che a Wall Street). Di base c'e' una irrazionalita' inspiegabile e con questa eterna fiducia nella ripresa economica si stanno creando le basi per un nuova correzione dei mercati verso valori piu' reali (regression to the mean theory). Importanti investitori quali Warren Bufffet e Soros, sono short il Dollaro da molto tempo e difficilmete questi Guru sbagliano delle "scommesse" di questa portata... previsione di long term quindi da questi livelli di circa 1.21 e' bull su Euro e bear su Dollaro.

Indici in perdita, CRB al rialzo e segni di risveglio del terrorismo internazionale, non sono segnali di buon auspicio per l'economia USA (o per l' economia Europea)...il bear market continua la sua corsa in maniera subdola e silenziosa, facendo vittime innocenti tra molti investitori, un punto percentuale alla volta su un mese e due punti giu' il mese dopo, ma sono 5 anni che la borsa non produce niente di buono. Per questo motivo ritengo imperativo per il moderno investitore diversificare e investire il propio portfolio in quei settori e con quegli  strumenti che possono permettere, guadagni anche in mercati laterali o bear. La teoria Buy & Hold si e' rivelata perdente negli ultimi anni e rischia di esserlo anche di piu' nel prossimo decennio. Una gestione dinamica, nuova e professionale al propio portfolio e' necessaria, se si vogliono cercare di produrre buoni ritorni d'investimento negli anni a venire.
Mostri sacri dell'economia USA sono in realta' "marci" da un punto vista fondamentale (vedi i bonds di Ford e GM considerati "junks") e Wal-Mart recentemente ha toccato i minimi degli ultimi due anni.
Queste sono le "Blue Chips" che dovrebbero rappresentare il meglio dell'economia USA. Nonostante quello che si legge sui giornali e quello che dicono alla Casa Bianca, oggi come oggi, qui in USA ci sono meno posti di lavoro rispetto al 2001 e il potere di acquisto del salario medio, perde valore invece di acquistarne, nonostante gli evidenti segni di inflazione. I nuovi posti (pochi) di lavoro che l'amministrazione Bush tanto si vanta di aver creato, sono quasi tutti di basso livello e per circa la meta', sono legati al settore immobiliare (costruzioni, brokers per mutui, agenti immobiliari e indotto). Quando la corsa al mattone finira', cosa ne sara' di questa crescita economica e di questi posti di lavoro? Cosa saranno in grado di inventarsi a questo punto la Casa Bianca e la Fed? Una nuova guerra? Una nuova bolla speculativa? In cosa? Forse una nuova corsa all' Oro? Ultimamente qui in USA sembrano esserci due modi per diventare ricchi senza lavorare troppo. Uno e' comprare e vendere case e scambiarle come se fossero figurine Panini e il secondo e' diventare un campione di Poker! Avete letto bene Poker! Conosco diverse persone che hanno abbandonato il propio posto di lavoro per diventare professionisti di Poker! No comment...vedremo...sicuramente gli anni a venire saranno anni molto, ma molto interessanti...
Questo rally scatenato dopo l'attentato di Londra non ha senso. Mi sa come nel passato, del tipico rally all'interno di un bear market. Il tipico rally per attirare polli e scaricare a prezzi piu' alti possibili le azioni tenute dalle cosidette mani forti.....no cari amici, la previsione non cambia. Mercato laterale per il 2005 (con un possibile +/-5% da inizio anno) per poi subire gli effetti di tutte le droghe artificiali (steroidi finanziari) nel 2006, quando dovremmo finalmente vedere l'inizio di una recessione causata da: trade deficit, budget deficit, indebolimento del dollaro, probabile innalzamento dei tassi d'interesse, petrolio a livelli massimi storici e indebitamento privato a livelli records. Questi fattori fondamentali, dovrebbero sicuramente frenare, qualsiasi illusione di un sano recupero dell'economia USA (sempre escludendo da questa lista, nuovi attentati della portata di quelli del 9/11/2001...). Avete mai provato a pattinare su un lago, sapendo che il ghiaccio sotto di voi diventa sempre piu' sottile piu' vi allontanate dalla riva? Questo e' a mio avviso, il parallelo esatto di quanto sta accadendo qui in USA. Sopra si balla e si danza spensierati, fino a quando arrivera' la primavera (primavera 2006) e il ghiaccio lentamente si sciogliera'...
Per i prossimi dieci anni (e considerate che attualmente il mercato e' ancora a livelli piu' bassi rispetto a cinque anni fa) le previsioni sono per ritorni medi annui che variano da uno 0.50% ad un 3%. Coloro che si erano abituati a ritorni a doppie cifre, saranno molto delusi da quanto sara' in grado di produrre Wall Street. Per ottenere buoni risultati, bisognera' essere in grado di investire in buone azioni (societa' con fondamentali solidi e selezionate con metodi stringenti e utilizzando metodi di timing per entrare e uscire dalle posizioni) e diversificare il propio portfolio con strumenti derivati (futures, commodities e options) e logicamente obbligazionario. Non tutti hanno il tempo e/o la capacita' professionali per fare stock picking (selezione stocks) oppure ricercare i migliori investimenti alternativi, le migliori obbligazioni o altre "Hot" opportunita' speculative sul mercato (vedi ad esempio interessanti IPO che di tanto in tanto appaiono all'orizzonte o nuovi strumenti disponibili a Wall Street che sono quasi risk free).
A tale proposito non dovete pero' preoccuparvi, perche' sara' compito mio (per coloro che vorranno diventare clienti) suggerire quei prodotti e quei servizi d'investimento che, di volta in volta offriranno le maggiori opportunita' di guadagno con livelli di rischi i piu' bassi possibili. Per maggiori informazioni sui miei servizi e prodotti vi prego di contattarmi via email a luca@usagalileo.com
Una delle novita' che offriro' a partire da Ottobre 2005 sara' infatti un servizio a 360 gradi, dove non mi limitero' solamente a suggerirvi prodotti alternativi (attualmente vi posso segnalare il numero uno degli Hedge Fund Managers in circolazione) ma per ciascun cliente, provvedero' a creare un vero e propio servizio di asset allocation con tutti i migliori strumenti e prodotti a disposizione nel mercato finanziario USA. Infatti, nonostante il fatto che sia fondamentalmente bear da un punto di vista macro-economico sull'economia USA, ho a disposizione sistemi e metodi d'investimento su azionario e obbligazionario che hanno dato buoni risultati, anche durante tutti i bear markets fatti registrare negli ultimi cinquant'anni. Ricordiamoci infatti che a Wall Street, ci sono circa 10,000 azioni e in ogni momento vi sono sempre azioni e settori in uptrend che permettono buoni guadagni. Aggiungendoci poi qualche opzione su index o su singole azioni, obbligazioni particolarment solide e gestioni professionali in derivati (Managed Futures),le possibilita' di guadagni positivi esistono anche durante fasi di mercato bear o laterale. Il servizio di asset allocation si basera' sulla "Modern Portfolio Theory" e cioe' la costruzione di un porftolio di strumenti non correlati e questa diversificazione ha dimostrato la capacita' di produrre risultati piu' costanti con meno rischio e meno volatilita'.
Sto cercando di organizzare un seminario di presentazione di questo nuovo servizio, a Desenzano del Garda per il giorno Sabato 17 Settembre. Non ho ancora il programma esatto dell'incontro ma sara' un mix di argomenti che dovrebbero interessare un po' tutti dal day trader, all' investitore di lungo periodo. Sara' sicuramente mattino e pomeriggio con pranzo tutti assieme. Se desiderate incontrarmi e sentire un po' come la penso sul mondo del trading, sull'economia in generale, avere notizie su quelle che a mio avviso sono i migliori strumenti d'investimento etc. fatemi sapere tramite email e vi aggiungo alla mia mailing list. Circa un mese prima vi mandero' un programma piu' preciso di quello che andro' a presentare nel meeting.
Onestamente parlando questo credo sia il futuro della gestione patrimoniale. E' una illusione pensare che il promotore finanziario o l'impiegato di banca (qui in USA o in Italia e' la stessa cosa) vi possa vendere o suggerire prodotti vincenti durante queste difficili fasi di mercato. Queste figure professionali non hanno generalmente (non per colpa loro) una preparazione tecnica e pratica, sufficiente per suggerire quei prodotti e quegli strumenti che hanno dimostrato la loro validita' durante qualsiasi fase di mercato (bull, bear o laterale). Ritengo infatti che pochissimi consulenti o promotori finanziari siano in grado di offrire le migliori soluzioni di asset allocation ai propi clienti. Il mondo della finanza e l'economia mondiale sono in continua evoluzione, ci vuole elasticita' mentale,preparazione e dinamicita' se si vuole investire in maniera vincente il propio capitale. Il classico Buy & Hold e' una cosa del passato e un modo d'investire, destinato solo a creare grandi frustrazioni piu' che grandi guadagni. Se volete affrontare gli anni a venire con un servizio di asset allocation moderno e vincente, vi prego di contattarmi senza esitazione con qualsiasi domanda o richiesta utilizzando la pagina contatti del sito www.usagalileo.com
Distinti saluti e auguri di una buona estate.
Luca Facchini

ANALISI E PREVISIONI PER IL  2005!
San Diego, 20 Febbraio 2005.
INTRODUZIONE:
Circa un'anno fa (14 Febbraio 2004) pubblicai sul sito le previsioni per il 2004: ".....Nonostante sara' un anno positivo per le azioni non aspettatevi ritorni vicino al 25% come ha fatto il Dow nel 2003. Direi che un ritorno che va da un 6% ad 8% e' quanto aspettarsi dal Dow nel 2004." A quanto pare sono stato anche troppo generoso nelle mie previsioni; il Dow si e' mosso per quasi tutto il 2004 in modo laterale ed ha finito con un guadagno di circa il 3% chiudendo a 10783.
Per quest'anno la previsione di base e' praticamente intatta. Infatti rimango convinto che siamo in un bear market, iniziato esattamente 5 anni, fa dopo l'esplosione della bolla Nasdaq. Quello che fini' allora, e' stato il piu' grande bull market della storia e il mercato che sta seguendo, ne e' la logica conseguenza. Il mercato si muove in cicli e dopo un boom economico, segue sempre una fase di riassestamento con movimenti laterali e correzioni di pari entita' ma opposta. Storicamente i cicli bear, durano dai 10 ai 20 anni con ritorni medi che non superano il 2% annuo.
Nonostante Wall Street, Bush e la stampa finanziaria vogliano farvi credere l'opposto, noi ci troviamo all'interno di un classico ciclo bear. Ricordatevi che 5 anni fa il Dow era agli attuali prezzi...e il ritorno medio degli ultimi 5 anni e' stato attorno all'1%... perfettamente in linea con tutti i ritorni fatti registrare dai passati mercati bear.
Quindi dove saremo tra 5 anni? Se la storia si ripetera' (come penso succedera') saremo piu' o meno agli stessi livelli attuali. Nel frattempo, avremo dei forti rallies per attirare nuovi polli (per convincere il pubblico che il bear market e' finito e che finalmente il bull e' ricominciato) e poi avremo dei nuovi crolli che andranno, molto probabilmente a testare e superare i minimi fatti registrare nel 2002. Gli investitori che agiranno con la mentalita' "Buy & Hold" nei prossimi anni, andranno in contro a mio avviso, ad amare delusioni. Agli attuali livelli di P/E nel passato, il mercato azionario non ha mai prodotto ritorni d'investimento superiori al 1-2%, per almeno una decina di anni.
Ricordatevi che questo falso senso di benessere e "ricovero economico" e' stato creato artificialmente. Gli "steroidi economici" di cui parlavo l'anno scorso, sono ancora in circolo nel mercato (tagli alle tasse, tassi d'interessi a livelli minimi storici, rifinanziamenti e prestiti su mutui,etc.) ma gli effetti prima o poi svaniranno.
Quando questo accadra' i veri nodi verranno al pettine: trade deficit e budget con record negativi, indebitamento personale a livelli massimi storici con conseguenti livelli minimi storici di risparmi, tassi d'interesse al rialzo, costo dei prodotti petroliferi al rialzo, dollaro al ribasso, etc.
Quando le droghe artificiali somministrate da Greenspan e dall'amministrazione Bush finiranno il loro effetto, nei prossimi mesi (probabilmente entro fine 2005) il mercato iniziera' a scendere per iniziare un recupero "naturale" della propia identita'. L'inizio di un nuovo bull market potra' a mio avviso arrivare solo dopo che i mercati finanziari hanno finalmente smaltito (ripeto in modo naturale) tutti gli eccessi degli ultimi anni. Quando nessuno vorra' piu' investire nel mercato azionario, quando nessuno parlera' piu' dell'ultima IPO, quando nessuno guardera' e leggera' piu' Bloomberg, ecco, quelli saranno i segnali, dell'inizio di un nuovo ciclo bull sul mercato azionario.
Penso che il nuovo anno portera' ad un deprezzamento del dollaro, un'aumento dei tassi d'interesse e un'aumento dell'inflazione...una combinazione letale per il mercato azionario. Molti dicono che la recessione in USA e' acqua passata...io non ne sare cosi' sicuro... la vera recessione. molto probabilmente, deve ancora arrivare.
Se si evita di ascoltare e leggere la solita propaganda, che, per ovvi motivi, deve sempre descrivere tutto come rose e viole, la vera realta' delle cose e' ben diversa. In Dicembre 2004 i licenziamenti hanno raggiunto i livelli piu' alti degli ultimi 2 anni e mezzo. Trovare lavoro (sopratutto uno che paga un salario sufficiente per vivere decentemente non e' facile negli USA e a quanto sento neanche in Europa). Molte persone che conosco, fanno fatica a trovare un lavoro valido e quei pochi a disposizione pagano poco. Infatti la creazione di posti di lavoro dalla "recessione" del 2001 e' stata la piu' bassa di tutti i "ricoveri" economici a partire dalla seconda guerra mondiale. E questo, nonostante tutti i trucchetti utilizzati dalla FED e dal governo USA!
Se ci sono meno assunzioni e piu' disoccupati, difficilmente i consumatori potranno spendere ed aiutare l'economia USA e di conseguenza l'economia globale. L'americano medio (e a quanto sento anche l'Italiano/Europeo medio) ha sempre meno risparmi e sempre piu' debiti...una ricetta perfetta per iniziare un nuovo bull market...o no? Ritengo che gli eccessi che sono stati vissuti negli anni scorsi (e che ancora si vivono qui in USA) hanno indebolito in maniera seria gli USA. Le fondamenta dell'economia Americana, sono danneggiate e anche se il dollaro dovesse crollare, dubito che la situazione migliorera' di molto, anzi, probabilmente aumentera' solo l'inflazione.  Secondo me ci sono tutti gli ingredienti per una rallentamento della crescita economica nel 2005, al contrario delle comuni previsioni di una forte economia negli anni a venire.
Uno dei miei metodi preferiti per capire se siamo vicini ad un top, e' analizzare il sentimento comune degli investitori. Il 64% degli investitori (a fine 2004, inizi 2005) pensa positivo e crede ad un nuovo bull market...per fare un confronto lo stesso indicatore segnava +66% propio prima del picco a Marzo 2000...
Un'altro particolare indicatore ci segnala che dopo il quinto aumento dei tassi da parte della FED, l'S&P500 inizia perdere (e' successo 5 volte su 6). Nel 2004 la FED ha aumentato 5 volte i tassi e generalmente i principali indici iniziano a correggere dai 6-12 mesi dopo l'ultimo rialzo dei tassi.
COSA ASPETTARSI DAL 2005.
Come sempre occhi e orecchie aperte! Non fatevi ingannare dalla massa e dai media! Tutti sono alla ricerca solo di notizie positive e raramente, sentirete notizie negative o per lo meno neutrali e realistiche. Ci sono forti motivazioni per questo: il piccolo investitore deve rifarsi dalle perdite subite dopo il crollo del Nasdaq, i media devono vendere, Wall Street e Piazza Affari devono farvi investire, i governi devono mantenere il potere, etc.  La realta' a mio avviso e' un'altra. L'apparente forza del mercato e' derivata dagli ultimi effetti delle "droghe economiche" somministrate negli ultimi anni. I veri nodi da risolvere, ripeto saranno, il dollaro che si deprezza, i costi del petrolio in salita, le continue tensioni nel medio oriente (Iran e Siria next?), un budget con record negativo, perdita di posti di lavoro,inflazione, tassi d'interessi che sono destinati a salire, mancanza di risparmi e record di indebitamento da parte dell'americano medio.
Puo' darsi che il 2005 sia ancora un'anno (l'ultimo) dove tutti negheranno assieme la realta' dei fatti. Ricordiamoci anche i pericoli che possono derivare dall' eventuale esplosione della nuova bolla speculativa: il campo immobiliare. In questi anni abbiamo assistito a degli incrementi assurdi, anno dopo anno, del valore delle case e tutto questo e' stato generato dall'abbassamento artificiale dei tassi sui mutui e dalle qualifiche minime per gli acquisti delle case (basta oramai avere un lavoro e gli istituti finanziari approvano senza problemi enormi mutui).  Infatti, se come penso, il campo immobiliare prima o poi (massimo 2-3 anni da adesso) tornera' sulla terra (adesso i prezzi sono sulla luna) ne vedremo veramente delle belle (o per meglio dire delle brutte). Gli eccessi di consumismo che si vedono qui in America (ma a quanto sento anche in Inghilterra e in altre parti d' Europa) sono supportati dal continuo apprezzamento del valore degli immobili. Con aumenti del valore degli immobili superiori al 20% annuo, diventa difficile, resistere alla tentazione di pensare alla casa, come una specie di Bancomat personale...estrarre prestiti contro il valore della casa e' oramai una moda (o una esigenza per mantenere il propio stile di vita?). La gente purtroppo non capisce che questi, sono e rimangono, debiti da ripagare. Se poi l'economia dovesse entrare in recessione e' facile pensare alle conseguenze.
La maggior parte degli investitori ha due grandi desideri. Il primo e' la ripartenza a breve del bull market nell'azionario e l'altro e' la continua crescita, anno dopo anno del valore del mercato immobiliare. E' umano cercare la strada piu' semplice e veloce per diventare ricchi o per avere ritorni d'investimento al di sopra della media. Ma scegliere le azioni e/o gli investimenti giusti e' difficilissimo. Come tutte le cose nella vita di semplice e facile non c'e' nulla e tanto meno sui mercati finanziari.
Credo seriamente nella possibilita' di un nuovo bear market con recessione vera e questo si dovrebbe avverare verso fine 2005 non piu' tardi del 2006 (nei primi sei mesi); se questa previsione e' corretta possiamo aspettarci una correzione attorno al 40% (piu' o meno) del mercato azionario.
Ad avvalorare questa possibilita' c'e' anche il ciclo post elezioni presidenziali. La maggior parte dei bear market inizia dopo il primo anno della elezione del presidente USA (2005) al massimo entro il secondo anno. Questo ciclo ha funzionato 11 volte su 13 dal 1953 ad oggi.
Quindi, in linea di massima, la previsione per il 2005 e' molto simile a quella fatta per il 2004. Mercato laterale con potenziali guadagni e perdite nell'arco di un 4%-6% finale. Se dovessero pero' esserci nuovi elementi negativi (vedi nuova guerra Iran-Siria-Corea o nuovi attenti terroristici), aumento improvviso inflazione e aumenti dei tassi piu' veloci rispetto alla norma, l'economia potrebbe entrare in recessione prima del previsto e il bear market potrebbe arrivare in anticipo. 
COSA FARE?
Siamo in una fase transitoria. Puo' darsi che il mercato dia nei prossimi mesi dei guadagni (e conseguenti illusioni a tanti investitori) ma molto probabilmente, questi profitti svaniranno entro fine anno o rimarrano attorno ad un 4%-6% e francamente parlando penso che vi siano piu' possibilita' di finire l'anno in negativo che in positivo.
Il mio consiglio e' di agire adesso e modificare il propio portfolio, prima che arrivi il bear market. E' meglio essere attivi adesso, fino a quando c'e' tempo che essere passivi e cercare poi di recupere eventuali perdite causate da un bear market o una recessione. Per i prossimi cinque anni mi sento di sbilanciarmi con una previsione di mercato laterale, con guadagni medi massimi attorno al 2% ma con molte piu' possibilita' di discesa, rispetto alla salita.
Se uno desidera sopravvivere negli anni a venire deve fare mente locale (reality check) e lasciare perdere ogni sogno di gloria. Ritengo che il periodo del favoloso bull market degli anni novanta sia acqua passata e quegli incredibili, facili, guadagni sono parte oramai della storia di Wall Street. La realta' e' un'altra e gli elementi che ho elencato sopra dovrebbero far riflettere qualsiasi investitore. Il mio suggerimento e' di stare molto attenti e non farsi attrarre da azioni altamente speculative. Ritengo che il mercato azionario e' un campo minato che e' meglio evitare, almeno fino a quando non cambiano molti fattori fondamentali interni ed esterni al mercato stesso. Da un punto di vista storico, l'indice Dow ha prodotto ritorni medi attorno al 7% annuo. Le previsioni per i prossimi anni (se corrette) sono per ritorni medi attorno al 2%.  Il mio consiglio e' di piazzare la maggior parte del propio portfolio con azioni importanti che pagano alti dividendi e investire in solide obbligazioni (possibilmente non Argentine...). Il resto del portfolio dovrebbe essere dedicato ad investimenti alternativi che vi permettano di guadagnare anche se nei prossimi anni il mercato azionario dovesse decidere di andare giu' o rimanere laterale. Qui vi dovete porre la domanda: "Sono diversificato sufficientemente con investimenti che non sono correlati con il mercato azionario?". Se la risposta e' no, penso di potervi aiutare a raggiungere i vostri obbiettivi di diversificazione tramite l'uso di investimenti alternaivi, in quanto sono uno dei pochi esperti Italiani in questo settore finanziario.
Uno degli investimenti meno correlati con l'azionario, sono i Managed Futures e in generale le commodities (o materie prime). Ci sono moltissimi studi di prestigiose Universita' (Harvard), Borse Merci (CME) e prestigiose case d'investimento (Goldman Sachs) e che arrivano alla stessa conclusione; e cioe' che esiste una diminuzione statistica del rischio, se si diversifica parte del propio portfolio con i Managed Futures.  Alcuni si chiederanno cosa sono questi prodotti finanziari? I Managed futures sono semplicemente programmi seguiti e gestiti da un professionista del settore un CTA (un Commodity Trading Advisor, e' un money manager regolamentato dal governo USA e specializzato in futures e options). Questi programmi posso utilizzare materie prime, oppure mercati finanziari quali l'indice S&P500, valute o bonds. Un CTA puo' utilizzare qualsiasi tipo di strumento, dal futures stesso, alle opzioni sul futures. Questi strumenti possono permettere al money manager di poter guadagnare sia in caso di mercato laterale che di mercato bear o bull semplicemente andando al rialzo o al ribasso o applicando tecniche adatte ai mercati laterali. Attenzione a voler fare i futures traders (o commodities traders) fai da te! Questi sono tra i piu' difficili e sofisticati mercati finanziari del mondo. 
Se desiderate investire in questi strumenti e diversificare seriamente il vostro portfolio, vi posso indirizzare verso i migliori CTA attualmente in circolazione. Per maggiori informazioni sui miei servizi o per commenti alla mia analisi, vi prego di contattarmi senza esitazioni via email: luca@usagalileo.com
Distinti saluti e vi faccio gli Auguri di un Felice e Prosperoso 2005!
Grazie.
Luca Facchini
Importante Aggiornamento sul Mercato Azionario!
San Diego, 26 Luglio 2004.
Eccoci qua dopo circa 6 mesi dal mio ultimo articolo e direi che le cose stanno andando esattamente come illustrato nell'analisi fatta a Febbraio.
Mercato verso nuovi minimi per il 2004! Ma come e' possibile? Abbiamo visto alcuni tra i migliori earnings in oltre dieci anni eppure il mercato scende? La spiegazione sta nel fatto che i prezzi attuali (o appena passati) hanno gia' scontato questi forti earnings. 
Inoltre considerate che gli stranieri non comprano piu' azioni USA ed altri strumenti finanziari come un tempo anzi gli acquisti sono in calo continuo da 4 mesi a questa parte e adesso come adesso, sono venditori e non compratori. Ricordiamoci che fino ad oggi gli acquisti degli stranieri hanno supportato il mercato azionario e permesso il mantenimento dei tassi d'interesse a livelli bassisimi.
Ci sono statistiche interessanti che dicono ad esempio che solo 3 su 15 anni con elezioni presidenziali, hanno visto il Dow Jones perdere cosi tanto terreno durante questo periodo della campagna elettorale. Questo mese di Luglio poi ha visto perdite dell'S&P superiori al 4% ed e' un dato interessante poiche e' dal 1928 che l'S&P 500 non perde oltre il 3.4% nel periodo che va dal primo Luglio al giorno delle elezioni....
A questo punto non solo le analisi fondamentali non sono rosee ma anche il quadro tecnico e' negativo. Infatti abbiamo rotto la media mobile a 200 giorni sull'S&P500. Quando ad inizio "bull market" nel 2003 l'S&P passo' sopra la media mobile a 200 cio' fu considerato da tutti "bullish". Adesso questa rottura sotto in direzione contraria non puo' che essere considerata bearish!
Con tassi d'interesse destinati solo a salire da minimi record, con il prezzo del petrolio a massimi record, con capitale straniero che lascia gli USA e l'analisi tecnica che conferma il momento bear non resta che dedurre che il mercato azionario e' in una situazione molto, molto difficile....
In questi giorni siamo di fronte ad un'importante supporto tecnico sull'S&P500 che e' rappresentato dal livello cash 1080. Se questo livello tiene ci si puo' aspettare un rimbalzo-rally di breve durata. Se 1080 non tiene la situazione potrebbe diventare molto brutta. Quello che si e' verificato nel 2003 a mio avviso e' stato (come gia' detto in precedenza) un rally all'interno del bear market principale.
Nonostante la propaganda di Wall Street (o dell' amministrazione Repubblicana e del duo Bush-Greenspan) rimango quindi fedele alla mia previsione per il 2004 la quale fino ad adesso si sta verificando in maniera fin troppo precisa.
Distinti saluti.
Luca Facchini
P.S. Attenzione investitori. La testimonianza della settimana scorsa di Mr. Greenspan al congresso suggerisce infatti che i tassi si alzeranno sicuramente e le sorprese saranno di incrementi piu' alti del previsto.
Ad ogni prossimo meeting della FED ci possiamo tranquillamente aspettare
almeno un quarto di punto d'incremento e se questa strategia cambiera'
consistera' in aumenti maggiori di un quarto di punto piuttosto che nel
mantenere livelli gli attuali livelli dei tassi. Mr. Greenspan ha fatto capire che con un ritorno a livelli normali dei tassi d'interesse i mercati finanziari potrebbero correre il rischio di diventare anormali....

Storicamente parlando il mercato azionario ha sempre fatto vedere i massimi
quando i tassi d'interesse fermano la loro discesa e iniziano a salire.
Considerando che molte azioni ancora troppo care considerando il loro P/E, direi
che Wall Street potrebbe giocare un brutto scherzo ai poveri investitori "Buy & Hold".
Per commenti o informazioni sui miei prodotti e servizi, vi prego di utilizzare la pagina "Contatti" del mio sito o via email.

Analisi e Previsioni per il 2004.
San Diego 15 Febbraio 2004.
Tutti gli indici azionari hanno finito il 2003 alla grande. Il Dow Jones addirittura con un +25%! E' questo l'inizio del nuovo bull market? In superficie direi di si ma in se analizziamo le cose nella giusta prospettiva, forse non e' propio cosi'. Ricordiamoci che questi guadagni arrivano dopo tre anni di grandi perdite. Esempio il Nasdaq, il quale e' ancora giu' del 55% dai massimi del Marzo 2000, per raggiungere i livelli pre-crollo dovrebbe salire di oltre il 100%...Punto numero uno (reality check): gli investitori sono allo stesso livello di circa 5 anni fa nonostante i grandi guadagni del 2003.. nonostante 5 anni di sacrifici, lacrime e emozioni cosi' forti da far venire problemi al cuore i guadagni veri sono praticamente inesistenti!
Cos'e' successo nel 2003? I consumi sono stati pompati da tagli alle tasse, tantissimi rifinanziamenti via mutui sulla casa, tassi d'interesse a livelli minimi storici, e una politica monetaria molto accomodante. Gli "earnings" delle societa' ne hanno immediatamente tratto beneficio e la ripresa economica sembra essere finalmente partita.
Il rally del Dow nell 2003 da 25% e' in linea con i bear rally del passato. Spesso nel passato durante un bear market il mercato ha fatto registrare recuperi di oltre il 20%. Dal 2000 abbiamo avuto 6 rally importanti e nel passato abbiamo avuto recuperi superiori al 30% durante i periodi bear 1902-21/1929-49 e 1966-82.
Questi violente riprese sono tipiche dei bear markets. Infatti servono a convincere gli investitori che il vecchio mercato bear e' morto e che il bull e' tornato. In realta' quello che di solito succede e' un successivo grande declino alimentato dai bulls delusi che escono di fretta e furia il mercato. Un esempio puo' essere quello dei sette rally avvenuti nei 27 mesi partendo da Aprile 1930. Questi rialzi sono stati di media +24% ma al mercato sono stati poi necessari 25 anni per recuperare e fare nuovi massimi...
Studiando i motivi che hanno spinto in alto il mercato nel 2003 sono personalmente sempre piu' convinto che ci troviamo semplicemente in un bear rally. Vediamo di analizzare i fattori che hanno aiutato il mercato nel 2003 e anche gli attuali elementi fondamentali.
Io faccio una similitudine tra steroidi per uso sportivo e gli aiuti esagerati che sono stati dati all'economia USA la quale a mio avviso e' "doppata". Come ben sappiamo gli steroidi servono ad ottimizzare e migliorare le prestazioni di un atleta nel breve periodo ma sappiamo anche che ci sono conseguenze negative nel lungo periodo. Gli steroidi utilizzati dalla FED e dall'amministrazione Bush sono dati da un mix di tagli alle tasse, tassi d'interessi da record e svalutazione del dollaro. Questi steroidi da mercato pero' serviranno a ben poco nel lungo periodo anche se sicuramente nel breve sembrano essere la soluzione ideale.
L'inizio di un mercato bull (vero) e' caratterizzato dalla mancanza di droghe e steroidi e da forti investimenti di capitali associati da profitti (veri) delle societa' con una crescita costante dell'occupazione. Sfortunatamente e nonostante la propaganda dei media e della Casa Bianca io credo che manchino tutti questi elementi. Ho amici che insegnano alle universita' qui a San Diego e mi dicono che i neo-lauerati faticano moltissimo a trovare lavoro mentre una volta (qualche anno fa) erano gia' assunti mesi prima della laurea...
Qualche tempo fa Warren Buffett disse:" Se mi date un trilione di dollari vi faccio divertire anch'io". Il commento era relativo alla corrente ripresa economica. Un budget Federale che va da positivo a negativo (dai minimi ai massimi uno swing di 700 miliardi di dollari..) in soli 18 mesi non puo' passare inosservato. Tagliando in maniera cosi' aggressiva i tassi d'interessi la FED ha messo in moto il boom del mercato immobiliare che di riflesso ha immesso nell'economia centinai di miliardi di dollari attraverso rifinanziamenti sulla casa e nuove costruzioni. Nel lungo periodo questa situazione e' a mio avviso molto preoccupante sia per il mercato USA che per l'economia mondiale. Gli americani hanno estratto capitale dai loro mutui sfruttando ogni centesimo disponibile il tutto per comprare cose che non servono e per vivere uno standard di vita che non si possono permettere. Molti hanno trasformato i loro bilanci familiari da positivi in negativi tramite nuovi debiti ad interessi bassissimi. Il debito degli Americani e' equivalente a tre volte la dimensione dell'economia USA! Questo e' insostenibile nel lungo periodo. Cosa succedera' all'economia USA quando il suo principale motore (il consumatore) rimarra' senza lavoro? Oppure se i tagli alle tasse si fermeranno o i tassi d'interesse cominceranno a salire e non ha piu' i soldi ottenuti dal rifinanziamento del mutuo sulla casa?
L'attuale deficit del governo USA e' il piu' grande della storia americana e questo spiega senza problemi la perdita del 20% del dollaro nel 2003. L'ultima volta che si fece registrare un deficit record fu a meta' degli anni ottanta (sempre sotto un'amministrazione reppublicana). La conseguenza di quel deficit fu una svalutazione del dollaro del 57% a partire dal 1985. Viste le imminenti elezioni di quest'anno ho grossi dubbi che l'attuale governo Bush abbia intenzione di applicare una qualsiasi politica fiscale di contenimento.
Anzi, all'opposto vedo una similitudine con quanto fece Nixon nel 1970 quando la sua amministrazione aumento' moltissimo la spesa federale cosi' da "gonfiare" l'economia e i mercati finanziari. Allora come adesso funziono' ma presto arrivo' anche il giorno del giudizio e l'economia e i mercati finanziari (azioni e buoni del tesoro) ne subirono severe conseguenze. Nixon e le sue politiche economiche avrebbero dovuto insegnare che uno stimolo all'economia via grossi tagli alle tasse e ai tassi d'interesse possono essere molto pericolosi e possono avere effetti negativi nel lungo periodo. Inoltre vorrei ricordare che gli stranieri (Cina e Giappone in particolare) posseggono circa il 40% del debito USA e continuare ad avere grossi deficit per lungo periodo puo' essere molto, molto pericoloso...
La continua perdita di posti di lavoro in America e' a mio avviso molto grave. La creazione di posti di lavoro e' essenziale per una sana e robusta ripresa economica. Nuove occupazioni significano un continuo apporto di denaro al sistema economico e questo vale per il lungo periodo, a differenza degli aiuti temporanei e di breve periodo offerti da tagli alle tasse (inutili alla famiglia media) e dai rifinanziamenti sulle case (mercato immobiliare USA in piena bolla speculativa).  C'e' un trend molto pericoloso nel mercato del lavoro USA. Dal 2001 sono stati persi quasi 3 milioni di posti di lavoro. All'inizio erano solo lavori del settore manufatturiero ma adesso questo trend ha colpito anche il settore high tech e dei servizi e moltissimi lavori vengono esportati in Cina o India. In questi paesi il costo del lavoro e' una frazione di quello USA a tutti i livelli dal semplice operaio a lavori che richiedono specializzazioni particolari.
Questa continua perdita di occupazione in USA non puo' essere salutare all'economia Americana e tanto meno a Wall Street.
E' importante capire che la bolla speculativa che e' esplosa nel 2000 e' stata la piu' grande di sempre con azioni quotate a livelli assurdi in considerazione degli earnings offerti. Se la storia ha ancora qualche significato dobbiamo allora pensare che dopo un super bull markets sono sempre seguiti dei super bear markets...piu' grande e' la bolla e piu' grande sara' il "boom". E' cosi' in tutte le cose in natura ma sembra che ancora una volta, "questa volta" e' diversa dal passato...almeno cosi' vogliono farci credere i media e le varie istituzioni finanziarie o governative. Ci sono stati nel passato dei bull markets importanti che sono esplosi nel 1901/1929 e 1966. Dopo questi picchi speculativi il mercato, nei successivi 20 anni ha offerto ritorni d'investimento medi da + 1.9% a - 0.2%! Sicuramente nessun investitore dopo ciascun picco, si sarebbe aspettato questi deludenti risulati per cosi tanto tempo. Mi viene da chiedere a questo punto come possiamo pensare che questa volta il recupero economico sara' molto piu' breve in considerazione del fatto che quello che abbiamo appena vissuto e' stato il bull market piu' grande della storia? C'e' un eccesso di capacita' produttiva e debito nel mercato e nei settori privato e pubblico che e' a mio avviso molto preoccupante. Ritengo ci vorranno molti anni per "digerire" le conseguenze di questo super bull market e questo periodo di digestione di eccessi e irrazionalita' che stiamo ancora vivendo (vedi campo immobiliare) sara' il fattore che determinera' prestazioni ben al di sotto della media da parte del mercato.
Le valutazioni basate su P/E ratios sono ancora esagerate se confrontate con il passato. Nessun mercato bear e' mai finito con valutazioni pari ad oggi. Il Professore Robert Shiller conferma tramite i suoi studi che da questi livelli di P/E ratios, gli investitori per i prossimi 10 anni non possono aspettarsi niente, o molto poco dal mercato azionario. Anche un grande come Warren Buffet crede ancora che le valutazioni attuali delle maggior parte delle azioni siano esagerate e crede il periodo di digestione di questi eccessi di valutazione sia proporzionale alla pazzia raggiunta durante la grande bolla. Buffett durante il 2003 non riusciva ancora a trovare azioni appetibili per la sue gestioni...
A questo punto la domanda che viene logico chiedersi e': ma allora quali sono gli investimenti su cui puntare nel 2004 e negl anni a venire?
Personalmente ritengo che i mercati delle materie prime (commodities), le valute e in generale gli investimenti alternativi che permettano operazioni long-short siano quelli su cui puntare e adesso vi spiego il perche'.
Prima di tutto ritengo che l'inflazione sia una minaccia vera nonostante quello che i vari rapporti governativi vogliono farci credere. L'inflazione non esiste o e' sotto controllo ma in realta' il costo della vita aumenta su tutti i fronti....affitti, benzina,alimentari etc.
Guardatevi in giro e ditemi che il costo della vita di adesso non e' piu' costoso di due o tre anni fa...
Negli ultimi due anni abbiamo avuto probabilmente l'aiuto economico piu' grande della storia dell'economia USA. Le "presse" del governo USA hanno fatto gli straordinari stampando soldi e bonds supportati piu' dalla fiducia in una ripresa e dalla buona fede degli stranieri che non da evidenti prove di solidita' e ripresa economica.
Basta guardare al deficit import-export e al bilancio Federale per farsi venire brividi da paura.  Tagliando praticamente a zero i tassi d'interesse il governo ha innescato il boom del mercato immobiliare che di conseguenza ha aiutato l'economia aggiungendo liquidita' per centinaia di miliardi di dollari tra rifinanziamenti sulla casa e nuove costruzioni.
Considerando l'aumento progressivo (e a quanto sembra innarrestabile..) del buco del bilancio USA e del deficit import-export, la svalutazione del dollaro, il rafforzamento di molte economie (sopratutto in Asia) e sopratutto la continua domanda di materie prime da parte della sempre piu' potente e "affamata" Cina ritengo che siamo solo all'inizio di un potente e prolungato bull market su tutte le materie prime (commodities).
Nessun mercato finanziario a mio avviso e' piu' adatto a trarre vantaggio di una eventuale inflazione e di un eventuale crisi dell'economia USA. I mercati delle materie prime sono i mercati su cui puntare. Negli ultimi 100 anni vi sono stati solo cinque bull markets rigurdanti le commodities, praticamente uno ogni 20 o 30 anni e di solito sempre causati da una inflazione crescente.
Pochi investitori si accorsero dell'inizio del bull market azionario agli inizi del 1980 e sicuramente un numero inferiore di investitori si sta rendendo conto che siamo solo agli inizi di grande bull market nelle materie prime. Basta guardare i maggiori indici delle commodities (CRB index) per rendersi conto di quello che sto dicendo...Forse non tutti sanno che negli ultimi 5 anni i maggiori indici commodities hanno superato a livello di prestazioni i settori classici d'investimento: azionario, obbligazionario e immobiliare! Molti analisti ed economisti concordano nel dire che siamo in mezzo al piu' grande movimento di prezzi delle materie prime degli ultimi 25 anni.
Cosa aspettarsi dal 2004.
Sicuramente la mia visione del mercato azionario e' negativa a causa dei seri problemi fondamentali che minacciano l'economia USA. Non ritengo pero' che avremo degli scossoni importanti fino a dopo le elezioni presidenziali. Tradizionalmente gli anni delle elezioni presidenziali sono stati anni positivi per il mercato azionario e penso che anche quest'anno la regola non cambiera'. Il mercato cambiera' direzione quando i tassi d'interesse inizieranno a salire. L'inflazione e' ancora abbastanza contenuta e la FED e' ancora disponibile ad essere accomodante con le propia poltica monetaria. Se ci sara' un'aumento sara' verso fine anno e sara' piccolo cosi' da non spaventare i mercati e fermare l'economia. Nonostante sara' un anno positivo per le azioni non aspettatevi ritorni vicino al 25% come ha fatto il Dow nel 2003. Direi che un ritorno che va da un 6% ad 8% e' quanto aspettarsi dal Dow nel 2004.
Le azioni possono essere considerate come un indicatore guida dello stato dell'economia. Esse tendono a salire in anticipazione di una ripresa economica e non in risposta alla stessa. Quando siamo all'inizio di un nuovo ciclo economico o un rimbalzo economico le azioni hanno le migliori prestazioni perche' anticipano nel propio prezzo i futuri guadagni. Questo e' quanto penso sia accaduto nel 2003. I guadagni cosi' forti di tutti gli indici sono stati realizzati secondo questo principio di anticipare i futuri earnings di molte societa'.
Purtroppo, la realta' e' che molti di questi guadagni, sono insostenibili e fuori da ogni logica e la mia paura e' che il mercato avra' un comportamento simile al top fatto registrare nel 2000.  Facciamo un esempio per capirci meglio. La famosa E-Bay e' venduta per oltre 80 volte i propi earnings. Street.com calcola che gli earnings (utili) di E-bay dovrebbero aumentare del 40% all'anno per i prossimi 5 anni per giustificarne il prezzo attuale. Questo e' un classico esempio di prezzo insostenibile...
La musica adesso suona e tutti ballano. Il governo Bush con l'aiuto della FED ha riempito di steoridi il mercato e l'economia ma non senza gravi conseguenze  al budget degli USA. E' molto probabile che il vero bear market sia davanti a noi e non dietro a noi. La presidenza Nixon e' un esempio di una situazione molto simile a quella odierna...Quando la musica e le droghe a base di steoridi ed ecstasy finiranno...il risveglio del mattino dopo sara' molto, molto traumatico.
Riassumendo, ritengo che la maggior parte dei guadagni nel mercato azionario siano gia' stati fatti e che questo non e' altro che un forte rally all'interno di un mercato bear.  Al contrario i mercati delle commodities (materie prime) sono solo all'inzio di quello che potrebbe essere un esplosivo bull market e questo a mio avviso e' il mercato su cui puntare negli anni a venire. Esempi di mercati su cui speculare sono oro, petrolio, il dollaro US, l'Euro e lo Yen. Nonostante questi mercati siano in trend ben definiti da tempo ritengo che i vedremo ancora prezzi molto piu' alti con un dollaro sempre piu' debole.
Ma al di fuori di queste commodities ben conosciute perche' spesso riportate dalla stampa e dalla televisione vi sono molte altre commodities che sono vicine a minimi e quindi rappresentano classiche opportunita' d'investimento. Per trarre vantaggio di questi mercati l'attento investitore o il bravo trader puo' utilizzare diverse strategie. Dall'acquisto di opzioni per limitare i rischi,all'acquisto e vendita di futures oppure per chi non ha tempo per speculare o non ha le adeguate conoscenze pratiche e tecniche si puo' affidare ad un esperto del settore ed affidare in gestione il propio capitale speculativo. Qualsiasi sia la vostra esigenza a livello di investimenti alternativi, quale qualificato money manager specializzato in futures (CTA: Commodity Trading Advisor), posso rispondere a qualsiasi vostra domanda o esaudire qualsiasi vostra esigenza speculativa. Se desiderate contattarmi vi prego di utilizzare la sezione "Contatti" del mio sito www.usagalileo.com
In attesa di un vostro riscontro o commento vi porgo i miei piu' distinti saluti e vi auguro un 2004 prosperoso e pieno di felicita'.
Luca Facchini
MARKET UPDATE. E' QUESTO IL NUOVO BULL MARKET?

San Diego 4 Dicembre 2003

Cari amici,
mi scuso se non ho fatto un nuovo articolo-analisi per diversi mesi ma il lavoro di broker e money manager non mi lascia molto tempo a disposizione. Prima di tutto vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto in questi mesi per scambiare opinioni. Molti di voi mi aspettavano al varco e sono stati pronti a farmi notare che ho "toppato"; il massimo a 9500 sul Dow e' stato ampiamente superato e ci stiamo avvicinando ancora una volta al fatidico muro dei 10,000! Ci sono "voci di corridoio" sempre piu' frequenti che segnalano questo livello per il Dow e 2000 per il Nasdaq per facilitare le prossime elezioni a Mr.Bush. Visto che la guerra al terrorismo non funziona molto bene almeno i Repubblicani devono potersi salvare sul fronte interno con dati economici molto incoraggianti (almeno in superficie).
Un'altro motivo per cui non ho aggiornato la mia ultima analisi e' semplicemente perche' non ritengo vi siano stati importanti cambiamenti degni di nota da tre mesi a questa parte. Se vi fosse stata qualche notizia o qualche fatto degno di nota vi avre senz'altro aggiornato.
Mi viene spesso chiesto se ho cambiato idea sui mercati da un punto di vista fondamentale? Assolutamente no. Anzi sono sempre piu' convinto che ci troviamo in pieno bolla speculativa con paralleli drammatici a quelli di fine 1999 inizi 2000. Premetto che non sono un'analista fondamentale. Non lo sono mai stato e dopo lo scandalo Enron, Arthur Andersen, Tyco, WorldCom & Co. lo sono ancora meno. Sono sempre stato solo un'analista e un trader tecnico. Quello che importa per me sono i prezzi e i grafici che ho d'avanti, tutto il resto per me sono solo numeri e parole per riempire i giornali di inutili articoli e ore e ore di commenti altrettanto inutili su CNBC e Bloomberg.
Visto pero' che molti di voi amano sapere cosa fanno le aziende quotate, quanto hanno venduto l'ultimo quarto, com'e' il P/E etc. non manchero' di darvi anche qualche dato a questo riguardo. Quando parlo di analisi fondamentale mi riferisco ad un'analisi macroeconomica basata su studi, dati e osservazioni al di fuori della "propaganda" che viene somministrata tutti i giorni dai vari media o da Wall Street o dal governo.
Come sempre vorrei darvi qualche dato statistico a riguardo dello stato attuale di Wall Street. Vi prego di non confondere queste mie considerazioni come segnali di vendita immediata. Il timing di quando entrare e uscire dalla borsa e' abbastanza semplice. Una semplice media mobile vi avrebbe tenuto dalla parte giusta del mercato durante tutto questo bear rally a partire da primavera 2003 (ah..il famoso senno di poi..).
Ci sono logiche e principi con cui l'uomo ha dovuto fare i conti che allo stato attuale delle cose sembrano non valere piu'. La nostra societa' sta dando ancora una volta l'illusione a milioni di persone che la via della richezza e' molto semplice. Compri una casa o un'azione e il gioco e' fatto. Tanto non possono che andare su... quindi che senso ha lavorare e faticare? Facciamo tutti gli speculatori nel campo immobiliare (o ancora una volta su qualche azione Nasdaq) e tra qualche anno andiamo a goderci tutti assieme i nostri facili guadagni in qualche isola caraibica! Non e' forse questo il sogno di molti di voi? Certo e' anche il mio sogno..ma qualcosa mi dice che la cosa non puo' funzionare.  D'altronde per quale motivo uno dovrebbe assumersi dei rischi in borsa se non per diventare ricco, molto ricco e possibilmente molto alla svelta? Il day trading diede questa illusione 5/6 anni fa e adesso, ancora una volta c'e' un boom di questa snervante attivita' speculativa (provare per credere). Le IPO stanno tornando di moda e dopo mesi e mesi di silenzio quando vado ad un party sento nominare ancora una volta nomi di azioni che speravo fossero spariti per sempre: Amazon! Ebay!Yahoo! etc.
A quanto pare il prezzo pagato per la casa o l'azione non importa. Tanto va su..sempre su. Lo dicono tutti o no? Economisti, gurus, giornali, televisione etc. E poi che senso ha risparmiare alla fine del mese? Tanto si vive una volta sola o no? E allora via che si spende piu' di quello che si guadagna e le nostre societa' e le nostre famiglie accumulano debiti invece che risparmi...d'altronde con Greenspan e Bush al comando cosa si puo' temere? Siamo in mani sicure o no?
Difficile ipotizzare cosa succedera' nel futuro sopratutto considerando che siamo oramai a 12 mesi dalle elezioni presidenziali USA e molte cose strane possono accadere (o stanno accadendo) dietro le quinte...
Sicuramente non si guadagna con le supposizioni o con le analisi ma partecipando al gioco e chi ha partecipato negli ultimi mesi lo sa bene. Seguire il trend e' importante e il resto sono solo inutili parole e una perdita di tempo e denaro. Se va su si compra, se scende si vende..facile da dire ma non da fare..la disciplina e' sempre il punto debole del trader a qualsiasi livello sia esso un professionista o un dilettante.
Eccovi quindi alcun puntii che spero possano farvi riflettere. Da quando il Dow ha toccato i massimi qualche anno fa ha passato il livello 10,000 oltre una dozzina di volte e tutte le volte ha perso momento ed e' tornato giu'. Il rally attuale e' guidato da piccole societa' con bilanci e profitti molto discutibili..molte di queste azioni sono molto economiche e sono comprate appunto per questo motivo. Di solito se qualcosa costa poco e' perche' vale poco o no? E' cosi' in tutti gli aspetti della nostra vita...difficile fare affaroni di questi tempi, troppa gente furba pronta a fregarti subito. Ma evidentemente la lezione del Nasdaq di tre anni fa non e' servita a nulla. Generalmente quando c'e' l'inizio di un nuovo (vero) e solido bull market le azioni che sono leader e trascinano Wall Street sono azioni nuove. Questa volta il rally e' guidato ancora dalle stesse azioni che guidarono il bull market degli anni novanta. E infatti le azioni speculative sono quelle che sono piu' in alto di tutte...secondo me questo mercato non ha delle buone basi e non e' convincente.
Chi compra questo mercato? Sinceramente non lo so di preciso ma so chi lo sta vendendo. Gli insiders stanno vendendo $59 di azioni per ogni $1 acquistato secondo studi della Insider Research. Per darvi una idea fino ad oggi il record era 20 a 1 e qualsiasi lettura superiore a 20 a 1 e' considerata bearish..
La maggior parte delle newsletter e degli investitori sono estremamente bullish. Se tutti sono bullish di solito il mercato corregge in quanto non tutti possono vincere...
Valutazioni assurde..E-Bay e' venduta a 80 volte gli earnings e thestreet.com ha calcolato che i profitti di E-bay dovrebbe salire del 40% all'anno per i prossimi 5 anni per giustificare il prezzo dell'azione..Che ne dite? Si puo' fare?
Il P/E ratio dell'S&P 500 a Marzo 31,2000 era 29.41 e di questi tempi (secondo stime del sito dell'S&P stesso) siamo a 29.46. Analisi e studi dimostrano che nel passato non ci sono mai stati valutazioni equivalenti a quelle attuali che siano state seguite dopo 10 anni da guadagni nei vari indici principali. C'e questa tendenza a credere che questa volta e' diversa. Che il passato non conta, che questa e' una nuova era del cosidetto mercato dinamico. I sistemi di valutazione classici usati nel passato non funzionano piu' e non contano niente. Nonostante non sia un fondamentale dubito che questa volta la storia non si ripetera'... La somma dei fattori negativi che pesano a livello economico e politico sugli USA sono troppi e troppo importanti: un deficit federale e statale a livelli record, il dollaro che continua ad indebolirsi, i prezzi delle materie prime che continuano ad aumentare, livelli di disoccupazione ancora alti e sopratutto livelli di indebitamento da parte dei consumatori a livelli record. Questi fattori prima o poi devono avere un'effetto negativo sulla borsa.
Seguira' a giorni una seconda parte a questa articolo. Se desiderate contattarmi o spedirmi i vostri commenti vi prego di utilizzare la pagina "Contatti".
Grazie e buon trading.
Luca Facchini

San Diego 13 Agosto 2003

Caro Amici,

Non ho scritto nulla per due mesi perche' ritengo che l'analisi fatta l'11 di Giugno sia ancora valida. Nonostante le parole di conforto di Greenspan, la morte dei due figli di Saddam, l'ondata record di caldo in Europa e un Terminator quasi Governatore, il mercato e' ancora esattamente allo stesso livello d'inizio estate. Ritengo possibile un nuovo massimo sul Dow Jones attorno a 9500, anche se, questo evento rappresenterebbe per me, semplicemente un' ultimo colpo di coda di un mercato ancora esageratamente sopravvalutato. I rischi di caduta da questi livelli sono a mio avviso nettamente superiori rispetto ai possibili avanzamenti dei vari indici.

Un' articolo sul Wall Street di oggi segnala la mancanza di Insider Buying. Il messaggio e' a mio avviso chiaro: vendere. Sono oramai tre mesi che gli Insiders non comprano azioni e questo tipo di non-attivita' e' stata riscontrata solo una volta negli ultimi 10 anni. Era il periodo Luglio-Settembre 2000 il quale anticipo' una caduta del 19% nei successivi sei mesi e addirittura una caduta del 28% nel successivo anno. Questo non e' il periodo adatto a comprare azioni ma bensi' adatto a vendere e prendere profitti! Siamo nel periodo dell'anno storicamente piu' debole per l'azionario e l'aumento degli yelds dei bonds associato alla sopravalutazione del mercato sono a mio avviso tutti chiari segnali di pericolo per chi vuole investire (o e' investito) con Wall Street & Co.

Il mio consiglio e' di allegerire il vostro portfolio azionario, incassare ed eventualmente diversificare con mercati e strumenti non correlati (esempio: trading con futures su materie prime e valute). Se desiderate avere una consulenza patrimoniale gratuita e personalizzata vi prego di inviarmi le vostre informazioni attraverso il modulo presente nella sezione contatti di questo sito (specificate se volete essere contattati via email o via telefono).

Distinti saluti e buon Ferragosto!


Luca Facchini -CTA


 

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E' QUESTO IL NUOVO BULL MARKET OPPURE L'ENNESIMA TRAPPOLA DI WALL STREET?

San Diego 11 Giugno 2003

Il mercato continua a salire, inarrestabile da tre mesi a questa parte.
Tutti si aspettano un recupero dell'economia, anzi un vero boom economico nella seconda parte dell'anno. Tutti, tranne me e i pochi altri. Resisto nella mia veste di BEAR e insisto nella mia visione, non certo rosea, dello stato di salute dell'economia USA.
La propoganda dei mass media e dell' amministrazione Bush, sta facendo credere a tutti che siamo in pieno recupero e che anzi questo e' l'inizio di un nuovo bull market! Non pretendo di avere la sfera magica e di sapere dove andra' il mercato, queste cose le lascio ai guru di CNBC ma ancora una volta sento puzza di bruciato .... Non ho pretese di sapere con certezza niente. Nulla e' certo nella vita sopratutto la direzione futura della borsa. L 'unica cosa che possiamo fare e' cercare di indovinare al meglio e sperare di aver azzeccato la risposta giusta. Sicuramente in questi anni penso di aver "indovinato" con accuratezza tutti i maggiori punti di svolta del mercato e vediamo se anche questa volta avro' ragione oppure no.

OK, bando alle ciance (frase mitica da attribuire credo al mitico Toto'..). Penso che siamo al top o vicinissimi al top di questo rally. Non penso che l'economia USA sia un disastro assoluto e allo sfascio ma allo stesso momento non penso sia cosi' robusta, da avere valutazioni e prezzi di questo calibro.  Questa salita vertiginosa di tutti i maggiori indici e' a mio avviso completamente ingiustificata. Se come penso prima o poi la gente smettera' di giocare d'azzardo con la borsa, allora e solo allora, la realta' delle cose apparira' ancora una volta di fronte a tutti e un improvviso e violento movimento al ribasso sara' inevitabile.

Il mercato si sta comportando come se l'economia abbia digerito e recuperato completamente tutti i problemi degli ultimi anni e che le conseguenze economiche del boom del Nasdaq, dell'11 di Settembre, della Guerra in Iraq, degli scandali di Wall Street siano gia' acqua passata. Puo' darsi....ma permettetemi di avere grossi dubbi a riguardo. Penso che se il mercato dovra' viaggiare in qualche direzione nel prossimo futuro lo fara' verso Sud e non verso Nord...

Il mio consiglio e' di alleggerire il vostro portfolio azionario e non di appesantirlo...se vendete adesso forse tra qualche mese potreste essere considerate da amici e parenti dei veri geni della finanza. A volte e' meglio vendere presto che non vendere affatto e chi ha comprato le azioni del Nasdaq e del nuovo mercato, sono sicuro che sa di cosa parlo.....Praticamente, credo che questo rally non e' l'inizio del nuovo Bull market ma solo e semplicemente un rally all'interno di un bear market. La classica trappola per i polli che come sempre non mancano mai...

Abbiamo gia' avuto diversi potenti rally da tre anni a questa parte e ogni volta i bulls erano pronti ad annunciare l'inizio della ripresa..poi tutte le volte i rally sono svaniti e con loro ingenti capitali...

Mi piace sempre dare alcuni numeri su cui riflettere.  Dopo l'11 di Settembre 2001 l'indice Dow sali' del 25% da Settembre a Gennaio mentre nello stesso periodo il Nasdaq sali del 45% e l'S&P500 del 20%. Fu quello l'inizio del nuovo bull market visto che giornalisti, analisti e famosi money managers, su tutti i vari media finanziari dichiaravano la fine dei problemi di Wall Street? Risposta: no.
Nella primavera 2001 i vari indici salirono per motivi oscuri di circa il 20% in un mese (il Nasdaq addirittura il 35%). Fu quello l'inizio del nuovo bull market? No.

A parte la fine della guerra e la caduta del dollaro, sono pochi gli avvenimenti degni di nota da 6 mesi a questa parte e sicuramente queste due cose non giustificano un miglioramento della borsa del 35% rispetto ad Ottobre dell'anno scorso. Inoltre le valutazioni in termini di P/E sull'S&P sono ancora a livelli insostenibili da un punto di vista storico. La politica economica della FED, intenta a far ripartire l'economia USA dopo il collasso del mercato azionario, ha creato secondo me altre 2 bolle speculative pronte ad esplodere. La bolla degli investimenti immobiliari e la bolla derivata da nuovi mutui e finanziamenti e rifinanziamenti derivati dagli stessi. Facilita' di credito con aumento dei disoccupati e del livello medio di indebitamento nel settore pubblico e privato non mi sembrano sicuramente le ricette adatte ad un pronto recupero economico. Vedremo se il mercato mi dara' ragione o se Mr. Greenspan e la Casa Bianca questa volta sanno cosa fare.....Personalmente ritengo che i settori su qui investire siano quelli delle materie prime e delle valute. Per commenti, domande o se desiderate esplorare i miei servizi non esitate a contattarmi al seguente email: luca@usagalileo.com 


Distinti saluti.

Luca Facchini

 



IL 2003: L'ANNO DELLE MATERIE PRIME!
 
 
Dopo il boom degli anni novanta il mercato azionario non e' piu' riuscito a riprendersi. Sono 3 anni che Wall Street (o Piazza Affari) e' incapace di produrre un ritorno positivo e se qualcuno si illude che nei prossimi anni tutto ritornera' alla normalita' (cioe' prestazioni annue a due cifre) fara' bene a farsi visitare da uno psichiatra...
 
Logicamente, quando la maggior parte delle persone comuni perde, qualcuno guadagna. Chi guadagna o chi ha guadagnato? Risposta: i soliti "smart money" e cioe' i sofisticati (o forse semplicemente intelligenti) investitori privati e istituzionali. Esempi: Hedge Funds che si sono messi shorts sull'azionario da tre anni a questa parte e poi chi ha investito o speculato in commodities (termine generico per descrivere futures su materie prime, valute ed indici). Un'articolo apparso qualche mese fa sul Wall Street Journal, riporto' che i guadagni speculativi di Goldman Sach nel 2001 e 2002, tramite l'utilizzo di commodities furono molto piu' grandi rispetto all'utilizzo del mercato azionario. Nel 2002, i guadagni in commodities, furono di $3.68 miliardi di dollari in confronto a un misero guadagno di $800 milioni derivato dalle azioni. Sono convinto che il 2003 (e molti degli anni a venire) sara' l'anno delle commodities.
Sabato sera sono uscito a cena con un caro amico che lavora a San Francisco per un Hedge Fund da 300 milioni di dollari il quale mi ha confermato quanto sopra. Il loro ritorno d'investimento nel 2001 e 2002 e' stato rispettivamente del +190% e + 80%. Quest'anno anche loro "sentono" la guerra e la loro prestazione da inizio anno e' solo del +10%...
 
Abbiamo avuto le prime avvisaglie del risveglio delle materie prime con l'oro. Il metallo prezioso negli ultimi mesi ha toccato il massimo degli ultimi 5 anni. Parlando di valute, la fiducia sul dollaro a livello mondiale e' stata seriamente intaccata dalle bancarotte fraudolente e dagli scandali di Wall Street e l'attuale situazione economica interna degli USA, sicuramente la peggiore da molti decenni a questa parte, non aiuta a prevedere un futuro molto roseo per il dollaro. Molti analisti e molti economisti parlano di una possibile deflazione; a mio avviso se i prezzi delle materie prime continueranno a salire cosi' il pericolo sara'  invece l'inflazione. E' possibile osservare il doppio minimo sul grafico a fine articolo del CRB Index (questo indice rappresenta il movimento di 17 futures-commodities non di derivazione finanziaria) con la rottura del livello 235 e probabile avvicinamento ai massimi di inizio 1996 oltre a 260.
 
Vorrei ricordarvi che il mercato azionario odia le incertezze create da confillitti, scandali politici e crisi economiche. E' innegabile che stiamo vivendo uno dei piu' grandi momenti di tensione della storia dell'uomo, sia a livello internazionale e sia a livello di stabilita' e sicurezza economica degli USA. Basta pensare a quello che potrebbe succedere a Wall Street (e al resto delle borse mondiali) se dovesse esserci un'altro serio attacco terroristico. In questi momenti di grande instabilita' e incertezza pero' le commodities si esaltano (vedi l'oro o il petrolio negli ultimi mesi) e le stesse valute (vedi Euro e Swiss Franc contro US Dollar negli ultimi 12 mesi) sono strumenti che possono dare grandi soddisfazioni economiche all'investitore e al trader disponibile ad allargare le propie conoscenze in campo finanziario.
 
Personalmente, ritengo che le seguenti commodities sono pronte per fare registrare nuovi massimi nei mesi e negli anni a venire: soia, frumento, oro, argento, rame,Yen, cotone, cacao, caffe', succo d'arancia,carni di maiale ed alcune altre che non sono ancora propio mature. Il problema principale per investire e far trading in questi fantastici mercati e' il timing, cioe' quando entrare e quando uscire ed e' qui che la mia figura professionale vi potra' essere di grandissimo aiuto.
 
E' il mio compito, in qualita' di Commodity Trading Advisor, l' aiutarvi a scoprire e speculare in questo affascinante mondo delle commodities.  Una avvertenza importante. Ci sono pochi seri professionisti in questo campo negli USA, tanto meno in Europa e in Italia. Vi consiglio quindi di andare con i piedi di piombo prima di prendere raccomandazioni di trading o fare investimenti in questo campo. Utilizzando i miei servizi avrete la possibilita' di lavorare con vero professionista, onesto, certificato dagli organi competenti Americani, in lingua Italiana e con una esperienza pluriennale nel mondo delle commodities. 
 
Dopo piu' di due anni di stand-by riprendero' inoltre la mia Newsletter Settimanale (la prima e l'unica veramente specializzata in Commodity Trading in Italia) The Commodity Report, da dove potrete prendere spunto per le vostre idee di trading. Fatemi sapere se vi interessa riceverla in prova richiedendola via modulo nella pagina CONTATTI. La Newsletter sara' disponibile previo abbonamento e via password sul sito del Galileo Trading Group.
 
Quindi se siete interessati a fare trading con futures su metalli preziosi (oro, argento, platino etc.), prodotti agricoli (carni, soia, frumento,mais etc.), prodotti energetici (benzina, gasolio, petrolio, metano), valute (Euro, Yen, Sterlina etc.) prodotti finanziari (indici quali S&P500, Nasdaq, Fib, Dax etc.) vi prego di contattarmi con qualsiasi domanda e senza esitazione, via email cosi' da organizzare anche un'eventuale appuntamento telefonico.
 
 
Distinti saluti e buon trading,
 
 
Luca Facchini

 

 


 

 

A chi giova veramente la pace in Iraq?

15 Febbraio 2003

Nel mio ultimo articolo, sui possibili veri motivi della guerra in Iraq, sono stato abbastanza critico con gli USA e con l'amministrazione Bush. Con questo articolo voglio compensare le cose e cercare di spiegare, ai meno informati, cosa si nasconde dietro il no alla guerra e il si alla pace da parte di Francia, Germania e Russia. Una cosa deve essere ben chiara. Questa guerra verra' fatta per...........continua nella pagina Articoli & News


I VERI MOTIVI DELLA GUERRA IN IRAQ

15 Gennaio 2003

Cari Lettori,

cosa c'e' dietro questa incredibile voglia di guerra da parte degli USA? L'amministrazione sta cercando di convincere tutti, sia qua, che nel resto del mondo, che il motivo e' solo di self defense. Gli USA hanno paura che Saddam nasconda in gran segreto laboratori in grado di costruire armi chimiche, battereologiche e nucleari.
Personalmente non credo minimamente a questa teoria e i veri motivi sono....Analisi & News


COSA ASPETTARSI DAL 2003 E IL PROGETTO "MIDAS".

6 Gennaio 2003

Caro Lettori,

Prima di tutto tanti Auguri per un Felice e Prosperoso Anno Nuovo! Ad un mese di distanza dal mio ultimo articolo-analisi ho deciso di darvi un update su quello che mi aspetto dal 2003. La maggior parte dei professionisti, esperti, analisti, giornalisti etc. non pensa minimamente ad un quarto anno negativo per Wall Street. L'unica altra volta che questo e' accaduto e' stato ......Per continuare a leggere l'articolo andate alla pagina Analisi & News


 
 

 

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